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News sul territorio Cronaca Tutti uniti a Mercato S. Severino per combattere la pandemia del covid-19 o coronavirus
Tutti uniti a Mercato S. Severino per combattere la pandemia del covid-19 o coronavirus PDF Print E-mail
Monday, 16 March 2020 00:00

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Un vero e proprio “bollettino di guerra”, quello relativo alla diffusione pandemica del famigerato Coronavirus (o Covid-19 che dir si voglia). Mentre la mole di dati relativi ai picchi di contagio assume un’impennata e dimensioni notevoli, l’agente patogeno continua a moltiplicarsi. Tra notizie e informazioni giornalistiche di allarme (ma non di allarmismo) vere e/o false ma soprattutto incoraggianti. Un male, forse, “necessario”. Almeno dal punto di vista religioso, “spirituale” e/o sociale, umano: un momento surreale, sospeso, “rallentato” ma che ci ha avvicinati tutti.

Tra iniziative di solidarietà individuali e/o collettive – come flash mob e altre manifestazioni. Su tutto l’impegno e il lavoro incessante di medici, personale paramedico, infermieri, operatori sociosanitari e inservienti ospedalieri. Il motto di adesso è “Andrà tutto bene”. In questi giorni, a livello nazionale e anche locale – in Campania, nel Salernitano, nella Valle Irno e a Mercato S. Severino – emergono simpatiche iniziative e modalità di beneficenza o solidarietà. Non foss’altro che per risollevare le sorti del commercio, dapprima business senza cuore. S. Severino è stata tra le prime cittadine del comprensorio a porre a disposizione rifornimenti e prodotti alimentari o non, per le varie attività e da parte di tutti gli esercizi commerciali e le farmacie (presidi sanitari) del territorio. Per portare direttamente a domicilio la consueta spesa alimentare ma anche di farmaci direttamente a casa, per over 65 e altre categorie – deboli o non. Grandi e piccole realtà (grande distribuzione e anche piccoli commercianti, al dettaglio) si stanno prodigando per offrire servizi volti ad ammortizzare i disagi per chi non può muoversi da casa e quindi recarsi a comprare generi alimentari o eterogenei. Tra queste, ricordiamo il Conad, Etè, Sisa, Supersalumeria “Amalia”, “Big market Ercolino” e altre. Il progetto è denominato “Te la dò io una mano”. Che prevede anche il “porta a porta” di medicinali. Ciò a cura dei valorosi volontari della locale Protezione Civile, l’Epi (Emergenza pubblica Irno). Che stanno mostrando – ancora di più, rispetto a quanto già attuato in precedenza – sensibilità, abnegazione e sacrificio. Umanità. Tra le farmacie e/o altri presidi sanitari che stanno aderendo all’iniziativa ci sono: la farmacia comunale della frazione S. Vincenzo; la “D’Amato” al capoluogo; “Allegra” – sempre al capoluogo; la “Guglielmotti” di Piazza del Galdo. Collegandosi ai siti Internet e/o Facebook delle istituzioni sanseverinesi (appunto, anche, dell’Epi) si possono trovare tutti i nominativi (elenco completo) di esercizi commerciali e farmacie che organizzano l’home delivering (porta a porta). Con tanto di numeri di telefono ed altri contatti utili. Questo grazie anche all’impegno (fattivo) dell’assessorato alle Politiche Sociali nella persona di Giuseppe Albano. Oltre a S. Severino, si stanno da poco organizzando per il door to door anche altri piccoli o grandi centri campani. Siamo sereni, dunque, “tutto andrà bene”. Sebbene la paura (vera e propria psicosi) del fatidico e famigerato Covid-19 (ma non deve avere la meglio) sia un fatto non episodico ma reale che si espande sempre più e che sta radicalmente cambiando le nostre convenzioni sociali; il nostro modo di vivere (spesso frenetico e distratto, irrazionale e improntato al profitto e alla produzione/produttività) e le relazioni con gli altri. Forse sarà anche un bene, chissà, essere solidali e uniti agli altri. Anche senza frequentarci direttamente, di persona. Sempre meno social, quindi, sebbene la giornata adesso sia scandita da miriadi di collegamenti alla grande “rete delle reti”: l’onnipotente (?) Internet e suoi derivati – playstation, Whatsapp, Facebook, Instagram e affini. Orientando la socializzazione verso un nuovo umanesimo – anche se sembrerebbe incredibile. Tanti i momenti di condivisione e, appunto, di unità: tra i balconi del “condominio Italia” echeggiano a una data ora le note dell’inno di Mameli piuttosto che canzoni… “nazional popolari” quale “Azzurro” o “Ma il cielo è sempre più blu”. E tanto altro. Ben vengano, allora, i carissimi flash mob. Come il “concorso” di disegno per bambini (o non) “Andrà tutto bene”; l’applauso (realmente doveroso!) a medici e personale sanitario intero alle 12 del mattino di qualche giorno fa; il suono delle campane a distesa – purtroppo la settimana santa incipiente vedrà per la prima volta (dopo moltissimi anni) disertate chiese e funzioni religiose (i riti pasquali, cruciali e fondamentali per il cristiano). Il Coronavirus sta vedendo rinsaldati e cementati i legami e/o rapporti familiari. Sembra un paradosso, ma è così. Finalmente non andiamo di fretta, non corriamo a rotta di collo verso l’interesse, il già citato profitto. Cerchiamo di mantenere vivi i nostri sentimenti di umanità anche dopo che questo “uragano” sarà passato; siamo lieti e inclini alla speranza – in questo. L’attuale, precario, incerto isolamento forzato potrebbe insegnarci qualcosa. E, poi, affidiamo Mercato S. Severino e il comprensorio intero al patrono e/o taumaturgo S. Rocco. Protettore di tutto l’antico Stato di S. Severino stessa (il suo culto lambisce anche Penta, Castel S. Giorgio, Siano) – invocato contro una forte pestilenza secoli fa e contro altri morbi ferali nel tempo. Dal nome rimembrante un “corvo” o comunque un “uccello sacro” (dal germanico “Hrog” o “Grog”), è assieme a S. Vincenzo Ferreri (venerato il prossimo 5 aprile) e alla Madonna del Rosario molto apprezzato e pregato nel Sanseverinese. L’esempio di questi santi dovrebbe anche far capire alla popolazione (giustamente preoccupata) di non creare inutili allarmismi e una vera e propria “caccia all’untore”: si rincorrono da giorni notizie ed informazioni concitate – spesso solo fake news – sulla vera o presunta (presunta, in tal caso) positività al contagio da parte di un noto, stimato e scrupoloso medico di base che ha ritenuto opportuno autosospendere la sua attività medica solo per correttezza e in via precauzionale, pur risultando – secondo fonti più autorevoli e certe, affidabili – negativo ai tamponi (asintomatico). Almeno riguardo questo “spettro” mortifero che spira alle nostre spalle. Così come non è stato giusto additare avverso la pubblica opinione il primo caso di contagio (effettivamente certificato) di un cittadino sanseverinese – trattasi di A. A., ultraottantenne residente al capoluogo. Che sarebbe (il condizionale è d’obbligo) in terapia intensiva o forse anche in via di guarigione (al momento in cui scriviamo) presso il nosocomio “Umberto I” di Nocera Inferiore. Se il suo essere infettato pare ormai assodato, non lo è stata la notizia della sua morte, circolata incontrollatamente (e amplificata dalla paura o forse “solo” dall’ignoranza) su alcuni gruppi Whatsapp. Questo signore abiterebbe, secondo i “bene informati”, in via Ferrovia – verso una pizzeria e recandosi lungo la strada che conduce ad una piccola trattoria di specialità cilentane. Una ridda di commenti sui social, è perfino stata pubblicata una foto in cui l’anziano sorrideva insieme a una sua familiare. E giù, scatenati, ulteriori commenti nei quali si tracciava (si traccia) per filo e per segno “l’albero genealogico” (se così possiamo affermare) del malcapitato – con attestazioni di chi conosceva (o conosce) le figlie o gli altri parenti e dove esse/essi lavorano. Il Coronavirus, dunque, fa paura. Ma dovrebbero essere davvero esecrati i truffatori che, spacciandosi per sanitari, cercano di turlupinare le persone più impaurite o inconsapevoli (in particolare anziani e malati) basandosi proprio sui loro timori: questi sciacalli si recano di casa in casa, di porta in porta affermando di dover effettuare tamponi a domicilio ai nuclei familiari. Tutto ciò è realmente inqualificabile. Come il comportamento a dir poco “spensierato” (incosciente) di quelli che escono senza valide ragioni o motivi, mettendo a repentaglio la propria e altrui esistenza (salute), agli effetti delle recentissime ordinanze congiunte di Regione Campania (governatore Vincenzo De Luca) e Comuni vari. Molti, a livello nazionale però – non solo in Campania – approfittano di queste belle, assolate giornate della primavera alle porte per andare al mare o a sciare in luoghi ancora innevati. Comportamenti riprovevoli, che non giovano – di sicuro – alla pubblica sicurezza e all’incolumità di ciascuno. Come a Baronissi e in altre zone limitrofe, con persone trovate a bighellonare in strada senza un perché. Un plauso va invece alla polizia locale (vigili urbani), ai già citati esponenti della Protezione Civile “Emergenza pubblica Irno” (o Epi – ricordiamo Mina Greco e Giovanni Molinaro; ma anche gli altri) e alle forze dell’ordine in generale. Come pure vanno ricordati i numerosi operatori ecologici e i responsabili degli interventi di sanificazione e sterilizzazione di tutta Mercato S. Severino. Angeli custodi che vegliano su di noi, esponendosi a rischi elevati. Come richiesto dal proprio mestiere, una vera e propria mission (alla stregua dei medici e degli ospedalieri). I bollettini medici si susseguono di ora in ora; attualmente si contano più di 400 soggetti positivi (dati dell’Unità di Crisi della Regione Campania emessi alle 23 del 15 marzo) in tutta la Campania; più di trenta i guariti (sempre a livello regionale) e una decina i deceduti. All’ospedale di Salerno (il “Ruggi d’Aragona”, in località S. Leonardo) i tamponi effettuati sono stati (sempre domenica 15) 37, dei quali solo 12 risultati positivi. In sostanza, si moltiplicano a S. Severino (e nella Valle Irno) i momenti di solidarietà sia a livello amministrativo (con l’attivazione del Centro Operativo Comunale o Coc) che da parte di privati. Sul web e oltre. Per debellare, con gli strumenti diagnostici appropriati ma anche con molta e “buona” (selezionata) informazione, gli effetti ansiogeni e patogeni di questa sfida della salute. Anche le manifestazioni “nazional popolari” aiutano – in ciò; inoltre molti musei saranno aperti “virtualmente”, con immagini in 3D e apposite spiegazioni utilizzando i più moderni ritrovati tecnologici – dunque la cultura non va sottovalutata né è o sarà negletta. Anche una nota casa editrice di testi per concorsi offre gratuitamente – basta navigare, collegarsi a Internet – appunti, brani, esercizi e quant’altro possa ritenersi utile agli studenti. Ancora disorientati (come gli stessi docenti, del resto) nel comprendere come attuare gli esami di maturità o universitari. Infine, ricordiamo anche un giovane insegnante di S. Severino che lavora al Settentrione – offertosi di aiutare gli studenti a ripetere lezioni. Come dire: basta alle discordie e alle divisioni (anche politiche ed economiche) e combattiamo insieme per vincere questa battaglia. A S. Severino come dappertutto.

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.

 

 

 
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