Lavinia e Berardino: una storia d’amore scolpita nel marmo, custodita nella Chiesa di San Giovanni

Lavinia e Berardino: una storia d’amore scolpita nel marmo, custodita nella Chiesa di San Giovanni

Bernardino CorrealeLa cappella di San Tommaso, già dell'Adorazione dei Magi, della chiesa di San Giovanni in Parco. In memoria di don Ottavio Caputo. La Chiesa di San Giovanni a Mercato S. Severino, sorge nella località un tempo denominata "lo Parco Sancti Severini", ai piedi dell'imponente castello della famiglia Sanseverino. L'edificio religioso faceva parte del complesso conventuale dei Padri Domenicani — poi soppresso e ancora oggi adibito a sede del Municipio —, custodisce testimonianze artistiche di notevole pregio e valore storico. Si segnala ad esempio uno squisito lavabo in pietra pregiata posto nella sagrestia, recante la data 1770.


La seconda cappella sul lato occidentale, intitolata a San Tommaso d'Aquino, ospita una pregevole statua lignea donata dal canonico sanseverinese Antonio Portanova, in occasione del VI centenario della canonizzazione dell'Aquinate. Il manufatto è stato sottoposto a un intervento di manutenzione nel giugno 2018, grazie al contributo dell'associazione "Troisio de Rota".
In origine l'ambiente, denominato Cappella dell'Adorazione dei Magi, era sotto il patronato dei Correale, patrizi dello Stato di San Severino, restaurata dal barone Francesco nell'anno 1869. Una botola sul pavimento conduce alla cripta ipogea della famiglia, che accoglie i resti mortali della madre del barone e di altri membri del casato. Vero e proprio scrigno d'arte, la cappella conserva elementi di eccezionale rilevanza storica: la parete settentrionale è occupata dal monumento funebre del barone Pasquale Correale (1796–1854), Infansone Aragonese.
La parete opposta ospita un monumento familiare unitario in finissimo marmo bianco, costituito da due sarcofagi sovrapposti e intervallati da sei colonnine. La cassa inferiore appartiene alla nobile napoletana Lavinia Pignatelli, effigiata sul coperchio a braccia conserte; sul fronte, un ovale racchiude la figura di San Benedetto. Al di sopra è collocato il sepolcro del coniuge, il nobile Bernardino Correale, anch'egli ritratto in posizione giacente sul coperchio in vesti militari, con la spada al fianco e un cagnolino ai piedi, tradizionale simbolo di fedeltà e nobiltà. Il fronte del sarcofago è ornato da medaglioni a bassorilievo che raffigurano l'Ecce Homo, San Giovanni Evangelista e San Giovanni Battista. Negli spazi intermedi compaiono i santi Pietro e Paolo, identificabili rispettivamente dalle chiavi e dalla spada. I lati minori mostrano Santa Caterina d'Alessandria, patrona della Scuola Medica Salernitana, con la palma e la ruota del martirio, e Santa Chiara recante la pisside e il pastorale da badesa.

Nella parte superiore del monumento è collocata un'epigrafe latina ("Memento Homo"), la cui traduzione recita:

«Se desideri sapere chi io sia, ebbene, io sono LAVINIA PIGNATELLI. Il 12 marzo dell'anno del Signore 1500 sposai il nobile Berardino al quale lasciai figli di ambedue i sessi frutto del sacro vincolo nuziale. Giunta a metà della IV parte della vita sono qui rinchiusa. Ma non pensare che io sia sola perché é con me l'amato sposo -lo sarà dopo un'avanzata vecchiaia- Così infatti ha deciso: di non separare neppure da morti noi che siamo stati uniti da vivi. Epigrafe del mausoleo di Lavinia Pignatelli, Chiesa di S. Giovanni in Parco».

 Bibliografia O. Caputo, Mercato S. Severino. S. Giovanni in Palco, nella storia e nell'Arte, 1984.

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un intervento del
Dott. Michele Cerrato.
Appunti di Storia Sanseverinese, 2026.

 

 

Nelle foto: Monumento funebre, conservata nella chiesa di San Giovanni in Parco a Mercato S. Severino.

  

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