Visita Pastorale Sinodale di Mons. Andrea Bellandi alla Parrocchia di Sant’Antonio

Visita Pastorale Sinodale di Mons. Andrea Bellandi alla Parrocchia di Sant’Antonio

biofattoriaLa sera del 29 gennaio resterà impressa nella memoria della comunità di Sant’Antonio come una pagina di grazia e di comunione. L’arrivo del nostro Arcivescovo, S. E. Rev. Mons. Andrea Bellandi, per la Visita Pastorale Sinodale, ha portato nella chiesa un clima di attesa viva, quasi palpabile, come quando si accoglie un amico che torna a casa dopo un lungo viaggio. Il Vescovo è stato accolto dal Parroco, dai sacerdoti, dai diaconi e dai ministranti, mentre l’assemblea, raccolta nella penombra del tempio, ha ascoltato le parole che aprono ogni incontro autentico: «Accogliamo con gioia colui che viene nel nome del Signore».


Un gesto semplice ma denso di significato ha segnato l’ingresso: il bacio del Crocifisso, attraverso il quale il Pastore ha ricordato a tutti che la forza della Chiesa nasce sempre dalla Croce, dalla fedeltà di Cristo che non abbandona mai il suo popolo. Subito dopo, il rito dell’aspersione con l’acqua benedetta ha riportato ciascuno alla freschezza del proprio Battesimo. L’Arcivescovo, passando tra i fedeli, ha compiuto un gesto che è insieme memoria e promessa: memoria dell’amore ricevuto, promessa di una vita nuova che continua a germogliare.

La celebrazione dei Vespri si è aperta con il suggestivo Lucernario: la chiesa, ancora immersa nel silenzio, si è illuminata progressivamente mentre venivano accese le candele sull’altare. Un simbolo potente, quasi un piccolo annuncio pasquale nel cuore dell’inverno: Cristo, luce che non tramonta, entra nelle nostre oscurità e le trasforma. I salmi della liturgia hanno guidato la preghiera della comunità come un dialogo antico e sempre attuale. Le parole del Salmo 131 – «Alle porte della tua casa, o Dio, i tuoi fedeli cantino di gioia» – sembravano risuonare in perfetta sintonia con il clima della serata: una comunità che si sente casa di Dio, scelta e amata, come Sion nelle promesse fatte a Davide. Il cantico dell’Apocalisse, con il suo annuncio di vittoria e di speranza, ha ricordato che la storia è nelle mani di Dio, e che ogni visita pastorale è un segno concreto di questa presenza che guida, sostiene e rinnova.

La lettura del Vangelo di Zaccheo ha offerto un’immagine luminosa del senso profondo della visita del Vescovo: come Gesù che alza lo sguardo verso l’uomo sul sicomoro, anche il Pastore diocesano entra nella vita della comunità per incontrarla, ascoltarla, chiamarla per nome. Zaccheo scende in fretta, pieno di gioia: è la stessa gioia che si percepiva negli sguardi dei fedeli, consapevoli che ogni visita pastorale è un “oggi” in cui la salvezza entra nella casa della Chiesa. Il Magnificat, cantato con intensità, ha raccolto in un unico respiro la gratitudine di tutti. Le parole di Maria – «Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente» – sono diventate la voce della comunità, che riconosce nella presenza del Vescovo un dono e un invito a crescere nella fede, nella comunione e nella missione.

La celebrazione si è conclusa con la Preghiera della Visita Pastorale, un testo ricco e profondo che ha chiesto al Signore di rinnovare la speranza, di rafforzare la fede e di rendere la nostra comunità sempre più viva, accogliente e sinodale. Maria Santissima e i nostri Santi Patroni – Matteo, Antonino e Donato – sono stati invocati come compagni di cammino, perché ogni passo della Chiesa sia guidato dalla loro intercessione.

Dopo la benedizione finale, Mons. Bellandi ha voluto incontrare gli operatori Caritas, cuore silenzioso e generoso della parrocchia. È stato un momento di grande intensità umana: il Vescovo ha ascoltato le loro esperienze, le fatiche e le gioie del servizio quotidiano, e li ha ringraziati per la loro dedizione. Ha ricordato che la Caritas non è solo un’opera, ma uno stile di vita evangelico: è la Chiesa che si fa prossima, che si china sulle fragilità, che riconosce in ogni volto il volto di Cristo. Le sue parole hanno restituito forza e consolazione a chi, spesso nel nascondimento, porta avanti un servizio che è il primo annuncio del Vangelo: quello della carità concreta.

La serata si è così conclusa in un clima di comunione profonda, con la consapevolezza che la Visita Pastorale non è un evento isolato, ma un seme che continuerà a portare frutto nella vita della comunità.