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News sul territorio Cronaca Giornata Nazionale Colletta Alimentare
Giornata Nazionale Colletta Alimentare PDF Print E-mail
Sunday, 01 December 2019 00:00

alimenti

Come ogni anno a Mercato S. Severino si è svolta la raccolta della colletta alimentare a cura del Banco Alimentare, istituito da anni in Italia e – nella fattispecie della provincia di Salerno e/o in Campania – attivo a Fisciano da tempo. Grazie all’apporto di numerosi volontari, guidati dal responsabile del Banco Roberto Tuorto, tale realtà assiste (quotidianamente o meno) i non abbienti di tutta la regione – sia erogando buste di cibi gratuiti (in convenzione con i commercianti del consorzio o ente Agea) sia approntando appositi centri d’ascolto in alcune zone della Penisola (questo, però, è dovuto anche alla Caritas nazionale e ad altre istituzioni di volontariato centrali).

Nel Sanseverinese sono molti gli esercizi commerciali, in gran parte supermarket di generi alimentari, ad aderire alla spesa per i poveri: la cosiddetta “Colletta Alimentare”, in auge – come detto sopra – il 30 novembre 2019 (in genere sono questi i giorni interessati dall’evento, come ogni anno). Grazie alla sensibilità e alla disponibilità dei commercianti. Mercato S. Severino ospita più di una decina di negozi che offrono questo servizio, così utile alla comunità. Ne ricordiamo soltanto alcuni, pochi: il Conad della frazione S. Vincenzo; quello “centrale” al capoluogo; il “Decò”; “Etè”; altri. Un vero e proprio “esercito” di volontari, come ogni edizione della benemerita iniziativa rivolta a chi soffre, indossano – in questo fine novembre – la pettorina e stimolano gli acquisti presso gli esercizi che presentano la locandina. Tutti sono entusiasti; a partire dai volenterosi ed alacri membri della Caritas sanseverinese, sempre in fermento – per approdare a tanti cittadini “comuni” (dotati di buona volontà, o spinti dalla dottrina cristiana o non) che donano del tempo a questa spesa per i sofferenti. La colletta prevede che i consumatori, i clienti dei vari supermercati, acquistino prevalentemente prodotti a lunga conservazione. Ad esempio sono consigliati – sulla locandina e sugli appositi depliant informativi e illustrativi della manifestazione – cibi come tonno in scatola; legumi; riso; olio; biscotti; pelati e sughi; confezioni di pasta; alimenti per l’infanzia. Che andranno a quel cospicuo (purtroppo) milione e mezzo di persone che vive sotto la soglia della povertà (dati riferiti soltanto all’Italia). Non solo barboni o clochard forestieri o immigrati, bensì esponenti del ceto medio o di famiglie una volta benestanti; divorziati, licenziati, persino professionisti e laureati. Che, da un momento all’altro della loro esistenza, si sono trovati improvvisamente per strada. Vittime della indifferenza umana e sociale. Di questi umili, ben 345.000 sono bambini. Le cooperative e/o realtà associative e/o strutture caritative che accolgono questo spaventoso numero di meno abbienti superano le 7.500 unità. 7569 – per la precisione. Soltanto in Italia, da ribadire. Chissà quanti altri sfortunati vivono senza dignità e in condizioni disperate nel mondo intero! Che piaga, la miseria! Occorre meno insensibilità, da parte di tutti quanti noi fortunati. La “Giornata Nazionale della Colletta Alimentare” (nell’acronimo “Gnca”) è promossa, come sopra citato, dalla Fondazione Banco Alimentare. I supermarket “affiliati” all’iniziativa sono 13mila lungo il territorio nazionale – 746 in Campania. I volontari censiti sono 145mila, in Campania più di 5.400. Negli ultimi anni, il Banco ha sfamato – tramite i generi alimentari Agea e non solo – 152.565 persone (gli assistiti che afferiscono a tali strutture), con più di 7 milioni (soltanto in Campania) di chili di alimenti. Per un valore commerciale di 15 milioni di euro all’incirca. La giornata della spesa alimentare, per i meno abbienti, è da alcuni anni anche on line: chi vuole, può connettersi con alle piattaforme di alcune note insegne – brand aderenti della grande distribuzione. Contribuendo – così – al tutto anche via web. Le donazioni, mai in denaro, andranno a integrare il lavoro già in atto da parte del Banco Alimentare; combattendo lo spreco di cibo e risorse. Nel 2018 – grazie alla solerzia di ventuno sedi regionali, inserite nella Rete della Fondazione – sono state distribuite ben 90mila tonnellate di prodotti e beni di consumo “gastronomico”. Il Banco onlus per la Campania è ubicato a Fisciano, in via Giovanni Paolo II civico 33. Attualmente, tale realtà sta perseguendo gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, indetto e promosso dalle Nazioni Unite. La meta è sconfiggere la fame. Il Banco ha aderito anche alla Giornata Mondiale dei Poveri (anche 2019), voluta da papa Francesco. Come ha aderito la Caritas interdiocesana di S. Antonio e S. Giovanni a Mercato S. Severino. Sodalizio, con molti volontari, che si occupa di fornire assistenza (materiale e morale) a circa 500 assistiti in gravi o precarie condizioni sociali (in totale diverse centinaia di famiglie, quasi 200, di S. Severino ma anche provenienti da Fisciano o Montoro). La Caritas apre, generalmente, alcuni giovedì del mese dalle 17 alle 19. Tra i benefattori, anche giovanissimi provenienti dalla Gioventù Francescana (o Gifra) o da altre associazioni afferenti alla chiesa di S. Antonio e di S. Giovanni. Soddisfatto per questi esempi di solidarietà il guardiano del convento dei frati (proprio S. Antonio), padre Guido Malandrino – tornato a S. Severino dopo alcuni anni di assenza, in cui ha retto altre realtà ecclesiastiche. Giorni fa, nel mese di novembre, padre Guido ha presenziato al pranzo con i poveri – organizzato da ben tre anni – in cui 150 bisognosi hanno condiviso un piatto caldo e un sorriso con i giovani e meno giovani volontari della parrocchia. Qualche ora per dimenticare, se possibile, l’amarezza del vivere quotidiano riguardo tante, troppe famiglie colpite dalla condizione di miseria. Il 20 per cento degli assistiti Caritas, afferma una nota testata quotidiana locale, è costituita da immigrati. Non mancano, tra S. Antonio e anche per quanto concerne la parrocchia della frazione S. Angelo, volontari di ogni età che si organizzano con mezzi propri (autovetture e quant’altro) per visitare – almeno una volta a settimana, ma anche in più occasioni – i clochard che vivono a Salerno (tra la stazione ferroviaria o altrove). Recando con sé pasti caldi, preparati dai volontari stessi, con coperte e soprattutto sorrisi e bontà. Scambiando parole con i sofferenti. Tanti ragazzi, che non vogliono neanche pubblicità. Essi fanno ciò per umanità, per vero spirito cristiano. Tra il capoluogo e S. Angelo, dunque. In questa località periferica di S. Severino, per di più, esiste l’associazione “Arcangeli”. Un sodalizio molto attento ai bisogni del territorio. Con molte iniziative – come d’altronde succede anche a S. Antonio – volte a cementare la fratellanza con i barboni e i poveri, ma non soltanto. Riscoprendo la cristianità e l’amore, quello vero. Ben vengano, quindi, le iniziative nazionali e/o locali per sconfiggere una povertà che non è solo materiale ma anche (troppo spesso) degrado e solitudine.

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.

 

 

 
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