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News sul territorio Cronaca Visita del vescovo Andrea Bellandi a S. Severino
Visita del vescovo Andrea Bellandi a S. Severino PDF Print E-mail
Saturday, 22 February 2020 00:00

SanGiovanni

Grande occasione, quella di venerdì 28 febbraio scorso: nei locali della chiesetta di S. Maria delle Grazie in S. Giovanni in Parco (Mercato S. Severino) – al corso Diaz, meglio nota quale “Parrocchiella” – è intervenuto il vescovo metropolita (diocesi di Salerno, Campagna, Acerno) Andrea Bellandi. Che ha officiato la celebrazione eucaristica in loco, dopo la recita del Rosario e la via crucis. Appuntamenti a partire dalle 17. Ma perché il presule - persona molto attiva e “magnetica” nel suo attrarre, carismaticamente, i fedeli – è tornato nella realtà sanseverinese (già da lui conosciuta)?

È presto detto: proprio venerdì, in tali ambienti, si è tenuta (dopo la Messa) una riflessione a cura della “Comunità dei figli di Dio” – realtà laica e religiosa nel contempo – sul tema: “Cristiani nel mondo. La vocazione cristiana in don Divo Barsotti”. Bellandi ha avuto modo di conoscere e apprezzare don Barsotti, suo docente al seminario. Ne ha tracciato il ricordo sia durante l’omelia che in seguito, alla tavola rotonda. Si è trattato di un monaco cristiano, nonché presbitero e scrittore italiano – fondatore, appunto, della “Comunità dei figli di Dio”. Un uomo molto tenace, nato nel 1914 in provincia di Pisa e deceduto nel 2006 a Settignano (Firenze). Settimo di nove fratelli, don Divo a soli undici anni entrò nel seminario di S. Miniato; ordinato poi sacerdote (1937) ebbe modo di fondare (anni ’60) questa collettività di stampo monastico. Una “famiglia religiosa” composta da consacrati e da laici – nel matrimonio e fuori, nel mondo (al secolo) e nel chiostro – ufficialmente riconosciuta nel 1984. Già prima di allora, tale realtà ha varcato i “confini” toscani per affermarsi anche in altri centri – di altre regioni: Venezia, Palermo, Napoli, Modena e così via. A S. Severino la “Cfd” è sorta, quale piccola delegazione campana (oltre a Napoli), nel 2011; al 2012 risalgono le prime consacrazioni. Ad oggi, fanno parte della delegazione sanseverinese circa venti membri – tra “sorelle” e “fratelli” di ogni età (in particolare dai 30 ai 70) e di ogni estrazione sociale; professionisti, impiegati ma anche insegnanti e casalinghe. Che si riuniscono per promuovere una maggiore e più intensa spiritualità; divisi in gruppi, i membri del sodalizio si incontrano (in genere nelle case) a cadenza settimanale per la preghiera liturgica; l’iniziazione biblica; la meditazione della Parola di Dio; la formazione. Partendo dal presupposto che “l’incontro è l’elemento essenziale della vita della comunità”. Vi sono, inoltre, due incontri mensili – per Adunanza e Ritiro. Infine, annualmente si tengono degli esercizi spirituali ad hoc. Un momento privilegiato di preghiera, certo, ma anche di revisione di vita; di ulteriore meditazione; di unione fraterna. Tutto alla luce del Vangelo e, è bene sottolinearlo, conformemente ai dettami e agli insegnamenti della Chiesa Cattolica. Tra i responsabili vi è Maria Romano. Che ha letto, in occasione della venuta di S. E. Bellandi, un’accorata lettera di ringraziamento al presule. Questo appena terminata la celebrazione religiosa, a cura di don Peppino Iannone (parroco di S. Maria delle Grazie e di S. Giovanni); di don Vincenzo Romano e appunto dell’arcivescovo. Alla Messa, opportunamente animata dalla corale “Armonia 2000” – destinataria di un plauso e dei ringraziamenti di Bellandi – ha preso parte il primo cittadino Antonio Somma. Insieme a una cospicua rappresentanza della collettività parrocchiale (catechisti e altri collaboratori). Nel corso dell’omelia, quindi, l’arcivescovo ha tracciato emozionanti ed emozionati ricordi della nobile e affascinante figura di don Divo Barsotti – sempre infervorato dall’amore divino. Che trasmetteva anche ai seminaristi. Il presule ha posto in evidenza la vasta cultura del fondatore della “Comunità dei figli di Dio”, appassionato dalla cultura e dalle religioni orientali. Come il Buddismo e l’Induismo – a cui egli (don Divo) non ha mai chiuso le porte. Dopo la Messa – vertente sul tema del digiuno, non solo “alimentare” ma del cuore, verso l’abuso delle nuove tecnologie (stigmatizzato da Bellandi) – il vescovo si è intrattenuto nel salone parrocchiale (dove il 20 dicembre è stata celebrata la cittadinanza onoraria della cara suor Elena Fierro – tanto amata a S. Severino) e ha continuato a parlare di don Barsotti. Molti fedeli e/o curiosi erano presenti – oltre agli appartenenti alla Comunità. Tra l’altro, è stato ricordato lo “spirito libero” di questo sacerdote-monaco (don Divo) – considerato veemente ed energico, come S. Caterina da Siena che scriveva lettere infuocate al papa di Avignone. Don Barsotti, nelle parole del suo ex allievo, amava leggere opere di autori non propriamente credenti: fu tra i primi a cogliere e a individuare una religiosità in Giacomo Leopardi – considerato anticlericale. “Don Divo era attaccato a Cristo senza paraocchi – ha espresso l’arcivescovo – nel suo aspetto vero e autentico”. Gli appartenenti al gruppo, infine, vengono chiamati “monaci” non perché (ha affermato Bellandi) vivono “da soli” (dal greco “monos”) ma in quanto riconoscono Gesù come “unico” loro punto di riferimento. Al termine, vi è stato spazio anche per brevi domande da parte dell’uditorio. Si è trattato anche delle normative contro il Coronavirus. Il vescovo ha parlato anche di questo fatto, con voce ferma, pacata, autorevole. Energico ma gentile – così è apparso. Esprimendo che “la nostra vita è nelle mani di Dio, non secondo i nostri calcoli”. “Lo Spirito soffia dove vuole – chiosa il presule. Che ha promesso di tornare anche l’anno prossimo in questa realtà sanseverinese. Maria Romano e gli altri responsabili dichiarano che “la Comunità è di carattere contemplativo e il nostro impegno è monastico; per essere dei contemplativi non è necessario andare a vivere nel deserto o nel monastero, ma possiamo esserlo anche vivendo nel mondo senza stare tutto il giorno in estasi. Vivendo la vita attiva e facendo in modo che essa esistenza non tolga nulla all’impegno di pura lode al Signore”.

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.

 

 

 
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