#8 Appunti di storia sanseverinese Stampa

04092016 castello

(eravamo rimasti...)  Direzionandoci verso il borgo castellano, transitiamo in mezzo a ruderi abitativi dei quali non restano che poche tracce perimetrali. Gli edifizi furono costruiti in prevalenza nella parte ostro della collina, così da essere esposti il più possibile alla luce solare e rivelano una distribuzione interna, alcuni su un solo livello, mentre altri su due. Il piano collinare da questi occupato, allo stato attuale, risulta fortemente scosceso. Naturalmente, all'epoca della loro funzionalità, la collina, esibiva terrazzamenti e sentieri tenuti in perfetto stato di manutenzione. 

I terrazzamenti furono realizzati artificialmente, spianando il versante roccioso di fondo che fungeva anche da parete abitativa; il livello mancante, venne ricavato mediante colmate di breccia calcarea e sabbia. Ci fermiamo innanzi ad una unità abitativa abbastanza conservata, considerando i cinque secoli d'abbandono. È di forma rettangolare e rivela il muro di tramontana costituito dalla dura roccia della collina stessa, mentre le restanti tre pareti, furono edificate in opus incertum, utilizzando pietre di diversa pezzatura. L'unità in esame, evidenzia una superfice di ca. 50 metri quadri al primo livello, ma, come hanno dimostrato gli scavi condotti dagli archeologici dell'Università di Salerno, il suo spazio interno era scandito su due livelli. Al piano superiore si accedeva dall'esterno, attraverso una stradina collinare che costeggiava l'edificio. L'assenza di finestre nelle mura perimetrali, lascerebbe supporre che l'illuminazione naturale della stanza avveniva attraverso gli ingressi. Infine, il consistente ritrovamento dei frammenti di coppi e pianelle, porterebbe a propendere per una copertura a un solo spiovente direzionata verso il pendio, composta da tegole piane dotate di alette e tenute ferme fra loro da coppi posti ai lati. L'abitazione possiede anche un locale pertinenziale di pochi metri quadri, utilizzato, probabilmente, come deposito per le provviste o rimessa per gli attrezzi agricoli. A mano manca di questo, vi è una cisterna ad uso comune degli abitanti. Rileviamo che su di essa, è presente una copertura a botte, ove è posto il canale di raccolta delle acque piovane, la cui corsa termina in un foro aperto nella volta. Il serbatoio nel complesso palesa una buona manifattura e le mura interne furono rivestite con abbondante malta. Proseguendo la discesa lungo il versante ostro, transitiamo in mezzo ad altre unità abitative completamente invase da arbusti, ma le cui disposizioni, non scostano molto da quella poc'anzi illustrata. Ci fermiamo davanti ai resti di alcune strutture ad uso comunitario del Castello, sviluppatesi a partire dal secolo XIII, fino al secolo XVI. Tra queste, riconosciamo gli avanzi di una seconda cisterna, più piccola della precedente, e, inoltre, quelli di un forno comune con annesso locale laboratorio. Scaliamo la nuda roccia e ci avviciniamo al manufatto così da poterlo osservare nel modo migliore. Il forno rappresentava uno degli elementi essenziali per la sopravvivenza di una comunità all'interno di un castello. Nel nostro caso, si presenta addossato alla roccia e, un tempo, era munito di tettoia. L'imboccatura fu posizionata sul versante orientale in modo da poterla aprire direttamente nel locale contiguo, adoperato per la lavorazione. Il piano di cottura venne fabbricato con pianelle quadrangolari che poggiavano su uno spesso strato di malta, mentre nella parte sottostante si ricavò una vaschetta in muratura per la raccolta delle ceneri di combustione. Per la creazione della calotta soprastante, si pensò a un rivestimento in malta, a sua volta, coperto da uno strato di terra, al fine di ottenere un ottimo isolamento termico. Gli archeologi hanno dimostrato che dalla grandezza del forno, rapportandolo a strutture contadine odierne di ugual misura, otteniamo una produzione stimata in 10 ore lavorative e con l'equivalente di 4 infornate, di 120 pani, pari all'incirca a 240 kg… (continua)

131116 castello


Appunti di storia sanseverinese "Il Castello di Mercato S. Severino" 

04092016 Cerrato

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un intervento del
Dott. Michele Cerrato.
Presidente dell'Archeoclub Troisio de Rota - Mercato S. Severino.

La lingua usata nella stesura della seguente descrizione è stata  intenzionalmente voluta dall'autore.


Alcuni link sul Castello che vi invito a Visualizzare:

STORIA
http://www.cittadimercatosanseverino.it/web/index.php?option=com_content&view=article&id=401&Itemid=556&lang=it

RIPRESA CON IL DRONE
https://www.youtube.com/watch?v=KgTUTlefmHk&list=PLA593B719AA3A6652&index=3
https://www.youtube.com/watch?v=xm0o412Q_jA&list=PLA593B719AA3A6652&index=4
https://www.youtube.com/watch?v=39b3N5T-LhQ&list=PLA593B719AA3A6652&index=5
https://www.youtube.com/watch?v=3R7axbSdItQ&list=PLA593B719AA3A6652&index=6
https://www.youtube.com/watch?v=YYWdS6L-0RI&list=PLA593B719AA3A6652&index=7

FOTO DEL CASTELLO
https://www.flickr.com/photos/cittadimercatosanseverino/sets/72157644257054118 
https://www.flickr.com/photos/cittadimercatosanseverino/sets/72157637078637795
https://www.flickr.com/photos/cittadimercatosanseverino/sets/72157637007427225