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News sul territorio Cronaca Curteri, l’Associazione “Gatto” e le iniziative per “il rifugio di Babbo Natale” e il “Riciclalbero”
Curteri, l’Associazione “Gatto” e le iniziative per “il rifugio di Babbo Natale” e il “Riciclalbero” PDF Print E-mail
Friday, 11 December 2020 00:00

natale

Torna, seppure in maniera meno “eclatante” e più sobria – a causa del Covid-19 – l’iniziativa denominata: “Il rifugio di Babbo Natale”. È una delle tante manifestazioni natalizie a cura dell’associazione “Alfonso Gatto” – attiva a Curteri di Mercato S. Severino. Questa solerte realtà ha ben 34 anni di esistenza, con kermesse molto qualificate all’attivo – nel corso del suo pluriennale “servizio” alla comunità di Curteri, ma anche verso l’intera collettività sanseverinese. Tra tante e meritevoli iniziative (convegni, discussioni su argomenti di attualità, l’animazione del Carnevale dell’hinterland salernitano ed irpino – con il celebre “Ballintreccio” – e così via), quella di intitolare la piazzetta dinanzi la sede operativa ai due fratelli (politici e amministratori, ma soprattutto “gentiluomini”) Luigi e Cecchino Cacciatore.

Della famosa famiglia Cacciatore, al cui “interno” vi sono tutt’ora fior di intellettuali. Entrambi nativi di questa frazione, entrambi impegnati a risollevare le sorti degli umili coloni e i braccianti del nostro Sud – rappresentato a livello nazionale dai Cacciatore. Torniamo a noi. L’edizione 2020 sembra partire, dunque, in sordina. Ma certamente non è – né sarà – così: ancora una volta, i soci di questo propositivo sodalizio (impegnato nel sociale e, per molti anni, al fianco dei dipendenti dell’ospedale sanseverinese “Fucito” – nella loro battaglia, a favore del nosocomio) hanno deciso di allietare questa “triste” atmosfera da Coronavirus con alcune kermesse. Sia culturali che sociali. Dedicate ai grandi ma “utili” anche ai futuri (e si spera migliori) adulti. Ai cittadini dell’oggi e del domani. In termini di responsabilità. Donando la responsabilità ai piccoli e grandi cosmopoliti “impegnati”. Perché bisogna, comunque, accendere la speranza nel cuore di grandi e piccini – in attesa del Verbo Eterno che si fa carne.Gesù viene in mezzo a noi, si fa piccolo come noi: “bambino”. Come – quindi – voler togliere proprio ai bimbi (moltissimi di loro, purtroppo, languono nelle zone di guerra – orrore causato dagli “adulti”) la magia del Natale? La magia più bella, che “deve” coinvolgere anche, per l’appunto, gli adulti; spesso insensibili ai valori e all’incanto, allo stupore, alla gioia di questo periodo dell’anno. Gesù è amatissimo dai piccini, ma anche Babbo Natale è simbolo della loro innocente fanciullezza. Per questo, nonché per tanti altri motivi inerenti alla socializzazione e all’aggregazione (entusiastica) delle famiglie intere, anche stavolta “Il rifugio di Babbo Natale” aprirà – come di consueto – i battenti in quel di Curteri (tra le ventidue frazioni; casali e quartieri di lignaggio di cui il comprensorio sanseverinese è formato). Non è, in realtà, l’unico “segno” – quello della presenza di Santa Claus (alias Babbo Natale) – di festa a S. Severino: sebbene questo periodo di lock-down sia molto incerto e critico, i negozianti di questa cittadina della Valle Irno – seguendo le proposte e i progetti varati dagli amministratori comunali (soprattutto dall’assessore alle Politiche Culturali Enza Cavaliere) - hanno tuttavia cercato di colorare di speranza e di fede, di luce, le strade di S. Severino. Tramite, ad esempio, l’allestimento di luminarie ad hoc per le strade di Mercato S. Severino stessa. Tutto fortemente voluto dalla Cavaliere, insieme agli esercenti. Gli operai stanno, in questi giorni, terminando di allestire tali evocative luminarie; ben presto, pare già domenica 13 dicembre, tutto il territorio comunale sarà “addobbato” con queste luci.“Un segnale di speranza e un tocco di poesia – dichiara l’assessore alla Cultura – perché S. Severino, come del resto tutta Italia e/o a livello internazionale, intende fortemente ritornare a una normalità fatta di sorrisi, condivisione, serenità; nelle famiglie e tra la gente”. “Il Natale è gioia, dobbiamo ricreare un’atmosfera di unione e di cose belle”. Per questo, l’idea di continuare a “celebrare” questa bellissima festa – anche con “segni” esteriori. L’assessore rende noto che, per quanto concerne il capoluogo, le luci sono state montate all’ingresso “ideale” della città; nella parte “alta” del Corso Armando Diaz; lungo il Corso Diaz; in via Trieste; In via Roma; in via Licinella; poi in via Rimembranza; in piazza Garibaldi; infine a piazza Ettore Imperio. Qui sarà allestito anche un albero di Natale, dalla lunghezza di ben 12 metri.Ma neanche Curteri, col suo “Il rifugio di Babbo Natale” e – tra molto altro – con il fatidico “RiciclAlbero” (evento “green”, ecologico – molto apprezzato, nell’ambito dell’associazione; consistente nell’addobbare l’abete con materiali da riciclo), farà eccezione – per quanto concerne l’illuminazione.Sempre l’assessore Enza Cavaliere esprime un plauso alle “lodevoli iniziative dell’associazione “Gatto” – anche nella persona del neoeletto presidente, Gerardo Torre – la quale ha inteso illuminare gli scorci di Curteri”.L’assessore precisa di apprezzare le tantissime ulteriori iniziative “solidali” e/o di beneficenza – disseminate, diffuse tra le varie realtà aggregative che compongono il territorio. “Nessuna chiesa, nessuna frazione dovrà essere trascurata – dichiara l’assessore.  Infatti, è sempre l’assessore che parla (in una nota): “Il mio impegno è stato rivolto, soprattutto, all’installazione di stelle dinanzi agli edifici sacri del nostro territorio”.Riprendendo il discorso, per quanto riguarda gli appuntamenti nel “cartellone” de “Il rifugio di Babbo Natale” – a Curteri – la presentazione delle attività avverrà venerdì 11 dicembre, a partire dalle 19. In diretta streaming sulla pagina Facebook di “Alfonso Gatto”. Interverranno, hanno infatti assicurato la loro presenza (in sede): il sindaco di S. Severino, Antonio Somma; il vicesindaco Gerardo Figliamondi (con delega alla Manutenzione del Patrimonio e alla Mobilità – tra molto altro); l’assessore alle Politiche Culturali Enza Cavaliere; il nuovo presidente di “Gatto”: Gerardo Torre; il già presidente della realtà associativa, Luca “Enzino” Picarella. Nel corso della diretta video verranno esposte e illustrate le kermesse di questa edizione. Chiariamo che il “ricorso” alle nuove tecnologie, nella fattispecie dei tanto vituperati “social” o “nuovi media”, è stato dovuto alla presenza del Covid-19; pertanto non vi sarà (purtroppo) il pubblico “di sempre”; tante persone amavano questo sodalizio e ne seguivano i tanti appuntamenti culturali. Confidiamo nel Signore e nella scienza, per poter tornare a vivere “in presenza” ulteriori momenti di socializzazione, in amicizia, con “Alfonso Gatto”. Per adesso si parte con l’happening del 12 dicembre – ore 19, come tutti gli altri eventi (in onda su Facebook): si tratta di “Gomitolando. Progetto uncinetto”. Un modo interessante e “diverso” per imparare ad affinare le “arti minori” – quelle… “femminili”, per intenderci; per apprendere i “segreti” (che poi non sono tali) delle nostre nonne, delle mamme di ogni età. Questo primo appuntamento non è rivolto solo alle donne, però. Anche gli uomini potrebbero incuriosirsi e imparare qualcosa sulle “tecniche” del cucito e/o dell’uncinetto come tante donne di diverse generazioni hanno fatto. Il discorso vale anche e soprattutto per i bambini, maschietti e femminucce. Anche per “prevenire” (in un certo senso) le eventuali violenze di genere. Questo progetto è stato già proposto negli scorsi anni, non solo in vista del Natale. Veniamo al 15 dicembre – martedì prossimo. Stessa ora, stesso sito web. Si terrà un evento legato al tema: “Riduzione, recupero, riuso e riciclo delle acque piovane e domestiche”. Anche questo “incontro” virtuale è interessante e “pratico”, pragmatico – “sostenibile”. Quindi potrebbe essere di esempio, spunto, sprone e stimolo verso i più piccoli. Il 18 dicembre (di venerdì) il sodalizio sanseverinese proporrà delle informative in merito agli impianti di rifiuti da localizzare a Fisciano. Anche in questo caso, se ne vedranno delle belle (nel senso non deteriore del termine).Sabato 19, ecco un’occasione che coniugherà sport e festività: si terrà un brindisi – plateale – con tanto di auguri via web. Saranno “presenti” (in modalità on line) i boys (i calciatori) del settore giovanile della “Nocerina Calcio 1910”. Ne saranno contenti i giovanissimi supporter o fan, i tifosi “baby”. Il 21, un’altra tematica di stretta attualità: un briefing sul presidio ospedaliero “Gaetano Fucito”. Oggetto di tante lotte, in passato (ma anche in anni recenti) da parte di molte associazioni del comprensorio e, in particolare, di “Alfonso Gatto”. L’happening – tutto da seguire, rivolto sì agli adulti ma “comprensibile” ai bimbi - verterà sulla recente emergenza legata al Coronavirus. Per discuterne di “problematiche e prospettive”. Una panoramica sull’argomento del momento, dunque. Lunedì 28 dicembre, infine, si discuterà di un altro importante tema che divide l’opinione pubblica sanseverinese; irnina e territoriale: il “famigerato” Puc o Piano urbanistico comunale. Si preannuncia una riflessione molto ampia. Questo, in sostanza, il programma stilato. Solo apparentemente dedicato ai “grandi”, ai cosiddetti… over 18. Per i quali ci vorrebbero tanti Babbo Natale – al fine di educarli ad essere candidi come fanciulli (sebbene non sprovveduti). Ricordiamo che questa iniziativa è stata voluta dal nuovo “patron” Gerardo Torre, dagli altri soci e dal già citato Luca (Enzino) Picarella, insieme al figlio Daniele. Che ricopre, attualmente, la “carica” di tesoriere e di responsabile per le attività. Vicepresidente è Carmine Cerrato; il segretario è una… “quota rosa”: Emanuela Ungaro.L’associazione nasce nel 1986, per la precisione il 5 marzo. Tanti ed entusiastici amici e/o colleghi hanno vissuto e – soprattutto - condiviso momenti di gioia e di spensieratezza ma anche dolori, tristezze, battaglie per riaffermare valori e per protestare contro le ingiustizie. Gatto” si è sempre schierata dalla parte dei cittadini e dei civici consessi, dei movimenti spontanei – come, per esempio, è accaduto per gli atavici problemi del nosocomio di Curteri. Infatti l’associazione ha supportato con forza e veemenza il comitato spontaneo “Pro Fucito”, con tante proposte e azioni mirate. Spessissimo con l’ausilio di molte altre realtà sodali: “Amici della terra”, “Natura e cultura”, “La magnifica gente do’ Sud” e altre. Per quanto, invece, riguarda Babbo Natale (dal titolo del cartellone) questo è un retaggio tipicamente cristiano (oltre che, ovviamente, dalle radici pagane). Si tratta di Santa Claus o Klaus (Nicola), vescovo originario di Myra (Asia minore, Turchia). In pratica è S. Nicola da Bari, celebrato il 6 dicembre, la ricorrenza del dies natalis di questo santo. Molte leggende, soprattutto miracolose, sono legate a Nicola. Che, per la tradizione, recava doni ai fanciulli – almeno ai più buoni. Come nel caso delle tre “melarance”, una vivace storia dalle antiche origini. Che si perde nella classica notte dei tempi. La pubblicità di una bibita frizzante americana, dal colore scuro e dalla formula – pare – segreta ha fatto sì che per tutti Santa Claus indossasse il cappuccio rosso e assurgesse al… “ruolo” di Babbo Natale, appunto. In Sicilia, è S. Lucia – il 13 dicembre – che porta i regali ai piccoli.La notte tra il 12 e il 13 dicembre la tradizione vuole che dietro ogni finestra di un’abitazione occorra porre un bicchiere di latte e una manciata di fieno: passando, S. Lucia berrà il latte e il suo asinello mangerà il fieno. Poi, dopo essersi rifocillati, i due lasceranno sul davanzale i regali, le strenne, e se ne andranno. Così tra bonari nonni vestiti di rosso, tra allegre e impertinenti befane (storpiatura del vocabolo “epifania”: manifestazione dell’Epigono o Divinità) e santi innocenti (come appunto S. Lucia) ecco il Natale del Sole Invitto (solstizio d’inverno).Il 25 dicembre, per l’appunto. Una data mutuata (convenzionalmente) dalla festa del dio Sole presso le etnie più ancestrali – approdando ai Romani: Alme sol, possis nihil urbe Roma visere maius” – O Sole (il Cristo, in questo caso), non possa tu mai vedere niente più grande di Roma. Quindi Roma, la caput mundi. Il centro (anche) della Cristianità. Non la Lapponia, con le sue renne (seppur… “coreografiche” e poetiche).

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.

 
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