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Cultura Libro della poetessa Sanseverinese Michelina Napoli
Libro della poetessa Sanseverinese Michelina Napoli PDF Print E-mail

ScriptoriumLa poetessa di origini sanseverinesi Michelina Napoli, da tempo risiedente a Milano, ha pubblicato (febbraio 2019) un agevole e pregevole volumetto contenente una lirica dedicata ai bambini; impreziosita e istoriata (corredata di) da apposite illustrazioni, realizzate da Ornella Feroldi col contributo (progettazione e impostazione grafica) di Maria Luisa Brumana. La lirica si intitola: “Radici d’Amore”. Il poemetto è interessante e romantico, denso di dolci sentimenti, commovente e nostalgico. Ben strutturato, attraverso vari momenti e step (brevi linee e vari piccoli pensieri) – ciascuno col suo significato di fondo, che poi approda alla poesia tutta intera. “Radici d’Amore” è pensata per i piccoli, soprattutto per gli scolaretti delle scuole dell’infanzia e delle primarie.

Ad essi è rivolta, affinchè la possano metabolizzare, assorbire. Perché possano goderla, attraverso lo stupore della “poiein” (la nascita, associata proprio al concetto di “poesia”). Con le loro famiglie. E proprio la famiglia emerge, dal punto di vista dei valori e dei principi veicolati e mutuati dalla pubblicazione, come faro della società. Nel modo di allevare i pargoli. Ma non solo. Comunque il poema, oltre ad essere una lettura amena e ricca di sensibilità, ha anche un altro, grosso merito: considerare la poesia come “terapia” cerebrale per mettere in moto i neuroni – nel nome dell’empatia e per lo sviluppo di sensazioni e (conseguentemente) sentimenti. Esperienze di vita e di memoria, di apprendimento: è ciò che emerge da un’attenta, profonda lettura (e, perché no? - ri-lettura) con tanto di meditazione dell’opuscolo. Constante di poche pagine, con le immagini delicate e tenui ispirate alle “radici” di questo sentimento così sprecato e vituperato, mortificato – ai giorni nostri (l’amore). L’opera (connotata da un forte intento educativo) è composta, all’inizio, da due prefazioni – a cura dell’autrice – una dedicata alla Poesia stessa; l’altra agli scolari che si incuriosiscono di tali, attuali e cogenti tematiche (lo sviluppo psichico e la responsabilità verso le emozioni in primis). E poi, ecco il “parere” dell’esperto – anzi: dell’esperta, la psicologa e psicoterapeuta Marilena Coniglio. Mentre la Napoli illustra i suoi scopi – reconditi e/o evidenti – su come la Poesia possa far breccia nei cuori e nelle menti dei bimbi tramite la “multimedialità” del testo scritto; di quello disegnato; dell’utilizzo della fantasia (nella seconda introduzione, dedicata agli scolaretti, scrivere testi in versi fa leva sulle funzioni catartiche del mezzo emotivo), la psicologa spiega, invece, quasi… “scientificamente” cosa avviene all’interno della massa cerebrale quando si “gusta” e “assapora” una lirica. Le più moderne tecniche di neuroimaging – sostiene la studiosa – dimostrano e illustrano come il ritmo e il suono dei versi colpisca – in positivo – i neuroni del sistema nervoso. Provocando la “fuoriuscita” – se così possiamo dire – di emozioni belle e rinfrancanti. Tra esperienze soggettive ed oggettive della lettura di poemi. Tutto si basa sull’estetica, anzi: sulla neuro-estetica. Vedendo un’opera d’arte, un monumento proporzionato, un qualcosa di armonico e dolce – infatti – dentro di noi si producono immagini e concetti sereni e ameni. Che vanno a stimolare tutti i neuroni, ma particolarmente quelli a specchio – la cui scoperta risale agli anni ’80 e ’90 del XX secolo. Anche la poetica di Michelina Napoli, dunque, causa emozioni belle e liete. Come acqua limpida che suona e risuona, sgorga e scroscia libera; per avvolgerci e farci danzare al ritmo delle emozioni evocate. Ricordi e parole, nell’opuscolo, si abbracciano tra loro e inizia una ballata “universale e magica” – sono parole della Coniglio. Proprio come una ballata si pone, appunto, la creazione di questa artista sanseverinese ma trapiantata a Milano. In un contrappunto tra immagini e disegni coloratissimi (tinte pastello, essenzialmente, però anche richiami vivaci) la verseggiatrice (nel senso buono del termine) meridionale affronta in poche righe e in pochissime pagine i temi del ricordo e della memoria (i nonni) e lo sviluppo del carattere dei giovanissimi, nel senso della responsabilità e dell’istruzione a base di valori e principi fondanti. Senza rifuggire da evocazioni alquanto “forti”, “dure” – quale la guerra. Un libro, insomma, peculiare per alcuni suoi tipici canoni; per molti e definitivi, decisivi aspetti. Sicuramente da adottare nelle scuole dell’infanzia e del primo ciclo, ma anche in famiglia. Complimenti alla Napoli e agli illustratori e/o responsabili dell’aver dato alle stampe questo ben confezionato prodotto.

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.

 

 

 
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