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News sul territorio Cronaca l’otto marzo S. Severino celebra la donna con dei monologhi “al femminile” presso il castello medievale
l’otto marzo S. Severino celebra la donna con dei monologhi “al femminile” presso il castello medievale PDF Print E-mail
Saturday, 22 February 2020 00:00

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La figura femminile e il suo fascino, che emerge dalle onde del passato: in occasione della festa della donna (8 marzo prossimo venturo) il castello dei Sanseverino – che tanto lustro dona alla omonima cittadina, fulcro cruciale di traffici e commerci sin dall’antichità – ospita uno spettacolo a tema. Proprio sull’eterno femminino. Alle 10.30, presso i bastioni dell’antico maniero (che ospitò Troisio de Rota, poi de Sancto Severino, coi suoi discendenti e nostri antenati) e del parco archeologico naturalistico regionale, ecco la benemerita scuola di teatro “Crescere insieme con il teatro” all’opera in “Storie di donne che hanno fatto la Storia”.

Un evento di grande portata e levatura, incentrato sulla presenza muliebre a Mercato S. Severino. Non molti conoscono le eroine sanseverinesi (dette anche “sanseverinesche”) che hanno, spesso, combattuto al fianco dei più noti principi appartenenti alla nobile stirpe (come Enrico, Antonello, Ruggero, Tommaso, Guglielmo e altri). Coraggiosamente, da virago. Ad esempio, Fenizia e Marotta – coinvolte (loro malgrado) nell’intricatissimo affaire della congiura dei baroni (una delle due cospirazioni, succedutesi nel corso del tempo) – che resistettero fervidamente per l’amore e la fedeltà portate ai propri congiunti. E tante altre. Donne – un mondo variopinto. Di sorelle, mogli, madri, confidenti. Sorella di Tommaso d’Aquino – tanto per citare un personaggio del sesso “debole” (o due sorelle, secondo alcuni studiosi o storici) parente/i del santo che vide in estasi il Paradiso, proprio nella cappella palatina (o palaziale) del castrum medievale – fu (furono) Maria (e/o Teodora) Sanseverino. “Storie di donne”, quindi – grazie alla solerzia della regista Clotilde Grisolia, responsabile per il gruppo adulti di “Crescere insieme con il teatro”; nonché con l’apporto dell’associazione “Universitas Sancti Severini”; dei sodalizi “Il cantastorie” e “Le radici onlus” – intende promuovere dei monologhi drammaturgici appunto “al femminile”. Dando voce allo spirito più illustre ed eclettico dell’altra metà del cielo. Donne che hanno rappresentato un decisivo trait d’union tra le piccole storie (familiari, relazionali) e la grande Storia – nella fattispecie medievale. Un racconto intriso di sangue e libertà, di coraggio ma anche (purtroppo) di sottomissione; di libertà e valori. Di personalità e di materna dolcezza. Tutto questo, e anche di più, presso l’area palatina del castello. La partecipazione a tale evento è stata gratuita. In scena tanti attori “dilettanti” e/o… in erba – tra protagonisti nuovi o “confermati” (tra costoro, il simpatico Ulisse Selvitelli) che seguono i corsi di drammaturgia succitati. Tenuti presso il cinema e teatro comunale in via Trieste, al capoluogo di S. Severino. L’otto marzo – dunque - il bene architettonico si tingerà di rosa, colore della serenità e della femminilità, con tante voci (spesso concitate, tra i clangori e le battaglie) rappresentanti voci, anime, pensieri, parole, urla, sussurri, risate. Ad aleggiare come falchi (e/o colombe) verso il cielo limpido di una primavera incipiente. A voler rimembrare le protagoniste (assieme ai “partner” maschili) che hanno dato un notevole contributo e un tocco, una nota di magia tutta femminile agli eventi cavallereschi. Un autentico “viaggio”, appunto, nella storia. L’itinerario sarà animato, illustrato, guidato e pervaso dalle principesse Fenizia e Marotta. Le due donne simbolo ed emblema dei “fatti” (eventi, avvenimenti) del 1162 – quando lottarono fino allo stremo per difendere il feudo dall’attacco di Guglielmo “il Malo” (re di Sicilia) con il suo temibile esercito. Attraversando le antiche vestigia della costruzione – a strati, con cinte normanne; sveve; angioine; aragonesi che hanno svettato sfidando il tempo, le mode, le stagioni – la rievocazione permetterà ai visitatori di ogni età di incontrare alcune tra le più immense e speciali donne, del passato e anche dell’era contemporanea: sfileranno – idealmente – tra la natura e l’arte donne vittime e/o carnefici; mogli, madri, figlie. Medea e Mirandolina; la Beatrice dantesca e l’attuale e patetica (nel senso etimologico) Filomena Marturano; Frida Khalo e Franca Rame. Ed alcune altre. A rappresentare tale prezioso universo. Ogni personaggio muliebre avrà una connotazione particolare; col proprio dolore e con una storia da raccontare. Tra urla furenti e delicati bisbigli. L’uomo, in tal caso, diventa presenza viva. È accanto a lei, dietro, vicino. Non deve far altro che esaltare e rispettare, difendere la personalità donnesca. “Domina” è musa ispiratrice, tuttavia non angelicata e mai senza una personalità complessa (la donna irraggiungibile è stereotipata nello Stilnovismo). L’uomo vero deve ammirare la “foemina”. All’inizio di tutto c’è la donna, sempre lei – a dar retta al caro Giorgio Gaber. L’ingresso (gratuito) è consentito previa prenotazione al numero Whatsapp 3518159034 o sull’apposita pagina Facebook (alla voce Castello medievale dei Sanseverino). La kermesse gode anche del patrocinio del Comune di Mercato S. Severino. Si attendono molti avventori e curiosi. La scuola di teatro nasce dall’esperienza di Clotilde Grisolia, ma anche dalla voglia di mettersi in gioco di molti aficionados (appassionati) di arte scenica. La regista è attiva in molte altre attività culturali – non solo “teatrali” – ed è attenta anche all’aspetto educativo, sia della recitazione che dell’apprendimento scolastico. “La scuola va al cinema” – ad esempio – è un progetto da lei caldeggiato e propugnato. In collaborazione con il gruppo editoriale (collana di libri per bambini) “Raffaello” – dalle Marche. Un incentivo a leggere e, al contempo, a recarsi a osservare (tutto rivolto agli scolari delle primarie – ma non solo) godibili prime visioni al cinema. Accanto a tutto questo, la Grisolia trova anche il tempo per partecipare alla trentaseiesima edizione del Festival Nazionale ed Europeo del Teatro dei Ragazzi. In atto – sotto il titolo di “Maestri. Rassegna teatrale per le scuole” – dal 24 aprile al 16 maggio prossimi (ingresso gratuito) in quel di Marano sul Panaro (Modena). Tra gli ideatori, l’eclettico artista David Conati – che tanta attenzione pone nel presentare e far riscrivere copioni da laboratorio di scrittura creativa ai piccoli ma pure ai senior. Clotilde Grisolia porta l’entusiasmo dei Sanseverinesi in scena – a Marano sul Panaro, appunto – con la pièce “Il vestito nuovo dell’imperatore” – fiaba surreale e ironica di Andersen. Quello della Sirenetta, per intenderci. Un testo, un plot che afferma il primato della Verità. Pur con ironia. Lo spettacolo andrà in scena, presso il teatro del centro culturale cittadino del borgo, alle 9.30 dell’11 maggio. All’interno, quindi, di tale rassegna. La favola viene riscritta e decostruita dalla regista nell’ottica scenica di Gianni Rodari – lo scrittore per l’infanzia (ma anche rivolto agli adulti) per antonomasia. Tra gag comiche, intervallate da coreografie, monologhi e scene d’azione, tutto scorre sotto gli occhi dello scrittore (“pedagogista”, secondo chi scrive) Rodari. Ma questo, come affermato, a maggio. Ora, per l’8 marzo, godiamoci il panorama del castello di Mercato S. Severino. Andando controcorrente al famigerato Covid-19 o Coronavirus. I monologhi squarceranno il silenzio e l’amena pace dei luoghi – si pensa infatti ad allestire comunque questo saggio drammaturgico – sebbene temendo una sua “resa”, ai tempi del ferale morbo. Così il Coronavirus non l’avrà vinta sulla Cultura. Per il resto, si rimane in attesa di ulteriori disposizioni di livello nazionale. Potrebbe anche succedere che il tempo meteorologico sia inclemente e pertanto la rappresentazione evocativa venga annullata comunque, per tale motivazione e non riguardo la salute. Ad majora, comunque, agli artisti e alla caparbia regista.

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.

 

 

 
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