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News sul territorio Cronaca Vari presepi nella Valle dell’Irno e a S.Severino
Vari presepi nella Valle dell’Irno e a S.Severino PDF Print E-mail
Saturday, 30 December 2017 00:00

natale

Natale, tempo di presepi: nella Valle Irno – come nel resto del Salernitano – diverse le occasioni per riscoprire le feste. Tra manufatti e rappresentazioni viventi. Ricordiamo l’allestimento della sacra famiglia a Castel S. Giorgio – a cura di Alfonso Vitale e Vincenzo Avagliano; il monumentale elaborato al santuario di Cava de’ Tirreni e – sempre nella cittadina metelliana – il presepe (laico) del sodalizio “Genesi 82”. Quest’ultimo – in auge fino al 7 gennaio 2018 – si estende per 350 metri quadri, e si arricchisce ogni volta di particolari – dal 2005. E menzioniamo il dettagliato manufatto di Scafati, con pastori ottocenteschi in movimento, che comprende la raffigurazione di piazza S. Pietro e le scene della crocifissione di Cristo.

Anche a S. Severino, tra le sue frazioni, prende forma la natività di Gesù: al convento di S. Antonio e nella chiesa di S. Giovanni, la nascita di Gesù è “fissa” – ma suggestiva e struggente. Nel primo caso, l’allestimento è lungo 35 metri. Si cammina dentro, tra inferriate, case riprese nei minimi dettagli, archi, ponti e giochi d’acqua. Ogni anno un tema, questa volta: “Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo”. Diciannove, in tutto, i presepisti; con lena – a realizzare qualcosa di diverso, ogni edizione. Mulini, case dirute, colonnati e sagome completano il tutto. Ben 24 i personaggi posti nel chiostro di S. Antonio – alcuni del ‘700 e il resto della seconda metà dell’800. Tutto visitabile dalle 18 alle 21 (giorni feriali) e dalle 8 alle 12.30, o dalle 17 alle 20 (nei festivi). A S. Giovanni, il presepe segue rigorosamente e sobriamente i “canoni” della tradizione palestinese, con scene essenziali ma piene di luce. Vi è raffigurato anche l’incontro tra la Madonna e S. Elisabetta. Anche qui, moltissimi particolari e tanto sacrificio per costruirlo. Ma veniamo ai presepi cosiddetti “viventi”, sulle orme di quanto attuò S. Francesco in quel di Greccio – nel Natale del 1223: quello più… “longevo” (tra i primi ad essere ideato) è senz’altro il presepe di Pandola. Propugnato dal compianto parroco don Salvatore Guadagno e da altri alacri organizzatori, è stato ripreso dopo anni di “silenzio”. Per il 2017, si parte alle 18 del 25 dicembre; si potrà accedere il 26 dicembre e l’1, il 5 e il 6 gennaio (dalle 18.30 alle 20.30). La consuetudine è stata ripresa dal sodalizio “Il castello”, referente Enza Cavaliere. Oltre 400 i figuranti in costume, per le viuzze della frazione; saranno esposti stand di antichi mestieri e si riproporrà un’aura magica, tra fiaccole e bracieri. Novità: la partecipazione di 300 alunni delle elementari del I circolo, con cori di voci bianche, e di una rappresentanza dei giovani delle medie “S. Tommaso”. A Costa, ancora presepe vivente: dalle 18 alle 21, il 26 e 30 dicembre e l’1-5-6-7 gennaio (il 30 e il 5 gennaio dalle 20 alle 23). 300 persone di ogni età, a riempire la location – fatta di antichi casali. Anche qui tante innovazioni. Tra la nevicata sopra la grotta e lo spettacolo della stella cometa. Il 6 gennaio, largo ai re Magi che porteranno doni. Anche a Spiano, una nuova (la seconda) edizione del presepe vivente.

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.

 

 

 
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