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Lavinia e Berardino: una storia d’amore scolpita nel marmo, custodita nella Chiesa di San Giovanni

Lavinia e Berardino: una storia d’amore scolpita nel marmo, custodita nella Chiesa di San Giovanni

Bernardino CorrealeLa cappella di San Tommaso, già dell'Adorazione dei Magi, della chiesa di San Giovanni in Parco. In memoria di don Ottavio Caputo. La Chiesa di San Giovanni a Mercato S. Severino, sorge nella località un tempo denominata "lo Parco Sancti Severini", ai piedi dell'imponente castello della famiglia Sanseverino. L'edificio religioso faceva parte del complesso conventuale dei Padri Domenicani — poi soppresso e ancora oggi adibito a sede del Municipio —, custodisce testimonianze artistiche di notevole pregio e valore storico. Si segnala ad esempio uno squisito lavabo in pietra pregiata posto nella sagrestia, recante la data 1770.

Carmine Amato: il giovane eroe di Sant’Angelo che scelse il coraggio alla resa

Carmine Amato: il giovane eroe di Sant’Angelo che scelse il coraggio alla resa

Ci sono storie che attraversano il tempo con la forza di un esempio, e una di queste è quella di Carmine Amato, nato a Sant’Angelo nel 1892 e divenuto simbolo di sacrificio e dedizione durante la Prima Guerra Mondiale. La sua vita, breve ma luminosa, è ancora oggi impressa nella memoria del paese, che gli ha dedicato la strada principale per onorarne il valore. Carmine parti come allievo ufficiale il 4 gennaio 1915 e nel luglio seguente divenne sottotenente. Da quel momento iniziò per lui un percorso fatto di sacrifici, marce estenuanti, combattimenti e responsabilità sempre più grandi.

Il Romitorio di Santa Croce: storia, vita e memoria degli eremiti del nostro territorio

Il Romitorio di Santa Croce: storia, vita e memoria degli eremiti del nostro territorio

Castello 4I documenti d'archivio, le testimonianze degli anziani risalenti ai loro nonni e la stessa struttura di S. Croce attestano concordemente che S. Croce è stata probabilmente fin dalla fondazione - una chiesetta con annesso un romitorio o romitaggio. La chiesetta è legata alla presenza di un eremita. Negli atti della visita pastorale del 1654 è scritto chiara­mente: "adsuni duo cellae prò habitatione heremitae ". E difatti, nel piano superiore al vano-chiesa, ci sono ancora due piccole stanze, una delle quali era adibita a cucina, con tanto di focolare. Di fianco alla scala di accesso si notano ambienti (chiamati in un documento “bassicelii”), che servivano da fienile e da stalla.

L’abside della cappella comitale di Santa Maria del Castello di San Severino

L’abside della cappella comitale di Santa Maria del Castello di San Severino

Castello 4Nel Medioevo, una delle principali ragioni per cui le chiese venivano costruite con l'abside rivolta a Est era la convinzione, basata su dettami simbolici e teologici, che Gerusalemme si trovasse in quella direzione, al pari del Paradiso Terrestre. Come nel caso della cappella di Santa Maria de Castro del castello di San Severino, per rispettare una precisa simbologia teologica, il volume absidale venne dotato di una monofora centrale orientata a Levante. Questa apertura consentiva di captare la prima luce del mattino che, filtrando attraverso la feritoia, irradiava l'aula ecclesiale. Il suo simbolismo alludeva al Cristo come "Sole nascente", il cui sorgere spazzava via l'oscurità del mondo; tale fenomeno era interpretato, inoltre, come luce di Risurrezione.

TOMMASO D'AQUINO: dall'estasi di napoli a quella di san severino

TOMMASO D'AQUINO: dall'estasi di napoli a quella di san severino

Castello 4Nella cappellina dedicata al Santo, all'interno della chiesetta di San Michele a Morfisa in Napoli, il Dottore Angelico, ormai provato dalle precarie condizioni fisiche, era intento a celebrare messa. Mentre pregava innanzi al Crocifisso duecentesco di scuola campana, fu colto da una delle sue celebri esperienze mistiche, la quale lo convinse a porre fine alla stesura della sua opera massima: la Summa Theologiae. Nella Ystoria sancti Thomae de Aquino, il da Tocco — spesosi nell'istruire e portare a compimento il processo di canonizzazione dell'Aquinate — narra che durante tale estasi il Cristo rivolse a Tommaso la frase: “Bene scripsisti de me, Thoma; quam mercedem accipies?”. Egli allora rispose che non avrebbe desiderato altro che il Signore stesso.

il sacrarium della chiesa angioina nel castello di San Severino

il sacrarium della chiesa angioina nel castello di San Severino

04092016 castelloAll’interno di quel che resta della chiesa angioina del Castello di San Severino, voluta dal conte Tommaso III, si trova, a sinistra dell'abside, un piccolo condotto collegato direttamente al suolo, spesso scavato fin sotto le fondamenta o in un luogo consacrato. Serviva a restituire alla terra le acque utilizzate durante la liturgia e quelle impiegate per purificare gli arredi. Queste acque erano considerate sacre perché avevano «toccato il Mistero»: un modo umile per riconsegnare alla terra ciò che vi era di più prezioso. Nel nostro caso specifico, la semplicità dell'elemento rispecchia il contesto della sua collocazione, ossia la primitiva chiesa e il convento francescano di Mercato San Severino, risalenti agli anni '40 del Trecento.

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