Chiesa di San Camillo - (?)
Nel cuore della frazione Curteri, un tempo parte dell’antico territorio di Rota, sorge uno dei complessi più significativi della storia sanitaria e civile di Mercato San Severino: l’ex Sanatorio “Villa Maria”, oggi Presidio Ospedaliero di Curteri dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”. La sua storia affonda le radici negli anni Trenta, quando i nobili Emanuele Imperiali e Maria Adelaide Cursi Imperiali donarono allo Stato la loro residenza, con l’intento di trasformarla in un moderno sanatorio destinato alla cura delle malattie polmonari. Il complesso comprendeva il Palazzo Marchesale, quattro fabbricati annessi e un vasto parco di circa 60.000 metri quadrati.L’8 giugno 1933, alla presenza del Prefetto Dott. Domenico Soprano e dell’Arcivescovo di Salerno Mons. Nicola Monterisi, venne inaugurato l’Istituto Sanatoriale “Villa Maria”, che iniziò la sua attività con 50 posti letto. La struttura, immersa nel verde e concepita secondo i criteri sanitari più avanzati dell’epoca, divenne ben presto un punto di riferimento per la cura delle patologie polmonari. Il 20 marzo 1950 la direzione passò al Dott. Carlo Di Lorenzo, sotto la cui guida il sanatorio conobbe un’espansione straordinaria, arrivando a circa 600 posti letto e affermandosi come una delle istituzioni più importanti del Mezzogiorno.
Nel 1969 il complesso fu acquisito dall’ente ospedaliero “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, grazie all’impegno del Presidente Raffaele De Felice. Con la Legge 833 del 1978, l’Ospedale di Curteri divenne autonomo e individuato come presidio dell’U.S.L. 47, per poi essere inserito negli anni successivi nella rete dell’ASL SA2. Il percorso istituzionale si è completato nel 2010, quando, con Decreto Regionale n. 73 del 15 dicembre, il presidio è stato annesso all’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”.
Tra gli elementi più rappresentativi del complesso spicca il Palazzo Marchesale, edificio nobiliare di grande pregio che non nacque come struttura sanitaria, ma come residenza aristocratica legata ai possedimenti feudali della zona. La sua trasformazione negli anni Trenta in parte integrante del sanatorio rappresenta un esempio emblematico di riuso architettonico, tipico del periodo tra le due guerre, quando molte dimore nobiliari vennero riconvertite a funzioni pubbliche.
All’interno del presidio si trova la Chiesa di San Camillo, luogo di culto profondamente legato alla storia spirituale e assistenziale del complesso. Per molti anni vi operarono i Padri Camilliani, l’ordine religioso fondato da San Camillo de Lellis e dedicato alla cura dei malati. Una lapide commemorativa, posta l’8 giugno 2023, ricorda il 90° anniversario dell’inaugurazione del sanatorio e l’intitolazione della chiesa a San Camillo da parte dell’Arcivescovo Mons. Andrea Bellandi, oltre alla donazione di una preziosa reliquia del Santo, oggi custodita nella chiesa parrocchiale. La lapide è stata posta da Don Raffaele De Cristofaro, Don Giuseppe Piggio e dai fedeli, a testimonianza del profondo legame tra la comunità e questo luogo di cura.
Una seconda lapide, datata 2010, ricorda invece che il sanatorio sorse grazie alla donazione di Maria Corsi Imperiali e che proprio qui, il 26 aprile 1935, nacque Gerardo Pierro, futuro Arcivescovo Metropolita di Salerno–Campagna–Acerno. La stessa lapide ricorda anche Agata Senatore, che vi morì il 15 agosto 1935, e fu posta dal Comune di Mercato San Severino e dalle autorità sanitarie per preservare la memoria storica del luogo.
Il Presidio Ospedaliero di Curteri non è soltanto un complesso sanitario: è un luogo identitario, dove si intrecciano memoria civile, storia religiosa, architettura nobiliare e tradizione assistenziale. Le sue mura raccontano quasi un secolo di vita, di cura e di comunità, custodendo un patrimonio che continua a vivere attraverso le persone che lo frequentano e lo valorizzano ogni giorno.

