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News sul territorio Cronaca “LA CONGIURA DEI BARONI Piazza Imperio - 30 agosto 2019
“LA CONGIURA DEI BARONI Piazza Imperio - 30 agosto 2019 PDF Print E-mail
Monday, 05 August 2019 00:00

cantastorie

A Mercato S. Severino, le afose serate agostane non potevano concludersi meglio che con un recital di tutto rispetto – organizzato dalla compagnia “Animazione 90 sas”, in collaborazione (partecipazione) con l’associazione sanseverinese “Il cantastorie” (ma non soltanto), con il patrocinio del Comune. Si tratta di una rievocazione storica inerente alla nota “Congiura dei baroni”, che ha visto protagonisti i principi Sanseverino; la nobile stirpe o schiatta che ha dominato secoli di storia “cavalleresca” e guerriera: la più importante famiglia del Meridione d’Italia. Che ha dato lustro e vanto, coi suoi natali, all’intero Mezzogiorno.

La testimonianza maggiore è rappresentata dal maniero che ha sfidato il tempo e le calamità, i cataclismi storici e che tuttora sussiste sulla collina della città. Da Troisio o Torgisio de Rota (poi de Sancto Severino) in poi. Il castello che troneggia su S. Severino – tra i più estesi e ricchi di importanti vicende del Sud Italia – ha molto da raccontare ai visitatori (e anche ai residenti). I Sanseverino, dunque, al centro della scena venerdì 30 agosto alle 20 – piazza Ettore Imperio, ove è ubicata la casa comunale. La pièce si rifà a un momento cruciale e oscuro delle vicissitudini dei combattivi principi, che ha dato il titolo alla manifestazione: “La congiura dei baroni” – per l’appunto. Per alcuni storici sono state due, in realtà, le “congiure”. In momenti diversi, ma importanti per il passato storiografico della ridente località incastonata nella Valle Irno – inserita nella cosiddetta “linea dei castelli”. Durante una prima “congiura” – se così possiamo affermare – tra i protagonisti delle concitate vicende spiccano, emergono le due eroine Fenizia e Marotta; madre e figlia che tentarono di opporsi a delicati eventi e – fatte prigioniere – videro fallire la loro strenua resistenza, l’opposizione agli intrighi. Poi vi è stata, tempo dopo, la seconda congiura. Che pare abbia determinato, in un qualche modo, le battute di arresto del passaggio della famiglia Sanseverino sullo sfondo storico medievale. Venerdì 30, tutti questi episodi verranno rievocati e ricostruiti nel cosiddetto “Prologo”, sempre relativo alla congiura. Il recital è scritto e diretto dal regista e attore salernitano Gaetano Stella. Costumi a cura di “Lab 90”; per le registrazioni: “Esselle Produzioni”. Oltre alla drammatizzazione, saranno presenti in loco figuranti in costume d’epoca, arcieri, falconieri, responsabili di attrazioni ludiche. Tutto fa parte di uno dei tanti progetti – a breve, a Mercato S. Severino, verrà realizzato un piano di turismo religioso sulle orme e nei luoghi di S. Tommaso d’Aquino e di S. Alfonso Maria de Liguori; partnership della compagnia aerea irlandese Ryanair – incentrati su più località disposte in uno stesso ambito turistico e culturale. “La congiura dei baroni” (il prologo) sta, infatti, già interessando la Campania e la Basilicata: nell’ottica di questo… “gemellaggio” (ideale), i castra di Napoli, S. Severino, Teggiano, Miglionico e Matera – la capitale europea della cultura 2019. Seguendo la già citata linea dei castelli. Che, tra l’altro, si estende anche ai paesi che una volta erano parte dell’antico Stato (feudale) di Sanseverino [sic!]: Roccapiemonte, Castel S. Giorgio e le sue frazioni; il castrum detto “la Bastiglia”. Quest’ultimo (che si staglia tra Baronissi e Fisciano), sembra, scoperto piuttosto di recente da alcuni curiosi, appassionati, studiosi o storici “di professione” e non. Tra gli aficionados meno “blasonati”, il compianto cultore di storia locale sanseverinese Gino Noia – assieme ad altri amici, come lo storico autodidatta Gaetano Izzo. Noia è scomparso nel 2011. Era amico ed estimatore dell’umile intellettuale Franco Antonio Fiorenza – che ha curato molte e apprezzabili pubblicazioni sulla civiltà sanseverinese. Egli morì nello scoppio di una polveriera. Un altro studioso – discepolo del Noia – è Massimo Del Regno. Per non parlare del salernitano (ma di origini sanseverinesi) Pasquale Natella – coevo di Noia. Attraverso l’itinerario di questa “congiura”, la rete dei monumenti medievali (o non) consente di pubblicizzare territori peculiari che nulla hanno in meno rispetto ai cosiddetti “grandi attrattori” (siti quali Pompei eccetera). È – questa – una preziosa occasione per riscoprire i luoghi a noi più vicini. La congiura dei baroni si è sviluppata tra il 1485 e il 1486 (la seconda delle due “cospirazioni” – secondo alcuni studiosi; per altri è l’unica). Essa è consistita nella resistenza, opposta da parte di alcuni baroni, all’opera di modernizzazione dello Stato perseguita dagli Aragonesi. Secondo le fonti documentarie e/o d’archivio, re Ferdinando I di Napoli (oppure Ferrante) mirava a dissolvere la feudalità (in seguito si visse il periodo della “eversione”, con leggi ad hoc – emanate dai Napoleonidi – volute per saccheggiare le ricchezze dei regni medievali, soprattutto nelle chiese e nei luoghi sacri). Lo scontro con i baroni rifletteva la questione di una riforma organica dello Stato; il re tentava di ridurre il potere di questi nobili. E fu proprio Antonello Sanseverino – secondo gli storiografi – ad ordire il tradimento. Oltre che dalla fortificazione di S. Severino, i personaggi coinvolti provenivano dal castello Macchiaroli di Teggiano; da quello di Miglianico (denominato castello “del mal consiglio”, in relazione al fattaccio) e da altri castra. Così, il 30 agosto, largo agli eventi più caratteristici di questi comprensori. Soddisfatti, in primis, il sindaco Antonio Somma e l’assessore alla Cultura Enza Cavaliere, per un progetto voluto e favorito – anche, ma non solo – dall’Ente Provinciale per il Turismo (Ept) di Salerno e da altri soggetti istituzionali. Oltre alla rievocazione sulla cospirazione, sul patto – le avventurose vicende si possono trovare anche sul portale web www.sanseverinoeventi.it – Palazzo di Città a S. Severino (in particolare grazie all’attuale amministrazione, però molto è stato effettuato pure dai predecessori) si sta impegnando nella promozione di numerosi altri eventi od happening. Kermesse e manifestazioni di più ampio respiro, grazie a finanziamenti e collaborazioni (in partenariato) con diversi responsabili delle politiche turistiche e commerciali campane o non. Non dimenticando le realtà associative locali: i sodalizi “Il cantastorie” e “Troisio de Rota”, che da tempo – non potevano non essere presenti quest’anno – offrono il loro fattivo contributo nell’organizzazione di kermesse come “La fiera medievale” e i cortei in costume. Negli ultimi mesi, tali sodalizi hanno posto in essere tutto l’impegno e tutta l’accuratezza possibile per creare qualcosa di originale e autentico, ad esempio, nella tre giorni che si è tenuta nella scorsa primavera: una vera e propria riviviscenza dell’epoca medievale, con tante occasioni di divertimento e di acculturamento. I “secoli oscuri” (ma non poi tanto, evidentemente) dell’Età di Mezzo – come espresso erroneamente dagli storici del Romanticismo – hanno creato talmente tanto entusiasmo a S. Severino che la Regione Campania, in data 29 luglio 2019, ha finanziato un progetto (giugno 2019) dal tema: “Mercato e mercati. Storia dei Sanseverino”. Per ben 70mila euro, infatti, già nei prossimi anni (maggio 2020) si darà attenzione alle fiere (donde il nome della città) della S. Severino trecentesca – con tutti gli sgargianti colori di questi anni ricchi di fermenti. Senza dimenticare, ovviamente, i lati più bui della temperie. Ma è ormai “febbre” medievale, nel centro irnino; grazie alla collaborazione tra le due realtà, sotto l’egida del primo cittadino e della Cavaliere, altro si cercherà di attuare coinvolgendo più persone e strutture (le istituzioni scolastiche, ad esempio). In nome delle tipicità della zona. Non vorremmo però che fosse dimenticato, tra tanti progetti similari, un antico retaggio culturale che si vive (ancora adesso) e si… “respira” nella piccola ed operosa frazione Acigliano: stiamo parlando del “Ciuccio di fuoco”. Ripreso con successo dagli alacri e tenaci associati del sodalizio “Beata Vergine Maria Assunta in Cielo” – composto da tanti ragazzi pieni di sogni e di giuste aspirazioni. Siamo certi che, promuovendo anche uno spettacolo di tal guisa, che pure attrae fior fiori di visitatori ogni anno e per ogni edizione, davvero Mercato S. Severino potrebbe ambiziosamente ed orgogliosamente detenere lo scettro di regina della Cultura rispetto alle altre ampie zone circondariali – meno dense e pregne di tradizioni etnografiche. I responsabili de “Il cantastorie” sono Rosita Scalese e Orlando Casale; per “Troisio de Rota”, Michele Cerrato e Alessandra Loi (con altri). Presidente di “Beata Vergine Maria Assunta in Cielo” è Vincenzo Vietri.

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.

 

 

 
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