
Eccoci all’appuntamento con la figura taumaturgica di S. Vincenzo Ferreri, i cui festeggiamenti sono in programma, a Mercato San Severino, anche per il 2026. Come già abbondantemente scritto in questi anni, su queste pagine, la festa onomastica è il 5 aprile. Da tempo, a San Severino, il santo viene celebrato ad agosto. Presumibilmente, per permettere a tutti i Sanseverinesi sparsi nel mondo di poter accorrere in frotta nella cittadina – magari per usufruire delle ferie estive. Detto ciò, passiamo ora a illustrare – per sommi capi – il nutrito programma di occasioni festive. Allestito dall’apposito comitato, retto dall’imprenditore Antonio Salvati. Già si è partiti giovedì 9 luglio, con l’alzata del panno o quadro.
Tra ali di fedeli e con gli intermezzi della banda musicale. Eccoci a quanto propone il manifesto per il 2026: dal punto di vista religioso, il 6-7-8 agosto alle 19 ci sarà – presso la chiesa di S. Giovanni in Parco – il triduo in preparazione alla festa. Contestualmente, verrà esposta la reliquia di Ferrer. Inoltre, verrà recitato il S. Rosario. Al termine di tutto, ecco le celebrazioni liturgiche. Domenica 9, le Messe saranno quelle delle 8, delle 9.30 e la solenne verrà officiata alle 11. Nel corso della funzione, il parroco don Peppino Iannone sicuramente tratteggerà la vita e le opere di Vincenzo. L’angelo dell’Apocalisse, tonante e potente, stentoreo nella propria predicazione. Dal nome “vincitore”, “colui che trionfa”. Ricordiamo che, comunque, già vi è stata una Messa in onore del taumaturgo spagnolo – originario di Valencia: quest’anno il 5 aprile era Pasqua, quindi lunedì 6 aprile (lunedì in Albis) il parroco ha officiato la funzione. Senza il cosiddetto “proprium” liturgico. Altra celebrazione, invece, per il 13 aprile. Con il “proprium”. Detto anche “proprio”, tale canone è l’insieme dei testi liturgici specifici – colletta, letture, anche canti – per uno specifico santo, in occasione della sua ricorrenza. In attesa di agosto, i collaboratori parrocchiali – guidati dalla professoressa Elena Pironti – hanno, come sempre, addobbato la cappella di Vincenzo – presente nella chiesa succitata – con brevi didascalie e (stavolta) con foto della casa di Vannes. In Bretagna. Fu qui che egli morì, nel 1419. In seguito, tale abitazione fu adibita a cappella oratoria. Nel 1906 fu dichiarata monumento storico. Attualmente è in fase di restauro, per circa 600mila euro. Torniamo a noi. Domenica 9, ovviamente, non poteva mancare la “classica” processione con Vincenzo e altri santi protettori/patroni dell’antica universitas di Sanseverino [sic!]. Cioè lo Stato, come era definito nel 1812. Che si estendeva anche a Penta, Castel San Giorgio e Siano. Si richiedono portatori! Veniamo, adesso, al programma civile. Anch’esso ricco. Ma il momento clou, tra tutte le “attrazioni”, le attrattive, sarà martedì 11 agosto alle 21.30: nella centralissima piazza Imperio, adiacente la chiesa di S. Giovanni, ci sarà Rosario Miraggio in concerto. Classe 1986, partenopeo, inizia la carriera artistica a soli 8 anni. Duettando col padre, Gaetano Tassero. Nel 1996, Mario Merola gli conferisce il premio quale “miglior voce emergente”. Risale al 2004 uno dei primi album, “Amore in tre parole”. Del 2007, invece, è “Mille pezzi di cuore”. Una delle sue hit: “La macchina 50” è scelta per musicare il film di Matteo Garrone “Gomorra”. Nel 2088, Miraggio pubblica “Prendere o lasciare”. Ancora, tutte le radio propongono “Il mio spazio nel tuo tempo” – successo di questo cantante. Tra vari altri successi, fa uscire dei singoli nel 2013. Nel 2024, pubblica anche “Uguale a me” – per Sony music. Allo stato attuale, è un valido artista – riconosciuto dallo show.biz. Sarà certamente apprezzato e applaudito anche a San Severino. Oltre a questa esibizione, ecco anche la consueta fiera delle bancarelle – per San Severino – e le esibizioni di campioni di karate, del team Moffa, in atto l’8 agosto. Quando, in piazza Imperio, ci saranno gonfiabili e attrazioni appositamente per bambini. Domenica 9, dalle 8 del mattino, sarà possibile ascoltare il gran concerto bandistico “Città di Fisciano” – in giro per il paese. Per le 21.15, ecco lo spettacolo pirotecnico tanto agognato. Tutto, a cura di “Salvati fireworks” (Mercato San Severino). Lunedì 10 agosto, in atto un concerto di melodie napoletane – grazie all’orchestra “Mastrobuono”. Ospite a sorpresa o guest star: Giuseppe Cionfoli. Tutto terminerà martedì 11, dopo lo show di Miraggio – con lo spettacolo pirotecnico delle 24. Sempre riguardo la ditta “Salvati”. “La pietà popolare è un modo legittimo di vivere la fede, un modo di sentirsi parte della Chiesa e di essere missionari”: Evangeli gaudium 124. Lo recita il manifesto, che spiega come la festa debba essere vissuta come “tempo di fede, gioia, autentica fraternità”. Il culto di San Vincenzo, a San Severino, è davvero sentito. Come pure – per quanto attiene alla frazione S. Vincenzo – la devozione a S. Vincenzo martire. Ancora una volta, un santo spagnolo – ma non dello stesso periodo. E poi viene a gennaio. È il protettore dei vignaioli e della chiesa omonima. E veniamo, un po’, alla vita del Nostro. Nacque nel 1350, a Valencia. Dalla famiglia dei Ferrer, una nobile casata. Ancora giovanissimo, entrò nell’ordine domenicano. Infatti, indossa – iconograficamente e iconologicamente – le vesti domenicane. Nella chiesa sanseverinese di S. Giovanni, vestiti in tal modo sono lo stesso S. Domenico di Guzman e Tommaso d’Aquino. Altro grande, importante santo che ha rapporti con le nostre zone: pare che due sorelle dell’Aquinate (o dottor angelico oppure bue muto, a causa dell’idropisia) – provenienti da Fossanova – Maria e Teodora, fossero andate in sposa ai principi Sanseverino. Il fratello, già malato – anzi moribondo - pur recandosi a un concilio, giunse a Napoli e poi tornò indietro. Venne proprio a San Severino. Qui, sul castello, ebbe l’estasi del Paradiso. Precisamente, presso la chiesa palatina (cioè dei ricchi, palatium, mentre la pieve o plebana era riservata al popolino) di S. Maria de castro. Lo sa bene l’amico Michele Cerrato, che pure collabora attivamente con il nostro portale. Si dice che Tommaso d’Aquino volle assaggiare – in punto di morte – un’aringa salata. Di cui era golosissimo, come S. Francesco d’Assisi era ghiotto di pasticcio di gamberi di fiume e di mostaccioli. Vincenzo, tornando a noi, insegnò teologia a Valencia. Nel 1378, avvenne lo scisma d'Occidente, e, dopo una iniziale incertezza, la Corona d'Aragona si schierò con decisione dalla parte del papa avignonese, ossia l'antipapa Clemente VII, scelto dai cardinali francesi che ritenevano non valida l'elezione di papa Urbano VI. Al secolo, Bartolomeo Prignano (da Plinianum – tra le nostre zone). Si dice fosse nato nella frazione sanseverinese Acquarola. Alla morte di Clemente VII, nel 1394, fu eletto papa - dai cardinali di obbedienza avignonese - proprio quel Pero de Luna che il giovane domenicano aveva conosciuto a corte, e assunse il nome di Benedetto XIII. Il nuovo pontefice scelse Vincent Ferrer come suo confessore personale e consigliere. Lo nominò penitenziere apostolico: il frate rifiutò però la nomina a cardinale che Benedetto XIII gli offrì. Ebbe modo di scontrarsi con la Dottoressa della Chiesa S. Caterina da Siena. Con le stimmate invisibili. Schieratosi, fin dall'inizio dello scisma, dalla parte del papa avignonese, nel settembre del 1398, durante l'assedio di Avignone da parte di Carlo VI di Francia (che non aveva riconosciuto l'elezione di Benedetto XIII), Vincent Ferrer cadde gravemente malato: egli stesso attribuì la repentina guarigione a un intervento di Gesù Cristo, che gli sarebbe apparso in visione insieme ai santi Domenico e Francesco d'Assisi e gli avrebbe ordinato di dedicarsi all'esortazione delle folle cristiane, in vista dell'imminente avvento dell'anticristo. Ottenuto il permesso di lasciare la corte pontificia, e ricevuto il titolo di legato a latere, Vincent Ferrer trascorse i successivi vent'anni della sua vita come predicatore - attraverso l'Europa occidentale, ma soprattutto la penisola iberica. Favorendo, grazie alla sua abilità oratoria, al tono apocalittico dei suoi sermoni (o Sermones) e alla fama di taumaturgo, numerose conversioni di pubblici peccatori. Ed anche di alcuni musulmani ed ebrei. Morì il 5 aprile 1419, all'età di 69 anni, in Bretagna (Francia), a Vannes, nella cui cattedrale di San Pietro sono ancora custodite le sue spoglie mortali. Su richiesta di Alfonso V d'Aragona venne promossa la canonizzazione di Vincenzo Ferreri Venne ufficialmente canonizzato da Callisto III, il 3 giugno 1455 - nella chiesa domenicana di Santa Maria sopra Minerva a Roma. Il suo culto fu confermato da Pio II con una bolla del 1458. Ricordiamo che la festa a San Severino fu promossa – tra molti altri referenti – dal compianto “don” Alfonso Romano. Portalettere, realizzatore di sporte (sportellaro) o ceste e vicinissimo alla confraternita di S. Maria del Rosario, che tanto si attivava – anni fa – anche con il contributo e supporto del nipote Lucio De Pascale. Affinché il santo fosse degnamente onorato, dai Sanseverinesi di ogni dove.

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della
Dott.ssa Anna Maria Noia.

