Appunti di Storia Sanseverinese
Appunti di Storia Sanseverinese
Lavinia e Berardino: una storia d’amore scolpita nel marmo, custodita nella Chiesa di San Giovanni
La cappella di San Tommaso, già dell'Adorazione dei Magi, della chiesa di San Giovanni in Parco. In memoria di don Ottavio Caputo. La Chiesa di San Giovanni a Mercato S. Severino, sorge nella località un tempo denominata "lo Parco Sancti Severini", ai piedi dell'imponente castello della famiglia Sanseverino. L'edificio religioso faceva parte del complesso conventuale dei Padri Domenicani — poi soppresso e ancora oggi adibito a sede del Municipio —, custodisce testimonianze artistiche di notevole pregio e valore storico. Si segnala ad esempio uno squisito lavabo in pietra pregiata posto nella sagrestia, recante la data 1770.
Carmine Amato: il giovane eroe di Sant’Angelo che scelse il coraggio alla resa
Ci sono storie che attraversano il tempo con la forza di un esempio, e una di queste è quella di Carmine Amato, nato a Sant’Angelo nel 1892 e divenuto simbolo di sacrificio e dedizione durante la Prima Guerra Mondiale. La sua vita, breve ma luminosa, è ancora oggi impressa nella memoria del paese, che gli ha dedicato la strada principale per onorarne il valore. Carmine parti come allievo ufficiale il 4 gennaio 1915 e nel luglio seguente divenne sottotenente. Da quel momento iniziò per lui un percorso fatto di sacrifici, marce estenuanti, combattimenti e responsabilità sempre più grandi.
TOMMASO D'AQUINO: dall'estasi di napoli a quella di san severino
Nella cappellina dedicata al Santo, all'interno della chiesetta di San Michele a Morfisa in Napoli, il Dottore Angelico, ormai provato dalle precarie condizioni fisiche, era intento a celebrare messa. Mentre pregava innanzi al Crocifisso duecentesco di scuola campana, fu colto da una delle sue celebri esperienze mistiche, la quale lo convinse a porre fine alla stesura della sua opera massima: la Summa Theologiae. Nella Ystoria sancti Thomae de Aquino, il da Tocco — spesosi nell'istruire e portare a compimento il processo di canonizzazione dell'Aquinate — narra che durante tale estasi il Cristo rivolse a Tommaso la frase: “Bene scripsisti de me, Thoma; quam mercedem accipies?”. Egli allora rispose che non avrebbe desiderato altro che il Signore stesso.
Il Romitorio di Santa Croce: storia, vita e memoria degli eremiti del nostro territorio
I documenti d'archivio, le testimonianze degli anziani risalenti ai loro nonni e la stessa struttura di S. Croce attestano concordemente che S. Croce è stata probabilmente fin dalla fondazione - una chiesetta con annesso un romitorio o romitaggio. La chiesetta è legata alla presenza di un eremita. Negli atti della visita pastorale del 1654 è scritto chiaramente: "adsuni duo cellae prò habitatione heremitae ". E difatti, nel piano superiore al vano-chiesa, ci sono ancora due piccole stanze, una delle quali era adibita a cucina, con tanto di focolare. Di fianco alla scala di accesso si notano ambienti (chiamati in un documento “bassicelii”), che servivano da fienile e da stalla.
L’abside della cappella comitale di Santa Maria del Castello di San Severino
Nel Medioevo, una delle principali ragioni per cui le chiese venivano costruite con l'abside rivolta a Est era la convinzione, basata su dettami simbolici e teologici, che Gerusalemme si trovasse in quella direzione, al pari del Paradiso Terrestre. Come nel caso della cappella di Santa Maria de Castro del castello di San Severino, per rispettare una precisa simbologia teologica, il volume absidale venne dotato di una monofora centrale orientata a Levante. Questa apertura consentiva di captare la prima luce del mattino che, filtrando attraverso la feritoia, irradiava l'aula ecclesiale. Il suo simbolismo alludeva al Cristo come "Sole nascente", il cui sorgere spazzava via l'oscurità del mondo; tale fenomeno era interpretato, inoltre, come luce di Risurrezione.
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