La festa dell’Assunta ad Acigliano rappresenta uno dei momenti più intensi e identitari dell’estate sanseverinese. Nel cuore di agosto, quando molti figli di questa terra fanno ritorno per le ferie, la comunità si ritrova unita attorno alla devozione per la Madonna Assunta in Cielo. È una tradizione che supera il semplice rito religioso: è un richiamo alle origini, un’occasione di ricongiungimento familiare e un gesto d’amore verso la propria frazione. La statua della Madonna, custodita nella chiesa dedicata a San Magno, viene portata in processione lungo le strade dell’antico borgo, accompagnata da canti, preghiere e da un sentimento di appartenenza che si rinnova di anno in anno. Accanto a lei sfila anche la statua di San Magno, figura molto venerata ad Acigliano, protettore degli animali domestici e delle famiglie rurali, la cui presenza testimonia il legame profondo tra la comunità e le sue radici agricole e la statua di San Giuseppe.
La celebrazione del 15 agosto affonda le sue origini nella storia della Chiesa e nella cultura popolare. Il termine “Assunta” deriva dal latino assumpta, “presa, elevata”, e indica il mistero dell’Assunzione di Maria al cielo in anima e corpo, dogma proclamato da papa Pio XII nel 1950 ma già radicato nella tradizione cristiana fin dai primi secoli. La data del 15 agosto si intreccia inoltre con le antiche Feriae Augusti, istituite dall’imperatore Augusto come periodo di riposo dopo i lavori agricoli: un’eredità pagana che, nel corso dei secoli, si è fusa con la spiritualità cristiana, dando vita a una festa che unisce sacro e popolare.
Ad Acigliano, la giornata culmina con uno dei riti più caratteristici e suggestivi del territorio: il Ciuccio di Fuoco. Si tratta di un asinello di cartapesta ricoperto di fuochi pirotecnici che, al calare della sera, viene incendiato tra applausi, musica e un’atmosfera di festa collettiva. Le sue origini sono antiche e complesse: un rito apotropaico nato per scacciare il male e propiziare la comunità, legato ai cicli agricoli e alla cosiddetta indizione bizantina, periodo in cui si rinnovavano i contratti agrari. Nel tempo, il Ciuccio di Fuoco è diventato anche simbolo della vivace rivalità tra Acigliano e la vicina Pandola, con scambi di scherzi e rappresentazioni satiriche che animavano le serate estive. Le dominazioni francesi e spagnole hanno lasciato ulteriori tracce nella tradizione, arricchendola di elementi folkloristici che ancora oggi sopravvivono.
Acigliano conserva così un patrimonio culturale unico, fatto di fede, memoria e tradizioni popolari che resistono al passare del tempo. La festa dell’Assunta non è soltanto un appuntamento religioso, ma un momento in cui la comunità si riconosce, si ritrova e si racconta. È il ritorno alle radici, il calore di una terra che accoglie, la forza di un’identità che continua a vivere attraverso i gesti, i riti e le emozioni di chi, ogni anno, sceglie di esserci.

