Cappella San Giuseppe
Al centro dell'antico villaggio di Corticelle, incassata tra le abitazioni private c'è ancora oggi una piccola cappella dedicata a S. Giuseppe.
Essa fu costruita nel corso del secolo passato ed è di proprietà delle famiglie Amoroso e Greco. Riportiamo l'Atto testamentario che ne sancisce la fondazione e l'esercizio del culto:
"Regnando Ferdinando II, per grazia di Dio Re del Regno delle Sue Sicilie e di Gerusalemme, duca di Parma Piacenza Castro e Gran Principe ereditario di Toscana: avanti di me Notar Francesco Montefusco di Nicola residente con studio nel villaggio di Ciorani, Comune di MercatoS. Severino in Principato Citra ed alla presenza dei signori d. Pasquale Moscatiello del fu d. Domenico Angelo Moscatiello, Angelo Moscatiello del fu Onofrio, possidenti domiciliati nel villaggio di Acquarola, Giuseppe Napoli del fu Luigi e Savino Ceruso del fu Vincenzo, sarti e possidenti domiciliati nel villaggio di Monticelli Soprano di detto Comune, di età maggiore ed a me tutte cognite.
Si è costituita personalmente Stella Carpentieri del fu Donato, vedova di Sebastiano Greco, possidente domiciliata nel villaggio delle Corticelle, d'età maggiore e cognita a noi Notaro e testimonii, la quale per essere inferma di corpo ma sana di mente, a sua richiesta mi sono conferito nel suo luogo d'abitazione, sito in detto villaggio delle Corticelle ove giunto, io infrascritto notaio cogl'infrascritti quattro testimoni, ed avendola ritrovata a letto nello stato sopra indicato, abbiamo inteso la sua dichiarazione di volontà di voler disporre delle sue facoltà che la legge le accorda col suo presente testamento, che viene da esse parola per parola dettato a me infrascritto Notaro.
1. Dichiaro che non ho rimasto altro nella mia eredità che un solo territorio arbustato denominato "Li Castagnoli" e volendo soddisfare la mia prima idea, vengo a disporre del suddetto mio territorio nel seguente modo: do e lascio a Salvatore Amoruso fu Giuseppe e Ciriaco Greco fu Francesco l'intero descritto territorio denominato "Li Castagnoli" che nomino miei eredi e legatari universali e particolari da dividerselo dopo la mia morte in due parti uguali e con doversi prendere detto Salvatore la porzione che attacca alla via vicinale e detto Ciriaco la porzione che confina coi beni del sig. d. Gennaro Napoli colla condizione e legge espressa debba sempre rimanere in dote e per fondo della mia cappella gentilizia, erigenda sotto il titolo di S. Giuseppe sita in detto villaggio delle Curticelle in futuro ed in perpetuo senza che dai medesimi miei eredi e legatarii si potesse permutare, alienare o censire, ma ne debbano essere semplici usufruttuarii; il il quale usufrutto voglio che sino alla somma di ducati 20 sia addetto a perpetua celebrazione di Messe per l'anima mia e per quelle dei miei antenati i ogni anno, con essere obbligati detti miei eredi e legatarii sborsare ducati 10 per ciascuno, e nel caso detto fondo offrisse più di ducati 20 di rendita annui, il dippiiù restar deve in benefizio di Salvatore e Ciriaco da farne quell'uso che pare e piace tantopiù che rimane a carico dei medesimi di pagare il contributo fondiaria e qualunque altro peso fosse imposto.
Voglio che detti miei eredi e legatarii debbano fedelmente adempiere all'obbligo della celebrazione delle Messe nella riferita mia cappella in tutti i giorni domenicali, festivi di doppio precetto da quel sacerdote che ad essi piacerà e per quell'elemosina che alla meglio maniera potranno convenire. Sempre il numero delle Messe dovrà coprire l'importo dei ducati 20.
3. Vieto espressamente l'alienazione per qualunque causa ed anche permuta o censimento di detto fondo e qualora in disprezzo si vendesse o permutasse da detti miei eredi e legatarii e loro aventi causa, istituisco da ora amministratore il Parroco pro tempore della parrocchiale chiesa di detto villaggio delle Corticelle. Più voglio che detti miei eredi debbano esibire fede giurata del sacerdote celebrante della seguita celebrazione delle Messe al parroco pro tempore di detta parrocchiale chiesa del villaggio delle Corticelle, il quale nomino esecutore della mia presente volontà che prego volersene interessare, poichè trattasi di bene spirituale. Di Vantaggio voglio che qualora detti miei eredi e successori fossero infedeli ad adempiere l'imposta celebrazione delle Messe annuali, restano decaduti dalla qualità di eredi e legatarii e quindi il parroco pro tempore di questo villaggio delle Corticelle colla qualità di semplice amministratore ed esecutore testamentario ne rimane incaricato e investito, onde possa in luogo di essi fare adempiere alla detta celebrazione di Messe eziandio nella suddetta mia cappella gentilizia e per quanto potrà dare di rendita detto territorio dedotti i pesi.
4. Ordino che nel caso a tempo della mia morte non si trovasse di tutto punto costruita la mentovata cappella gentilizia dei sacri arredi, i detti ducati 20 si investiranno per essi.
5. la suddetta testatrice ordina a farsi due chiavi per i due compatroni ed annulla ogni altro testamento fatto prima.
Registrato in Sanseverino lì 18 aprile 1856 al Reg. n. 1 vol.39, f. 88 n prog.715 cas. 5, pag 80''.
La cappella di S. Giuseppe vieni quasi sempre ricordata nelle relazioni delle Visite pastorali a Corticelle.
Nel 1847 è scritto chiaramento che essa è di proprietà degli eredi di Stella Carpentieri. Bisogna comprarvi una pianeta nera e il Messale dei Santi salernitani.
Nella Visita pastorale del 1854, effettuata dall'Arcivescovo Marino Paglia, è detto che essa è "de jure patronatus" di Ciriaco Greco fu Francesco e Pietro Amoroso fu Salvatore.
Quando fu visitata da mons. Valerio Laspro nel 1880, essa e descritta "de asserto patronatu familiarum Greco et Amoroso". Ha un unico altare, che dev'essere provvisto di nuova suppellettile (candelieri, tabelle delle orazioni segrete e pianeta nera). Le pareti devono essere ripittuate e tutta la cappella dev'essere tenuta con maggiore decenza.
Nel 1902 la cappella viene trovata in uno stato di abbandono, tanto che l'arcivescovo decide: "Rimanda interdetta fino a quando verrà riparato il tetto, siano ridipinte le pareti, si pongano i vetri alle fineste, sia riparato l'altare e ridipinta la porta"
Nel 1918 la cappella fu trovata chiusa dall'arcivescovo Gregorio Grasso in Visita pastorale a Corticelle e perciò non potè essere visitata.
Nella relazione fatta dal parroco in preparazione alla Visita pastorale di mons. Nicola Monterisi nel 1930 leggiamo:
"La cappella di S. Giuseppe, chiusa al culto fino a qualche anno fa perchè cadente, anche oggi si mantiene chiusa nonostante sia stata in certo qual modo restaurata, perchè vi manca l'altare. Se non fosse stato per ciò, l'avrei adibita per le funzioni parrocchiali, trovandosi la chiesa sotto restauro. E nonostante le mie reiterate istanze e preghiere, i patroni che sono parecchi fanno orecchi da mercante e non soddisfano per niente gli oneri annessivi".
Bibliografia: Corticelle - Autori O. Caputo - A Sorrentino - Giugno 2000

