Modena e oltre: il prezzo di un Paese che si abitua al peggio

Modena e oltre: il prezzo di un Paese che si abitua al peggio

movimentoCi sono tragedie, come quella di Modena, che lasciano un sapore amaro: vittime che non avranno mai giustizia, famiglie che resteranno sospese, e uno Stato che sembra sempre più lontano dal suo dovere. E allora la domanda nasce spontanea: quanto ancora possiamo sopportare prima di accorgerci che l’acqua bolle? C’è una vecchia storia che lo spiega bene. La storia della rana nel pentolino. Si racconta che se metti una rana in acqua fredda e poi accendi il fuoco, lei resta lì. L’acqua si scalda piano, quasi dolce, quasi piacevole. La rana si abitua, si rilassa, pensa che sia tutto normale. 

E quando finalmente capisce che sta bollendo… è troppo tardi per saltare fuori. Ecco, oggi siamo così. Un popolo che frigge lentamente, distratto da una vittoria sportiva, da un titolo in TV, da un sorriso momentaneo. Intanto l’acqua sale, le ingiustizie aumentano, e tragedie come quella di Modena passano come fossero “incidenti”, non ferite aperte. Ma la verità è semplice: non siamo rane. Siamo persone.
E possiamo ancora saltare fuori. Possiamo scegliere di non abituarci al peggio. Possiamo pretendere giustizia, dignità, responsabilità.  Possiamo ricordare che un Paese vale quanto vale la cura che ha per i suoi cittadini.E allora il mio pensiero va alle vittime, a chi non avrà risposte, a chi merita verità. E va anche a noi, che dobbiamo decidere se restare nel pentolino… o se finalmente saltare fuori.