Gran fermento e molti applausi, giovedì 1° ottobre scorso, per l’insediamento del nuovo parroco della realtà di S. Maria delle Grazie in S. Giovanni in Parco. Nel cuore (pulsante) di Mercato San Severino. Don Aniello Del Regno, proveniente da Lancusi di Fisciano (Salerno), si è avvicendato all’altrettanto amato don Peppino Iannone. Che ha “lasciato” – se così ci è concesso di dire – la reggenza della chiesa sanseverinese, per sopraggiunti limiti di età. Un festoso corteo di fedeli, sia sanseverinesi che giunti da tutta la Valle Irno – a tributare “onori” al caro neo-pastore di S. Giovanni, molto stimato tra il Fiscianese, Montoro, Castel San Giorgio ed altrove – ha accolto don Aniello dinanzi alla chiesetta di S. Maria delle Grazie.
Comunemente conosciuta quale “Parrocchiella”. Per poi recarsi – pochissimi metri più in là – a S. Giovanni. Presenti – in questa struttura più vasta – il primo cittadino Antonio Somma e la sua vice Enza Cavaliere (per accogliere don Del Regno), alcuni rappresentanti istituzionali di Fisciano (come la vicesindaca Maria Grazia Farina), Siano (in prima fila, ecco il sindaco Giorgio Marchese) e di altre località. Dove il Nostro ha – evidentemente, è sotto gli occhi di tutti – lasciato il segno ed un buon esempio. Essendo il “buon pastore”, il “bel pastore”. Sotto la guida e la “approvazione” del carismatico arcivescovo Andrea Bellandi (per la diocesi di Salerno-Campagna-Acerno), tale momento di festa ha visto la concelebrazione di moltissimi sacerdoti dell’area irnina. Tra costoro, ricordiamo: don Giovanni Mascia, don Gerardo Lepre e padre Salvatore Manzo – quest’ultimo proveniente dalla fraternità di S. Antonio, convento/parrocchia sanseverinese. La chiesa era gremita, pertanto il vescovo ha espresso il suo gradimento perché “E’ bello avervi qui così numerosi!” – ecco le sue testuali parole. Rivolte sia al “pubblico” dei fedeli che ai numerosi concelebranti. Attorniati da autorità religiose, civili e militari. Tra cui una rappresentanza di carabinieri, afferenti alla locale stazione e/o compagnia, nonché i vigili urbani. Uniti tutti da emozione e commozione, nel ricordo di S. Teresina del Bambin Gesù – al secolo: Teresa di Lisieux. Ricordata sia dal presule che in altre occasioni della funzione. Opportunamente letto il decreto di nomina a parroco della realtà sanseverinese, si è entrati nel vivo dell’evento. Tutto nella cornice dell’edificio di culto, dove il coro “Armonia 2000” ed altri “cantori” (non professionisti, ma animati da vivo fervore) di ogni età e stato sociale, hanno sottolineato con l’impegno profuso nel cantare l’affetto e la devozione del nuovo “pastore”. La domenica precedente, il 27 settembre, la corale è intervenuta per salutare il parroco “uscente”. Don Peppino Iannone. Dopo il passaggio di consegne, tutti i fedeli saranno “una sola famiglia” – tra parroco e collaboratori. Invocato, nel corso della liturgia del primo ottobre, lo Spirito Santo. Con un apposito canto: “Spirito santo, vieni!”. Perentorio. Tra gli altri brani, suonati dal maestro Aniello Napoli e interpretati da “Armonia 2000”, ricordiamo: “Aprite le porte a Cristo” – all’ingresso; “Ogni mia parola”; “Come tu mi vuoi” e – al termine – l’invocazione alla Madonna. In “Madre, fiducia nostra”. Tra le letture, citiamo: il libro di Giobbe, il Vangelo sugli “operai nella messe del Signore” e altre parti, solitamente declamate o proclamate nelle Messe. L’omelia e il “senso” della celebrazione sono versi poi sul tema della vocazione al sacerdozio e sulla responsabilità dei preti. Ministri di Dio, sempre e comunque, sebbene talvolta possano essere considerati “indegni”. Ma sono sempre inviati “come agnelli in mezzo ai lupi”, come i settantadue discepoli (non apostoli, solo dodici!) di cui riferiva la Parola di Dio del primo ottobre. Il vescovo Bellandi, nel suo intervento principale, ha ringraziato – tra gli altri – lo stesso don Del Regno. Considerando “non facile” il lasciare le comunità dove era radicato e ben voluto. In virtù di una realtà nuova. Per dire la verità, don Aniello ha officiato la Messa domenicale del 4 ottobre con autentico spirito fraterno, anzi: paterno! Ha portato il suo carattere solare e sorridente in mezzo ai fedeli di Mercato San Severino. Facendo breccia nei cuori, “convincendo” tutti. Per trasmettere la Fede, sia presbiteriale che laica, “nella quotidianità”. Infatti, anche le persone “non ordinate”, come invece sono tutti i preti, devono testimoniare il Regno dei Cieli. Ovviamente, ben formati dai loro pastori. In questo senso, anche, assume significato il brano “La messe è molta, ma gli operai sono pochi”. Occorre sfruttare (o far fruttare, al meglio) i talenti che abbiamo “diminuendo noi stessi, per far crescere gli altri”. Questo è emerso nel corso della cerimonia. Oltre al “valore della comunione” – nel mondo di oggi: “ostile e individualizzato”. Infine, le parole dei sacerdoti in concelebrazione si sono concluse con l’affidamento e l’abbandono nelle braccia di Dio, proprio come voleva la piccola S. Teresina del Bambin Gesù. E come citava, auspicava, il pontefice Benedetto XVI. Tra altri momenti della Messa di insediamento, un discorso tenuto dal diacono permanente Antonio Luisi. In onore di don Aniello, cui è stato tributato un “caloroso benvenuto”. Da tutta la “sua” (adesso è così!) collettività. Che assicura preghiere, affetto, collaborazione. E lui ricambierà tramite la sua guida, sicuramente “autorevole e paterna”. Poi è intervenuto il sindaco Somma, che ha parlato di “doppia festa” e “doppio saluto”: a don Iannone, in “partenza”, e a don Del Regno, appena giunto a San Severino. Somma ha parlato di una “chiacchierata informale” con don Nello. Nella quale, ha espresso il primo cittadino, è emersa “l’umiltà” di don Del Regno. Il sindaco ha affidato al neo-pastore tutta Mercato San Severino, particolarmente i “cittadini più fragili”. Non poteva, in conclusione, mancare il discorso “pastorale” (ma… non troppo! – nel senso che non era “dottrinale”) del sacerdote di Lancusi: ha ringraziato, il Nostro, i fedeli che lo stavano accogliendo. “Non è facile ritagliarsi del tempo per qualcuno – ha dichiarato – facendo intendere che tutti gli avventori della chiesa di S. Giovanni dovranno essere “più comunità”, “più famiglia” ancora. Dopo aver rivolto un ringraziamento ai genitori, che gli hanno permesso di entrare in seminario – per la cronaca: papà Domenico e mamma Michelina – ha espresso gratitudine anche ai preti presenti e ai defunti, che lo hanno accompagnato lungo il cammino; il percorso di ministro del Signore. Soprattutto, parole di elogio sono state elevate nei confronti di don Giuseppe Iannone. Accompagnandole con parole semplici, ma cariche di affetto, sulla “incompiutezza” dell’esperienza umana, anche per i sacerdoti. In chiosa, ha citato una bella frase di Franco Battiato – artista musicale, scomparso alcuni anni fa. Al termine, tutti fuori dell’atrio della chiesa. Per un opportuno, doveroso, gustoso taglio della torta. In un tripudio di sentimenti puri, ovazioni e genuina fede dei parrocchiani – così affettuosi. Che Dio benedica il cammino di don Del Regno a San Severino!
![]() | Riceviamo e pubblichiamo volentieri un intervento della Dott.ssa Anna Maria Noia. |


