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Cultura Presentazione del libro volume “Curteri. La storia di un piccolo villaggio della Carta del Mercato”
Presentazione del libro volume “Curteri. La storia di un piccolo villaggio della Carta del Mercato” PDF Print E-mail

ScriptoriumDomenica 13 settembre, alle 18, la piazza antistante la chiesa di S. Marco – in Curteri di Mercato S. Severino – fungerà da ideale cornice alla presentazione del volume “Curteri. La storia di un piccolo villaggio della Carta del Mercato”. Il volume, edito a cura di “Multistampa” (tipografia di Montecorvino Rovella), è stato dato alle stampe da don Raffaele De Cristofaro; Rocco Pierri; Gennaro Iannuzzi – che orbitano (don Raffaele ne è il parroco, gli altri due sono tra i tanti responsabili) attorno alla parrocchia di S. Marco (dapprima S. Maria) a Rota. Proprio a Curteri. In caso di maltempo, la kermesse culturale sarà rinviata a venerdì 18 settembre.

L’opera è composta da circa 500 pagine. All’interno, interviste; ricerche d’archivio; fotografie e riferimenti storici o biografici ad illustri personaggi che hanno “animato” i fermenti sociali in questo piccolo territorio. Il riferimento (Carta del Mercato) è ad un antico documento, attestante parte della storia di Mercato S. Severino: l’antica “Rota” divenuta, poi, Mercato. Entrambe le denominazioni (cioè Rota e Mercato), per la cittadina inserita nel contesto della Valle Irno, convergono sul ruolo strategico che S. Severino stessa ha assunto nel corso dei secoli – essendo centro nevralgico (anche per la posizione geografica favorevole) di fiorenti traffici. Commerci che avvenivano (nell’antichità) lungo le assi viarie della Popilia; della Corfinia; della via Apuliarum (l’odierna via Delle Puglie). Si tratta di snodi stradali, realizzati dai Romani o da altre popolazioni e civiltà, molto noti e rinomati. Che connettevano il territorio sanseverinese con le realtà commerciali più grandi ed importanti. Il toponimo “Rota” è riferito alla tassazione romana, detta: “Rotaticum” (ossia un pedaggio sui carri che recavano mercanzie di ogni genere). Una sorta di pedaggio, che avvalorava la fama di questo medio-grande comune campano, già a partire dall’epoca classica. Un luogo che, però, era già popolato da Osci, Sanniti, Serrasti e così via – nel periodo antecedente la conquista romana. Allo stesso modo, “Mercato” ha designato la vocazione – appunto – mercatale ed economico-commerciale sviluppatasi (al massimo del fulgore) in epoca medievale. Curteri è una delle tante frazioni di S. Severino; il comune consta attualmente di 22mila cittadini e/o residenti – tra nuclei familiari “nuovi” od originari. Ventiduemila anime (il riferimento è ai “celebri” stati delle anime – una specie di registri anagrafici, parrocchiali, in cui soprattutto i religiosi annotavano le famiglie e/o i “fuochi” della zona) che sono “distribuite” in ben ventidue tra frazioni (come lo è Curteri), casali e quartieri di lignaggio. Tra questi ultimi, ricordiamo “Carratù” (“Li Carraturi”) e l’area della “Torre Marcella”. Ricordiamo, ancora, che ogni località che compone S. Severino possedeva – nel passato o non soltanto – una propria peculiarità artigianale: a Spiano si lavoravano le ceste (sporte o sportelle – donde l’attributo di “sportellari” ai creatori di questi beni) e le scale (costruite dagli operai detti “scalari”). Spiano, tra l’altro, è una località suggestiva e ben collegata con la “divina” Costiera Amalfitana. Da cui ha mutuato la tradizione del pesce – in special modo il baccalà, preparato in polpette, durante la settimana santa – e perfino i cognomi, quale Acconcia (da Acconciagioco – derivante, come accennato, da Amalfi). Tornando a noi, dopo tale excursus, abbiamo la località di S. Angelo “ad Maceratam”. Come esprime “ad Maceratam”, gli abitanti in tale luogo erano dediti alla macerazione della canapa; conseguentemente, alla produzione di abiti e stoffe di gran pregio. Molto fini e ricercate. Per ciò che concerne Costa, infine, vi lavoravano i maestri “pipernieri” e le loro “squadre” (maestranze). Come si sarà capito, questi artigiani erano esperti della lavorazione delle pietre: la cosiddetta “pietra serena”, nonché il tufo giallo e quello grigio (di origini vulcaniche). Tutto proveniente dalle numerose cave – disposte sul territorio. Curteri deriva invece dalla “corte”. Un’istituzione di origine “classica” e quindi (anche) esistente nelle epoche successive. Numerosi storici si sono cimentati – con perizia e passione – nel raccontare o narrare, descrivere questa che è (assieme alla precedentemente citata Spiano) una delle frazioni più antiche dell’hinterland. Vi sono stati anche degli interessanti ritrovamenti archeologici – ad attestare la frequentazione di popoli già a partire dalle epoche precristiane; praticamente dall’era preistorica. A Curteri, zona… “ospedaliera”, in quanto è sito il presidio “Gaetano Fucito” (il civico nosocomio – sorto come tubercolosario e, ancor prima, quale dimora dei marchesi e filantropi Filippo e Maria Imperiali), sono nati anche i fratelli e politici Luigi e Francesco “Cecchino” Cacciatore. Si tratta di importanti esponenti della politica nazionale, conosciuti pertanto in tutta Italia, a ricoprire – ai primi del ‘900 – delle cariche istituzionali delicate e fondamentali per la vita del Paese: il primo è stato nominato ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni; l’altro si impegnò – come d’altronde il fratello – a difendere, dalle fila del Psi e/o Psiup, le categorie più umili della storia della Penisola (ad esempio la classe operaia e i contadini, i braccianti – i proletari). I due, insieme, sono commemorati nella piazzetta adiacente l’associazione “Alfonso Gatto” – retta da Luca “Enzino” Picarella e dal figlio Daniele. Proprio Luca Picarella sarà tra i relatori presenti alla soirée. Gli altri saranno: il sindaco di Mercato S. Severino Antonio Somma (per i saluti di indirizzo, istituzionali); il vicario foraneo (dottore in Storia della Chiesa) don Michele Di Martino; don Antonio Sorrentino, parroco di S. Angelo nonché autorevole storico locale; gli autori. A moderare, la cronista Anna Fiore. La cittadinanza è invitata a prendere parte all’evento. Naturalmente, l’happening avverrà in ottemperanza alle più recenti norme anti Covid-19. I tre autori fanno proprie, nel divulgare questa nuova e più recente pubblicazione sulla storia di Mercato S. Severino (che si aggiunge alle tante, interessanti opere del Sanseverinese e non, scritte da parroci o da appassionati autodidatti; da studiosi e “curiosi” di queste nostre zone) le parole del Libro denominato “Siracide”, e contenuto nella Bibbia: “Tessiamo l’elogio degli uomini illustri, dei nostri antenati, per generazione. Di loro, alcuni lasciarono un nome, che è ancora ricordato con lode. Nella loro discendenza dimora una preziosa eternità: i loro posteri”. Don Raffaele De Cristofaro, 36enne, è stato ordinato sacerdote il 30 aprile 2009; nei primi anni di servizio petrino alla collettività di S. Severino è stato viceparroco a S. Giovanni in Parco (al capoluogo) – la “famiglia” che ha sempre frequentato, fin da piccolo. Ciò al fianco di don Peppino Iannone. In seguito, don Raffaele ha curato le comunità di Costa (agosto 2012) e – dal primo settembre 2015 – quelle di Oscato e Curteri. È anche responsabile della cappellania relativa all’ospedale di Curteri. Lo scorso anno ha celebrato il suo “primo” decennale di ordinazione – con una celebrazione eucaristica e un momento di agape fraterna: l’assaggio di una fetta di torta – distribuita ai fedeli, dopo la Messa. Ha già pubblicato un’altra opera: “Parroci tra noi. Ricordando don Vito De Nicola, don Raffaele Carratù e don Salvatore Guadagno”. Il volume, di 300 pagine, è stato stampato sempre dalla casa editrice “Multistampa”; fu presentato a gennaio 2018 – a S. Giovanni. Rocco Pierri ha 26 anni, ha conseguito la laurea magistrale in Ingegneria Chimica presso l’Università degli Studi di Salerno. Ad ottobre 2019 è entrato nel seminario metropolitano “S. Giovanni Paolo II” – a Pontecagnano Faiano. Gennaro Iannuzzi, infine, è un neo 18enne. Sta proseguendo gli studi, classici, presso l’istituto “Publio Virgilio Marone” di S. Severino. È organista della realtà parrocchiale di Curteri. Il libro vuol essere un contributo alla conoscenza delle vicissitudini e delle azioni svolte a Curteri; il testo comprende la storia religiosa e civile della località – a partire dall’età romana e dalla fondazione di S. Maria (S. Marco) a Rota – con riferimenti alle cappelle private e/o gentilizie; nonché alla vita associativa di questa frazione. Vi sono riportati i nomi dei parroci e dei concittadini più illustri: coloro che hanno avuto i natali a Curteri. Gli scrittori attendono, dunque, tutti coloro che vorranno saperne di più (relativamente alla storia locale) e sperano di suscitare ascolto ed interesse – soprattutto da parte dei giovani e/o degli studenti.

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.

 
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