
Entrano nel vivo i festeggiamenti per S. Anna, protettrice di Pellezzano; Pandola di Mercato San Severino e altre località appartenenti all’antico Stato di Sanseverino [sic!]. In queste, e anche in altre, zone del Salernitano e/o della Valle Irno, la madre della Vergine Maria è molto venerata. Assieme al meno conosciuto marito - S. Gioacchino - ricorre il 26 luglio. Patrona delle puerpere, delle donne da marito e della fertilità. Come dimostrano l’iconologia e l’iconografia classiche, che la vogliono decorata in verde e in giallo. Grandi iniziative, dunque, sia a Pandola – ridente frazione del Sanseverinese (tra le ben ventidue) – che in tutto il territorio limitrofo.
Come detto, in passato tutto afferiva all’Universitas (o Stato) sanseverinese. Dopo le leggi eversive dei Napoleonidi, che dal 1812 in poi “estirparono” le leggi feudali – in vigore fino al 1806. Per proiettare San Severino e le altre aree urbane del comprensorio verso la modernità. Almeno nelle intenzioni. Sono di questi periodi l’editto di Saint Cloud (per i cimiteri, da allocare fuori dalle mura cittadine) e soprattutto le confische di beni, mobili o immobili, appartenute un tempo ai conventi e alle strutture ecclesiastiche. Torniamo a noi e a S. Anna. Un culto antichissimo, quello verso la nonna di Gesù. Mutuato da figure femminili ancestrali: Demetra, Cerere, Proserpina e idoli anche venerati in procedenza. Cosa dire in più, rispetto almeno a quanto già espresso in precedenza – tramite gli articoli di stampa della sottoscritta? Ormai abbiamo sviscerato che “S. Anna è la patrona dei muschilli”, dei moscerini – che ronzano attorno ai lampioni, nelle afose sere di fine luglio ed inizio agosto. Sappiamo che sulle tavole sanseverinesi abbonda l’anguria o cocomero – mentre o melone “di pane” è conosciuto come mellone o popone. In inglese, il cocomero è detto: “water melon”, “melone d’acqua”. Infine, abbiamo riscontrato come la tradizione del pollo scucchiato (o scoppiettato) nasca dall’attitudine di preparare – alla fine di luglio – i capponi per Natale. Evirandoli. Per poi cuocere quelli “venuti male” nello strutto o sugna. La “nzogna”. Al di là di queste – ed altre – tradizioni urbane (come quella delle urine dietro la porta, per la fecondazione grazie all’intercessione di S. Anna) proponiamo invece di limitarci a snocciolare il programma della festa. Secondo un apposito comunicato stampa – che riassume sinteticamente gli highlights delle celebrazioni – sappiamo che tutto è partito venerdì 17, allorquando c’è stata l’intronizzazione della statua della santa. Location la parrocchia dei santi Fortunato e Magno in S. Anna – di Pandola. Da qui parte l’insieme delle manifestazioni, sia religiose che civili. Si ringraziano il comitato festeggiamenti in onore di S. Anna e i referenti della chiesa, guidati da don Giuseppe Laterza. Sempre il 17 luglio, contestualmente all’intronizzazione, è cominciata pure la novena a questa taumaturga. E veniamo, adesso, ad altri appuntamenti del cartellone approntato per l’occasione. Per il programma religioso, ricordiamo: in data domenica 19 luglio, alle 18, l’accoglienza dei pellegrini da Benevento. Dopo il Santo Rosario delle 18.30, la Messa delle 19 sarà celebrata da don Domenico Parlavecchia. Saranno unte con l’olio benedetto le donne che hanno partorito recentemente.Venendo a domenica 26, ricorrenza dei genitori della Madonna, già dal primo mattino sarà diffuso nell’aria il tradizionale e sentitissimo inno – accompagnato dal suono festoso delle campane a distesa. La chiesa verrà aperta già alle 3.40. Dalle 4, ogni ora, sarà celebrata una Messa: alle 5, ecco l’accoglienza ai pellegrini che vengono da Piazza di Pandola e, poi, la liturgia. Alle 8, ancora, si officerà la Messa per la congrega di S. Maria della Libera (della cintola o della bilancia o Libra). Un organismo molto importante, per i residenti di Pandola e non solo. Alle 9 è prevista una funzione con la benedizione dei nonni. Stringendo al massimo, dato il ricchissimo programma previsto nel 2026 - articolato e interessante, come sempre - citiamo solo le sacre funzioni delle 19, ad opera del parroco don Giuseppe Laterza (a cui seguirà la benedizione delle partorienti e dei bambini) e delle 20.30. Quando celebrerà padre Salvatore Manzo, dei frati minori di S. Antonio. Saranno presenti le madri che hanno un figlio in Cielo. Servizio musicale ad opera della bella realtà di Pandola: la corale polifonica “Angelicus” – un ensemble di non professionisti molto validi. Diretti dal maestro Aniello Napoli. La consueta, “classica” processione con il simulacro della santa si vivrà domenica 2 agosto. Dopo il Vespro solenne delle 19.30, tutto sarà pronto – per le 20 – per il corteo in onore di S. Anna. Che toccherà sia Pandola che parte di Acigliano, la frazione “rivale” – stando a quanto si affermava nel passato ancestrale di San Severino. Materia per etnografi ed antropologi, anche se adesso tale, cosiddetta “inimicizia” pare definitivamente (e fortunatamente!) superata. In nome della cooperazione, della collaborazione. Secondo le tradizioni popolari, fu proprio l’antipatia tra gli abitanti di Pandola (detti “cipollari” o “cepàri” – ovvero “coltivatori di cipolle”) e i residenti di Acigliano a far sedimentare il Ciuccio di Fuoco. Altro retaggio apotropaico e scaramantico, fulcro della civiltà storica di Mercato San Severino e dell’hinterland. Del quale chi scrive ha sempre parlato. Ma ci sarà un’ulteriore occasione, tra il 15 e il 16 agosto. Sempre per quest’anno. E veniamo – adesso – alla descrizione del programma laico o civile. Sempre sintetizzando, il primo di agosto – al parcheggio “S. Pio” – dalle 20 ecco spettacoli di magia per bambini, esibizioni di scuole di danza, musica folk e/o popolare. Con “A paranza ro tramuntan”. Alle 9 di domenica 2 agosto, invece, ci sarà il gran concerto bandistico - a cura di “Città di Castel S. Giorgio”. In serata, al termine del corteo succitato, è previsto lo spettacolo pirotecnico di “Artificiosa, di fratelli Di Candia”. Lunedì 3 agosto, infine, in via delle Puglie chiusura col botto: sarà possibile assistere allo show comico dei “Villa perbene” e allo spettacolo musicale di “Jhosef Zampella”. Inoltre, meritano una doverosa menzione i “Giochi pandolesi” – organizzati, ormai da anni, da una delle associazioni attive nella località: “Il castello”. Si tratta dei giochi… “pubblici” di “una volta”. Riproposti per le stradine di questa popolosa frazione, attenta al recupero dei beni del passato; delle vestigia sanseverinesi. Sia materiali che “immateriali”. Proprio come la “cultura” dei giochi in piazza della società rurale. Le gare, di livello familiare – adatte a curiosi di ogni età, sono in auge dal 27 al 31 luglio. Si va dalla pedalata ecologica alle 20 di lunedì 27 al torneo di carte e di calciobalilla del 31. Passando per il contest con spugna e secchio; il tiro alla fune a squadre; lo schiuma party per terminare in bellezza. Quest’ultimo, dalle 17 di venerdì 31. Sempre per quanto concerne la devozione a Sant’Anna, da alcune edizioni viene riproposta – stavolta sabato 25, in serata – la “Yellow & green dinner”: la “Cena in giallo e verde”. Trattasi di una variante della “Cena in bianco” – mutuata da un convivio “non convenzionale” sorto in Francia. Il dressing-code, ossia l’abbigliamento, ma anche l’abbellimento con tovaglie e stoviglie, vuole che si indossino (e/o si apparecchino le tavolate) indumenti dal colore giallo e verde. Proprio in omaggio alla santa. Sono attività peculiari, che cementano e solidificano amicizie, occasioni di aggregazione/socializzazione. Che rendono più autentica e viva, insomma, l’idea di comunità. È proprio per rafforzare o suffragare il concetto di collettività – coesa ed unita, solidale e “aperta” – che le idee dei vari sodalizi pandolesi convergono nelle svariate kermesse che orbitano attorno al 26 luglio. Almeno è ciò che spera e si augura don Laterza: “La festa di S. Anna – scrive in una nota – non è soltanto un evento religioso o popolare. Ma un’occasione per ritrovare le nostre radici, custodire la memoria e riscoprire la comunità come casa condivisa. S. Anna ci ricorda che nessuno nasce da solo, nessuno cresce da solo e nessuno si salva da solo”. Ricordiamo che a S. Anna si affidano fedeli di tutta la Valle Irno – ma non solo. Antichissimo culto anche a Pellezzano.

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della
Dott.ssa Anna Maria Noia.

