Alfonso Romano - Il postino in bicicletta che ricostruì una chiesa e unì una città

Alfonso Romano - Il postino in bicicletta che ricostruì una chiesa e unì una città

Alfonso RomanoRicordare Alfonso Romano significa riportare alla memoria una figura autentica della nostra comunità, uno di quei personaggi che, con discrezione e costanza, hanno contribuito a costruire il tessuto civile e religioso di Mercato San Severino. Nato il 2 gennaio 1939 da Raffaele Romano, originario di Spiano, e da Maria D’Arienzo, proveniente da Misciano di Montoro, crebbe in una famiglia profondamente legata alla Chiesa, che gli trasmise fin da piccolo i valori della fede e del servizio. Aveva tre fratelli: Maria Rosaria, casalinga; mons. Vincenzo Romano, già vicario generale della diocesi di Salerno; e Gerardo, professore.

Un ruolo importante nella sua formazione lo ebbe anche lo zio Carmine Romano, componente del consiglio direttivo dell’Arciconfraternita della Madonna del Santissimo Rosario presso la chiesa di San Giovanni in Parco, insieme al padre Raffaele in qualità di assistente del sodalizio.

Assunto da giovane presso Poste Italiane, Alfonso si distinse subito per correttezza, disponibilità e senso del dovere. Molti cittadini lo ricordano ancora mentre percorreva le strade e le frazioni della nostra Mercato San Severino, con la sua inseparabile bicicletta, pedalando con passo costante tra una consegna e l’altra. Era una presenza familiare: il postino che arrivava sempre puntuale, che salutava tutti, che conosceva per nome intere generazioni. Una figura quasi cinematografica, capace di portare non solo la posta, ma anche un sorriso, una parola buona, un frammento di umanità quotidiana.

Accanto al lavoro, Alfonso coltivò un legame profondo con la sua amata chiesa di San Giovanni in Parco. La sua presenza nella vita ecclesiale fu costante e appassionata. Nel 1980 venne eletto priore della congrega della Madonna del Rosario, incarico che mantenne fino al 1999. Per oltre trent’anni collaborò all’organizzazione della festa di San Vincenzo, contribuendo alla continuità di una tradizione che ancora oggi rappresenta un punto fermo della nostra identità comunitaria.

Il momento più significativo del suo impegno fu quello successivo al terremoto del 1980, quando la chiesa di San Giovanni riportò gravi danni. Alfonso non si arrese alla devastazione, anzi si fece promotore di un percorso di recupero complesso e necessario. Con un lavoro instancabile, seguito passo dopo passo, monitorò ogni fase del restauro.

Il 3 giugno 1993, dopo anni di impegno, la chiesa poté finalmente riaprire al culto, grazie ai contributi provenienti dal Provveditorato alle Opere Pubbliche, dalla Regione Campania, dalla Provincia di Salerno, dal popolo sanseverinese e dall’Arciconfraternita. Un risultato che porta in modo indelebile la sua firma e che testimonia quanto la sua presenza sia stata determinante per la salvaguardia di un luogo simbolo della nostra storia.

L’ex sindaco di San Severino, Antonio Figliamondi, durante la cerimonia di riapertura della chiesa, ricordò pubblicamente l’impegno instancabile di Alfonso Romano, citando queste parole rimaste nella memoria di molti: «Ho visto diverse volte Alfonso Romano raccogliere massi e pietre, che riteneva utili per i lavori di ristrutturazione della chiesa». Un’immagine semplice, quasi quotidiana, ma capace di raccontare meglio di qualsiasi discorso la dedizione, la cura e l’amore con cui Alfonso seguì ogni fase del restauro.

Per il suo impegno civile e religioso, Alfonso Romano ricevette l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Morì il 17 settembre 2006, all’età di 67 anni. Riposa nel cimitero di Mercato San Severino, località Costa.

Ricordarlo oggi significa rendere omaggio a un uomo probo, onesto, generoso, che ha dedicato la sua vita alla comunità e alla Chiesa. Una figura che incarna valori autentici, radicati nella tradizione e nella fede. Un esempio di operosità silenziosa, di amore per il proprio territorio, di rispetto per le verità ecclesiali. Viva San Vincenzo e viva persone come Alfonso Romano, che con il loro impegno hanno lasciato un segno indelebile nella storia delle nostre zone.

AnnaMariaNoiaRiceviamo e pubblichiamo volentieri un intervento della
Dott.ssa Anna Maria Noia.

 

Nelle foto: Chiesa di San Giovanni in Parco - Mercato San Severino.
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