Festa San Antonio - Capoluogo

Festa San Antonio - Capoluogo

r FestaSMariaDellaCroceLa festa di Sant’Antonio è, da sempre, una delle celebrazioni più sentite della Valle dell’Irno. Nella parrocchia a lui dedicata, al Capoluogo, questa devozione diventa storia, tradizione e identità. È la seconda grande processione del territorio, dopo quella della Madonna della Pace del Rione Regina Pacis. Tutto inizia tredici giorni prima, con l’intronizzazione del simulacro: una piccola ma intensa processione che attraversa piazza Dante, quando la statua del Santo esce dal portale del convento per essere posta sull’altare dell’adorazione. Da quel momento, la chiesa si riempie di volti, passi, preghiere: è il tempo della Tredicina, durante la quale tante comunità dei paesi vicini giungono in pellegrinaggio per affidarsi a Sant’Antonio.

La processione porta con sé solo la statua del Santo, anche se in passato – in anni speciali – usciva insieme a lui anche quella di San Francesco d’Assisi. Un tempo, quando il corteo raggiungeva la chiesa di San Giovanni, si univa anche il simulacro di San Vincenzo Ferreri, e le due statue percorrevano insieme un tratto di strada. Una tradizione che oggi non si vive più, ma che resta nel cuore di tanti.

Il 13 giugno, giorno della festa, la Messa in piazza Dante diventa un abbraccio collettivo:
- la benedizione dei gigli, simbolo di purezza;
- la benedizione dei bambini;
- la distribuzione del pane di Sant’Antonio, segno di carità e condivisione.

È una festa che non è solo rito, ma memoria viva. È il legame di una comunità che, anno dopo anno, ritrova nel Santo un compagno di strada, un protettore, una luce nei giorni difficili. Sant’Antonio continua a parlare al cuore di tutti: con la sua storia, con la sua fede, con il suo esempio che attraversa i secoli e arriva fino a noi.