Sarà la sua amata Costa – frazione di Mercato San Severino – a tributare l’ultimo saluto per Alfonso Ferraioli. La sua stella si è spenta, ma solo qui sulla Terra: continuerà a brillare nel firmamento! Nei ricordi vividi di chi ha conosciuto un “uomo” vero, altruista e generoso, paladino di tante battaglie ed impegni “sociali”. Nelle commemorazioni di chi l’ha conosciuto. Oggi, giovedì 10 settembre 2026, è grande il rimpianto verso l’amico e il confidente – più che per la “semplice” (ma non è così) persona. Alfonso nasce al Cielo all’età di 71 anni, pochi anni fa una bella e opportuna festa a sorpresa – in occasione del suo settantesimo compleanno in questo mondo.
Una vita all’insegna della sofferenze – la sua. Ma anche, energicamente, proiettato alla socialità. Senza dimenticare gli affetti più cari: la moglie Rosaria (Sellitto); i fratelli Liliana e Mario e i tantissimi amici ed estimatori. Con cui è stato prodigo di affetto sincero, di tanta sana ironia – in ogni situazione della sua esistenza, buona o brutta che fosse. Sì, perché Alfonso - famiglia proveniente da S. Egidio del Monte Albino (Salerno) – era coraggioso e minimizzava le patologie (anche molto gravi – soprattutto negli ultimi tempi) dalle quali era afflitto. Dializzato, poi trapiantato al rene (due volte, la prima con rigetto), varie cisti tumorali diagnosticate, egli ha fatto della vita un modo per dare conforto agli altri. Propugnando lotte sul versante della legalità, prima, poi sul tema della donazione organi. Argomento dal quale era direttamente “toccato”. I funerali si terranno l’11 settembre, alle 16, presso la chiesa dell’Annunziata a Costa – questo per la cronaca. Ma cosa si può dire, riguardo alla persona che era? Davvero era un “grande”, un “uomo” umile e modesto – però assai carismatico e caparbio. Capace di creare diverse occasioni di spettacolo o di riflessione. Partito con l’ensemble teatrale amatoriale “La magnifica gente do Sud” – di cui era direttore artistico – negli anni ha organizzato (con essa compagnia) happening come il prestigioso “Premio Roberto I Sanseverino”; importante vetrina per personaggi rigorosamente meridionali – che hanno dato lustro a Mercato San Severino. Per meriti squisitamente culturali. Tale riconoscimento è stato da lui istituito nel 2000. E poi, nel corso dei suoi 70 anni (e poco più), ancora, il suo incanalarsi nel solco del discorso sulla legalità. Incontrando le scuole del territorio, invitando famosi artefici della giustizia e (particolarmente) della lotta alle mafie. Invitando personaggi integri e retti, ad esempio il giudice anticriminalità Giuseppe Ayala o – tra i tanti, innumerevoli altri - il fratello del sindaco pescatore Angelo Vassallo. E così via. Infine, un impegno più “intimo” - considerando le tematiche cogenti e attualissime della donazione degli organi. Ringraziando un angelo in terra, che circa tre lustri fa gli ha ridonato la vita e gli ha consentito di realizzare i progetti de “Il dono”, titolo di una tra le molteplici sue pubblicazioni, denominazione poi assurta anche a concorso di poesie e racconti. Proprio sabato 26 settembre – tra poco più di due settimane – si sarebbe dovuta tenere la cerimonia di premiazione di tale singolare contest. Ideato con fantasia ed estro creativo, nonché tantissima responsabilità, proprio dal Nostro. E, ormai, giunto alla sesta edizione. Adesso, fanno sapere dal concorso, la serata di premiazione – che si sarebbe svolta al Comune – è stata rimandata a data da destinarsi. Una kermesse che ha sempre riscosso successo e apprezzamento, con la partecipazione di artisti e/o narratori di ogni zona d’Italia (ma non solo!) veramente sensibili a questa campagna di promozione del donare gratuitamente una parte di sé. Tutto voluto, fortissimamente, da Ferraioli e i tanti suoi amici collaboratori – in “scena” o dietro le quinte, per non “apparire”. Proprio come lui voleva, nella sua semplicità. Stiamo parlando, ad esempio, di Marianna De Pascale, Renata Rodio, Pasquale Margherita, Alfonso Brunone – anch’egli con una meravigliosa storia “personale” di dialisi e, poi, di trapianto. E di tantissimi altri, come Luigi Giordano; Saverio Rossi; Rosanna Salvati e tanti altri ancora. Non li ricordiamo tutti, purtroppo, ma il lavoro da essi svolto in questo periodo è stato costante, encomiabile, evidente e ricco di sacrifici. Non contento di ciò, ancora, Ferraioli ha donato nuovo slancio alla pro loco di Mercato San Severino. Sorta già da molto tempo, con lui tale associazione ha ripreso quota e riattinto linfa vitale, caratterizzandosi per l’impegno e le svariate iniziative svoltesi sotto la direzione di Ferraioli. Pochi mesi fa, la pro loco è “passata” alla guida di Francesco Cotini. Con Alfonso, tante attività hanno visto la nascita (nonché il prosieguo) sul territorio: a dispetto delle patologie di cui soffriva, egli è stato un vulcano di idee; un fiume in piena di spunti poi realizzati e concretizzati. Mancherà molto a tutti coloro – e sono stati o sono innumerevoli – che gli hanno voluto bene. Di particolare rilievo la collaborazione e la cooperazione con il vicesindaco di San Severino, Enza Cavaliere. Tristissima per la ferale notizia. Con lei, col supporto delle istituzioni, si era creato un clima di complicità e confidenza. Lei e altri follower – come Enzo Silvestri, amico anch’egli trapiantato – hanno lasciato su molti siti Facebook un pensiero o un ricordo, nel rimpianto di una persona davvero eccezionale. E non è un’esagerazione. Davvero Alfonso era così, altruista e poco spaventato dalla morte. Dava coraggio a tutti. Non meritava, certamente, questo calvario – seppure la sofferenza lo abbia caratterizzato come persona. Soprattutto non meritava, alla fine della sua vita – ossia verso metà agosto scorso – di essere stato lasciato per giorni presso un pronto soccorso di un noto presidio ospedaliero. In stato di incoscienza. Dopo il ricovero (doveroso e opportuno, sebbene in ritardo) nel reparto di Medicina, le sue condizioni si sono presto aggravate. Non per il rene ricevuto, né per problemi cardiaci pregressi. Pare, il condizionale – comunque – è d’obbligo, per una sepsi e per le complicazioni dovute alle cisti che si formavano e riformavano negli ultimi mesi. Molti amici hanno fatto la staffetta per poterlo visitare, con forte emozione. Comunque, ultimamente, il Nostro mostrava – pur essendo ancora entusiasta della vita e positivo, carico come sempre – segni di stanchezza per l’evolversi delle sue condizioni. Sono del 16 e del 21 agosto 2026, infatti, due post sul suo profilo social: il primo non lascia dubbi. Si legge tutto il rammarico del Nostro, per aver ancora tanto da dire – particolarmente alle nuove generazioni. Ma sapendo – forse presagio mortale e angoscioso – di non avere più tempo per tutti questi progetti. Il post parla del nuovo suo libro. “In viaggio tra le stelle”. Dopo altri, come il già citato “Il dono” e un’apposita Via Crucis – sempre ad opera del defunto. “In viaggio tra le stelle”, nelle intenzioni di Ferraioli, doveva diventare un bel recital. Come lui desiderava. Sempre sul più diffuso social on line del pianeta, in data 21 agosto, Ferraioli scriveva – invece: “A chi consegnerò i miei sogni?”. Adesso lo sappiamo, abbiamo una risposta – opportuna – all’interrogativo: caro Alfonso, i tuoi sogni sono anche e, adesso, soprattutto nostri! Abbiamo il dovere di divulgarli ai più giovani. Quelli che, come mio padre Gino (operatore culturale), tu amavi tanto. La scomparsa di Ferraioli – definito “l’uomo che ha trasformato un trapianto in missione”, da “Il faro notizie” (Basilicata) – ha reso tutti noi più tristi; orfani della sua confortante e discreta presenza. Possiamo affermare che se ne è andato in punta di piedi, non come su un palcoscenico, ma sulle scene della Vita. Quelle vere. Commenti e pensieri di condoglianze stanno continuando a giungere su Internet. Tra questi, l’addio di don Raffaele De Cristofaro – già parroco di Costa – e dei referenti de “Il dono”. È stato scritto, tra l’altro: “Dopo anni spesi a portare il verbo della Donazione, il Signore ha deciso che il suo Angelo sulla Terra ritornasse sulla sua stella”. Ora le parole non servono più, conta soltanto il Bene che egli ha praticato nella società. E siamo certe che il Signore, dopo tanto patire, gli abbia già spalancato le porte del suo Paradiso. Buon viaggio, “tra le stelle”, carissimo!

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della
Dott.ssa Anna Maria Noia.

