13 giugno 2026 Festa e programma di S. Antonio, al capoluogo, e oltre

13 giugno 2026 Festa e programma di S. Antonio, al capoluogo, e oltre

SanAntonio 3

Tra maggio e giugno, a Mercato San Severino, pullulano le occasioni per rimembrare i santi “locali”: dopo il 25 marzo, festa di Maria dell’Annunciazione (nove mesi a Natale!); il venerdì delle Palme per l’Addolorata (nella frazione Spiano) e il 5 aprile – giornata in cui si ricorda S. Vincenzo Ferreri – a maggio si venerano S. Pasquale Baylon (il 17) e S. Rita. Quest’ultima, detta “la santa delle cose impossibili”, ricorre il giorno 22. In giugno – invece – ecco S. Antonio di Padova (il 13) e S. Luigi Gonzaga. È ovvio affermare che, in ognuna delle ventidue frazioni di San Severino, si onora/onorano uno o più di tali taumaturghi: l’Annunciazione è “prerogativa” (diciamo così) della frazione Costa.

Dove insiste l’omonima parrocchia. La Vergine dei Dolori è patrona di Spiano. Qui, nel tempo pasquale, è riverita con grandi onori – nell’ambito del cosiddetto “Fistone” (o grande festa). Per S. Vincenzo, invece, grandi iniziative – stilate nel calendario religioso e in quello civile, al capoluogo – avvengono in agosto. Da poco si sono spenti gli echi delle celebrazioni per S. Pasquale – protettore delle donne (particolarmente le puerpere e le partorienti), delle opere e dei congressi eucaristici; della parrocchia di S. Vincenzo nell’omonima frazione. Qui ci si rifà al culto di S. Vincenzo martire, di Saragozza: il suo nome è a gennaio, protegge i vignaioli. Anche S. Pasquale vede una fede molto rigogliosa – non soltanto a S. Vincenzo! Si crede sia l’inventore dello zabaione: dalla pronuncia di “San Baylon”. Altre fonti, invece, rivelano che lo zabaglione potrebbe essere stato ideato da Giovanni “Zuan” Baglioni, un avventuriero. E – dopo il santo del 17 maggio – nella chiesetta di S. Maria delle Grazie in San Severino (popolarmente detta “parrocchiella”) ci si affida alla potente intercessione di S. Rita; immortalata nel simulacro (gruppo di statue) che qui è allocato. E maggio termina. Giugno – dicevamo – racchiude, in sé, la devozione collettiva attorno ai due principali “protettori” che sono in calendario per tal mese: Antonio e Luigi. Uno il 13, l’altro il 21. Antonio è a capo della parrocchia e convento omonimi – in piazza Dante, al capoluogo. Luigi è festeggiato nella frazione Costa, in unione alla venerazione per l’Annunziata. Veniamo, quindi, a noi: il 13 giugno di questo 2026 – nel quale ricorre l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, di cui Antonio era assai fedele – le celebrazioni in vista del 13 giugno sono già, parzialmente, iniziate. Domenica 31 maggio scorso, ecco iniziata la tredicina di invocazione a questo santo. Presente, nella chiesa già citata, con due statue. Una è denominata il “fantoccio”. Il 31 maggio c’è stata anche l’intronizzazione del simulacro – con relativa Messa. Dopo la processione del Corpus Domini di domenica 7 giugno, si è in attesa del prossimo 12 giugno: questo venerdì vedrà le celebrazioni liturgiche delle 8 (Messa per i benefattori, vivi o defunti) e delle 19. In tale occasione, sarà commemorato il Transito di S. Antonio. Alle 21, per il popolo e i fedeli, ci saranno show dei “Via Toledo band” (spettacolo musicale) e del comico Simone Schettino, volto noto in tv. Per aver preso parte a noti programmi televisivi, cabarettistici e teatrali. Eccoci a sabato 13, solennità di questo che è uno dei taumaturghi più invocati e apprezzati – nel mondo intero, quasi quanto padre Pio! In molti, a Mercato San Severino; in Campania; in Italia; all’estero, si chiamano così. Nelle versioni femminile e contratta, persino. Cosa c’è da dire, di questo “servo di Dio”, riferimento per potersi sposare; per trovare cose perdute; per farsi proteggere? Innanzitutto, il suo vero nome non era/è Antonio – bensì Fer(di)nando: (ap)portatore di pace; egli volle chiamarsi come S. Antonio abate, ricorrente il 17 gennaio. Poi, non è nato a Padova, ma ci è arrivato – volendo conoscere la dottrina iniziale di S. Francesco. Era di Lisbona, in Portogallo. Qui, in via Belen (o Betlemme, “casa del pane”), c’è una statua a lui dedicata. È rappresentato, iconograficamente, con il giglio. Lo stesso fiore con cui è rappresentato, iconologicamente, anche S. Luigi. A significare la purezza e/o la saggezza. È un fiore che sbuca proprio in estate – di questi tempi. Francescano, Antonio peregrinò per tutta Europa, soprattutto in Francia e poi in Italia. Divenne predicatore, rivelando autorevolezza e rigore cristiano. Si dice che la sua lingua (reliquia) sia stata ritrovata intatta nella sua bara. Testimoniando la proclamazione verace del Vangelo. Il suo culto – si dice – è uno dei più diffusi del Cristianesimo. Dopo la sua morte, fu canonizzato in tempi “record” (anche per quell’epoca!): in meno di un anno! Sicuramente, la sua esistenza avventurosa e travagliata – ricca di peripezie – fu presa a modello per la cristianità più autentica; non ci sono altre spiegazioni! Tornando al programma delle manifestazioni, per questo 2026, si ricordino i seguenti appuntamenti: sabato 13, alle 10, la Messa solenne in piazza. Dopo le funzioni delle 7, delle 8, delle 9 e delle 11.30 (in seguito). Ad officiare – alle 10 – sarà il cardinale Mario Grech (segretario generale del Sinodo dei Vescovi). Alle 18.30, vi sarà una celebrazione per chi porta il nome di Antonio. Alle 20, un’ulteriore Messa – stavolta dedicata ai portatori! Per tutto il giorno, è attiva la distribuzione del panino benedetto di S. Antonio. Ricordiamo che proprio la figura pura di Antonio di Padova ha ispirato le azioni della Caritas interparrocchiale, che da anni – ormai – apre le sue porte, le sue braccia, per accogliere persone bisognose di un pacco alimentare e (soprattutto) di un ascolto sincero. Di calore umano. Di comprensione. Cose che mancano, nella frenesia della società odierna. Il tutto terminerà domenica 14, con le altre funzioni religiose e l’esibizione del Gran Complesso Bandistico “Città di Salerno”. Alle 19, la santa processione – con le statue di Antonio e di San Francesco. Non mancheranno altri momenti di animazione, a coinvolgere adulti e ragazzi che orbitano attorno alla densa vita parrocchiale. In particolare, ricordiamo la mostra di beneficenza dal nome “Unite da un filo d’amore”, relativa ai preziosi lavori di ricamo, realizzati dalle donne del Cenacolo Francescano. L’esposizione, disposta nella sala “San Francesco”, sarà visitabile dal 31 maggio al 15 giugno. Si tratta di lenzuola, asciugamani, teli per bambini, centrotavola e biancheria varia. Disponibili anche lavori su prenotazione. Tutto, a favore delle cosiddette “arti minori” o “femminili”. Come in passato. Questo è tutto, per S. Antonio. In un prossimo articolo e/o servizio giornalistico, parleremo – alfine – di S. Luigi in Costa di Mercato San Severino.

AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.