Benvenuti

sul portale dedicato alla città di Mercato S. Severino

 

 

 

Banner
Banner
Banner
Cultura Falo’, Focarozzi e riti col/del fuoco a S. Severino, a Salerno e in Campania il prossimo 17 gennaio 2020
Falo’, Focarozzi e riti col/del fuoco a S. Severino, a Salerno e in Campania il prossimo 17 gennaio 2020 PDF Print E-mail

04092016 castelloUna delle tante e prestigiose associazioni di Mercato S. Severino, il celebre e attivo sodalizio “Il cantastorie”, ha ripreso un’antichissima tradizione tra i misteriosi (misterici) e complessi riti del fuoco – legati alla ricorrenza di S. Antonio abate: il retaggio del falò. Detto anche vampa, fucarone, fucarozzo o fucanolo. Una ritualità complessa ed emblematica, altamente simbolica ed apotropaica (cioè di allontanamento, nei confronti degli spiriti immondi) – quella del lustrale e purificatore fuoco, che accomuna “S. Antuono” (canti, maschere, balli e suono – con cui si dà inizio al periodo carnevalesco o carnascialesco) al “Ciuccio di Fuoco” agostano, presso la frazione Acigliano.

E, sempre ad Acigliano, viene collegata la… “protezione” degli animali domestici - di chiara matrice antoniana - al santo pur ricordato nella frazione: Magno o Mango (metatesi, anche per S. Mango Piemonte). L’evento promosso dal sodalizio è previsto il 17 gennaio a partire dalle 19.30, nella location della centralissima piazza Ettore Imperio – cuore pulsante dell’attività amministrativa e politica della cittadina, essendovi situato il municipio. In tale orario si accenderanno i rami e le “fracchie”, poi il fuoco (il falò) verrà benedetto. La serata prevede anche degustazioni di cibi semplici della tradizione popolare: non mancheranno, infatti, pasta e fagioli; caldarroste e un buon bicchiere di vino. Anche la musica, per completare l’incanto arcano, sarà folkloristica e – appunto – popolare. Si esibiranno i membri dell’ensemble “Tammurriarè”. Ma non solo “Il cantastorie”, nella fattispecie sanseverinese, ha inteso perpetuare il retaggio etnografico studiato da antropologi ed esperti di scienze umane più o meno famosi (si ricordi, per tutti, il Cattabiani e James Frazer – autore de “The golden bough”, “Il ramo d’oro” tanto presente nella concezione del paradiso e dell’inferno presso gli antichi Latini). Venerdì 17 gennaio – dies natalis del santo originario dell’Egitto, associato (come anche S. Barbara) al fuoco e pertanto protettore di chi lavora con tale elemento, oppure all’herpes zoster – anche gli ammirevoli “ragazzi” della realtà associativa “Sos Arcangeli”, frazione S. Angelo, coinvolgeranno la comunità tutta di S. Severino nella rievocazione del “focarotto”. Tutto prenderà inizio sempre alle 19.30, ma dinanzi la chiesa di S. Michele Arcangelo nella località sopra citata. Si vivrà anche la benedizione degli animali (domestici), una volta consistenti anche in maialini – con cui l’iconografia e l’iconologia antropologica rappresentano il santo. A seguire, un altro ghiotto appuntamento con il cibo tipico di questo periodo dell’anno: il soffritto. Piatto “povero” (della tradizione), ma ricchissimo di calorie; in realtà tale leccornia si dice “povera” solo in quanto gli ingredienti erano facilmente reperibili – una volta - nelle cucine degli umili agricoltori, ma il sapore è celestiale. La ricetta del soffritto – pur variando di famiglia in famiglia – essenzialmente prevedeva e/o prevede cuore, polmoni, fegato e fegatini, rognone e altre interiora di maiale – tagliati a pezzettini finissimi – con salsa di pomodoro (concentrato o passata) e con peperoni rigorosamente rossi (come il fuoco, appunto) nonché con foglie di lauro o alloro. Tutto cuoce per moltissimo tempo, ma il risultato è sempre (stato) eccezionale. Per chi disdegni tale prodotto, ci saranno anche panini con salsicce e patate. Vino gratis (a volontà?) ma acqua e pietanze si pagano (2 euro a panino più 50 centesimi per una bottiglietta): il ricavato verrà devoluto per iniziative di carità e soprattutto per le esigenze e necessità dei senzatetto di Salerno. L’associazione “Sos Arcangeli”, infatti, si reca spesso a visitare gli homeless, i clochard – comunemente ed erroneamente chiamati “barboni” – e i poveri che dormono all’addiaccio a Salerno. Lo fa portando loro coperte, cibo, vestiti e condividendo parole di conforto e scambi di opinione. È una realtà ammirevole che va valorizzata. Anche perché fa tutto nel silenzio, come pure il sodalizio “Lo avete fatto a me” – lo stesso encomiabile. Una realtà – questa - di Mercato S. Severino centro. Si tratta di ragazzi “normali”, come tutti, che però hanno a cuore l’umanità dolente dei nostri tristi e difficili tempi – come un faro o un cuore pulsante. Si unisce quindi l’aspetto etnografico e culturale all’impegno civico e sociale – per ciò che concerne “Arcangeli”. Per ciò che – più specificamente – riguarda la tradizione dei falò di S. Antuono, in questi anni la provincia di Salerno (ma maggiormente quella dell’Avellinese e del Beneventano, in cui tali miti sono maggiormente sentiti in quanto happening pre-carnevaleschi) ha visto pullulare iniziative consimili. Oltre a citare la vampa al porticciolo di Pastena (nell’hinterland di Salerno – che ultimamente ha assunto il “sapore” di una civica protesta – con “Giù le mani dal porticciolo”), una cittadina che accoglie in sé – contemporaneamente, anche in contraddizione apparente (non lo è affatto, in realtà) – sia le ritualità del fuoco che quelle dell’acqua è Campagna. La patria dei “Fucanoli”, in inverno, e della “Chiena” tra luglio ed agosto. Nel periodo estivo, dunque. Mentre in questi periodi vi è necessità di scaldarsi al fuoco. Al metaforico “grido”: “Sant’Antuono, sant’Antuono… tecchete o viecchio e dacce o nuovo!”. Anche stavolta, le meraviglie delle fiamme. A partire dalle 18, con tanta buona musica e con spettacoli vari – tra sacro e profano. Non mancheranno opportune degustazioni di cibi, a ricordare – dicono a Campagna – non solo i riti propri di questo elemento vitale ma anche la morte sul rogo (comune a Giovanna d’Arco e a Girolamo Savonarola) del filosofo e teologo domenicano (originario di Nola) Giordano Bruno – considerato un eretico dalla Chiesa del ‘500. Tradizione vuole che proprio a Campagna, nel convento annesso alla chiesa di S. Bartolomeo, il religioso venisse ordinato sacerdote e tenessela sua prima celebrazione eucaristica. Correva l’anno 1573. Ancora oggi la cittadina – rinomata anche d’estate per la lustralità e la purificazione veicolate, invece, dall’elemento “opposto” (?) al fuoco: l’acqua della Chiena – accoglie tantissimi visitatori e/o curiosi che ne apprezzano gli scorci e lo scenario, con apprezzate manifestazioni folk. Dal Napoletano, la provincia campana ove sussiste proprio il comune di S. Antonio Abate, all’Avellinese e al Beneventano – passando per Macerata Campania (Caserta) – i miti del fuoco e/o di S. Antonio si diffondono rapidamente, in zone più o meno estese. Nella realtà di Macerata Campania ci si prepara a festeggiare (a celebrare) l’abate Antuono – riprendente l’antico mito di Prometeo, che rubò il fuoco agli Dei (o all’inferno, secondo la cristianità) – con il rumore delle botti percosse (appunto) da dei bottari. È il paese della “pastellessa” [sic!], una zuppa a base di pasta con castagne lesse – cibo molto apprezzato dai poveri e non solo. È il paese (abbiamo detto) dei bottari. È il paese delle “battuglie” o pattuglie, ronde di cittadini che giravano per i campi cantando nenie ed inni. Nell’Avellinese, ecco la ridente località di Nusco – paesotto di 5mila anime circa. Qui le celebrazioni antoniane hanno assunto, nel tempo, il duplice significato di retaggio antropologico ma anche di purificazione… “pratica”, in quanto i falò servivano a mondare gli oggetti dal contagio dell’epidemia di peste: la black plague del 1656. Che colpì il borgo, considerato ameno, privandolo di 1200 residenti – deceduti nel diffondersi dell’epidemia. Dal 17 al 20 gennaio prossimi venturi, dunque, tutte le stradine di tale cittadina saranno invase da avventori in cerca di divertimento. Tra stand enogastronomici e varie aree spettacolo, per tutti i gusti e per tutte le tasche. In vari punti del paese, ecco che saranno ubicati ceppi – allo scopo di riscaldare il clima gelido delle notti nuscane. Con S. Antonio, infine, molti studiosi di tradizioni popolari fanno iniziare il periodo “grasso” del carnevale. Un momento “godereccio” e, al contempo, di riflessione. Nel nome del taumaturgo egiziano che è legato, indissolubilmente, alla forza distruttrice eppure rinvigorente delle eteree fiamme. Paese che vai, miti (del fuoco, in questo caso) che trovi…

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.

 

 

 
Banner
Banner
Banner
 

Sondaggio

Vi piace il nuovo sito?
 

News sul territorio

cronacaCronaca
Tutte le notizie sui fatti accaduti nella nostra citta.

politicaPolitica
La vita politica e le news di Mercato S. Severino.

Lo sport locale

calcioCalcio
Le news delle squadre presenti sul territorio.

volleyVolley
La Rota Volley, formazione del campionato femminile serie B1

altri-sportAltri sport
Non solo calcio... ma tanto e tanto altro sport.


Banner

b e n v e n u t i
Citta di Mercato S. Severino