Ass. “Gatto”, Successo e auspici per “Piazzetta Socioculturale 2021” Print

libroFinale con il “classico” botto, per l’edizione 2021 di “Piazzetta Socio-culturale” – a Curteri di Mercato S. Severino. Si è brillantemente conclusa la serie di appuntamenti e di incontri, sotto l’afoso cielo estivo della cittadina in provincia di Salerno, che ha dato voce a svariati protagonisti della cultura e della società della Valle Irno nonché del circondario. Venerdì 30 luglio è la data della chiusura – in bellezza – di questa simpatica e garbata “carrellata”; un’incursione tra diverse branche dello scibile (del sapere) umano – fortemente voluta dalla solida e combattiva associazione “Alfonso Gatto” – operante da più di vent’anni nella frazione Curteri.

Un grazie, doveroso, va dunque al nuovo responsabile – mister Gerardo Torre – e al predecessore Luca “Enzino” Picarella. Supporto “logistico” e “tecnologico”, assieme a quello di tanti altri membri del sodalizio, a cura del figlio di Luca Picarella – il giovane Daniele Picarella, ragazzo dai mille interessi.Per ben otto serate, con altrettanti appuntamenti, l’area antistante alla sede di “Gatto” è stata teatro di dibattiti e discussioni culturali; sociali; artistici. E – perché no – “politici”. Nel senso etimologico di “servizio alla comunità”. Un vero e proprio esempio di “cittadinanza attiva”; di entusiasmo verso il sapere e la conoscenza umana. Tracciamo adesso una “cavalcata” dai primissimi happening all’inizio di luglio, fino ad arrivare all’exploit del 30 luglio. L’intero cartellone delle manifestazioni prevedeva i seguenti appuntamenti: il giorno 4 luglio, domenica, dalle 20 in poi l’uditorio di “appassionati” – di aficionados – composto in gran parte da membri dell’associazione (ma anche da altri curiosi, tra S. Severino e zone limitrofe – come l’ispettore scolastico Umberto Landi), ha potuto presenziare alla prima serata. “In compagnia” del docente universitario Gennaro Avallone. A illustrare – dopo quarantanove anni dalle prime pubblicazioni – il volume “L’imbroglio ecologico. L’ideologia della natura”. Il libro fu dato alle stampe dal partigiano; cronista; saggista; attivista ligure Dario Paccino. Il prof Avallone ha peraltro curato una prefazione ad una delle edizioni più recenti ed attuali di quest’opera. Si è trattato di un evento interessante, sul tema ecologico e/o anche filosofico. Certamente una tematica “calda”, da affrontare urgentemente. Il secondo happening si è tenuto poi mercoledì 7 luglio (dopo il match dell’Italia, riguardante gli Europei di calcio) – sempre alla stessa ora – con una festa interculturale e/o inter-razziale: di scena, per “Insieme si cresce”, la comunità alloggio “I girasoli”. Tutto riguardo gli argomenti dell’integrazione e/o inclusione, nonché dell’amicizia e della diversità.Poi, nella serata del 10 luglio ultimo scorso, un po’ di musica e di brio. Largo a una dancing evening con l’animazione e l’allegra musica della discoteca mobile “Top ten production”; nonché con la “Passettini family”. Era presente anche il dj Antonio Ceccola.Venerdì 16 luglio, ecco che la scrittrice e giornalista sanseverinese Anna Maria Noia ha presentato la sua più recente “fatica letteraria”: l’opuscoletto “Emozioni in versi” – raccolta di liriche (2014-2020) per i tipi di D&P edizioni, Bracigliano (Salerno).Hanno partecipato a questo evento: la poetessa di origini sanseverinesi (ma attiva ed operativa a Cassano d’Adda) Michelina Napoli (che è anche una dolce e determinata maestra) e la docente e giornalista salernitana Rita Occidente Lupo. Dinamica direttrice del quotidiano on line “Dentrosalerno.it”. Le due professioniste sono state le prefatrici e/o recensitrici del volumetto. La serata è trascorsa in serenità e con tanta emozione. Non sono mancate le declamazioni di alcuni poemetti e carmi a cura di Anna Maria Noia e delle due ospiti. Ma andiamo oltre: tra i momenti e le occasioni più interessanti e peculiari, anche le lectio dotte ed esaustive dei graditi ospiti (sempre nello spazio della piazza dedicata, dal 25 aprile 2018, agli illustri fratelli e politici sanseverinesi Luigi e Cecchino Cacciatore) Massimo Del Regno e don Antonio Sorrentino. Vere e proprie memorie storiche della cittadina (22mila residenti circa) di Mercato S. Severino. Che hanno intrattenuto e – soprattutto – incuriosito l’attento pubblico ed uditorio, con la loro profonda cultura e conoscenza della storia antica. Ma dei nostri luoghi (piccola e grande narrazione storiografica). Rispettivamente, l’uno (martedì 20 luglio) parlando della nobile stirpe dei Sanseverino – i principi di origini normanne, che hanno dato il nome al paese; costituendo una famiglia temuta, rispettata, tra le maggiori e più importanti dell’intero Meridione – se non dell’Italia intera – mentre don Antonio Sorrentino, amato e poliedrico sacerdote liturgista (parroco della località S. Angelo), ha esplicato (sabato 24 luglio) una delle sue numerosissime pubblicazioni. Che hanno spaziato in vasti ambiti e branche del sapere. Mentre Del Regno si è rifatto a una bibliografia vasta ma non aggiornatissima (proprio) agli “ultimissimi” anni, don Sorrentino si è occupato di spiegare la sua ultima creazione: “Le lettere di S. Gregorio VII”. Edizione fuori commercio, “partorita” durante i lunghi mesi di lockdown e di “sosta forzata” in casa, nel 2020. Con ironia, stile, sobrietà – raccontando finanche aneddoti “gustosi” (ma corrispondenti alla realtà dei fatti cronologici) sulla celebre figura del papa Gregorio VII (al secolo: Ildebrando di Soana – in Toscana; il papa “contro le investiture laiche”; il pontefice dell’adagio proverbiale del “recarsi a Canossa”, con la contessa Matilde e con l’antagonista imperatore Enrico IV. Il papa ospite e/o “prigioniero” del condottiero normanno Roberto il Guiscardo – a Salerno, il cui duomo ancora ne conserva le spoglie) – don Sorrentino ha catturato la pazienza degli astanti.Parlando delle circa 500 epistole, pastorali o non, da don Antonio stesso tradotte e poi pubblicate – proprio in questo denso libro che consta di 400 pagine. Un lavoro minuzioso, certosino, fondamentale per lo studio della storia. Opera che è rivolta, in particolare, alle nuove generazioni – affinché si appassionino alle “umane lettere” e alle tradizioni dei nostri avi. Dopo gli incontri con le vicende storiche, ecco di nuovo l’attualità: martedì 27 luglio si è tenuto un incontro con alcune rappresentanti della Commissione Pari Opportunità, istituito al Comune di S. Severino. Una soirée molto interessante – condotta e moderata, come anche altri appuntamenti, dalla giornalista e scrittrice Anna Maria Noia – che ha visto “cadere il discorso” – se così possiamo affermare – sulla condizione femminile. Nello specifico, si è trattato del lavoro delle donne. Grazie all’affabulazione della componente della Commissione Pari Opportunità Marina Coppola – che ha introdotto l’evento declamando una lirica su queste delicate e sensibili tematiche – e alla preparazione di Filomena Romano (non dimenticando, certamente, l’assessore al Commercio e alle Pari Opportunità Michela Amoroso; l’avvocato Anna Bianchito e altre/i) è stato affrontato e sviscerato un tema dai tenui, dolorosi risvolti sociali e culturali. Anche con esemplificazioni riguardanti il territorio di Mercato S. Severino. Ad esempio parlando dei tabacchifici e/o delle attività produttive nelle frazioni di Piazza del Galdo e altrove. Presenti anche i familiari di Irene Rainone – una lavoratrice sanseverinese deceduta sul lavoro; per lo scoppio di una “polveriera” negli anni ’70 del secolo scorso: a breve, si pensa già nell’imminente autunno, alla donna verrà intitolato un tratto di strada a S. Severino. In chiusura, ecco l’attesissimo e prestigioso ospite – nella sera di venerdì 30 luglio scorso:l’eclettico e umile artista di origini cavesi (ma di adozione sangiorgese) Vincenzo Avagliano. Uomo probo, molto religioso (è infatti accolito presso la chiesa di S. Croce e S. Maria delle Grazie in Castel S. Giorgio) e molto disponibile. Con una famiglia unita, solida, forte e dignitosa – nel senso non deteriore del termine – alle spalle. Con lui, che ha anche allestito una piccola esposizione nell’area dedicata ai fratelli Cacciatore, si è parlato di arte, certamente, ma anche di amarcord e di ricordi familiari: presenti moltissimi tra i numerosi familiari e parenti di Avagliano. Compresi nipoti e pronipoti. Tutti educati, composti, sereni, affabili. L’artista, che ha sperimentato tecniche e stili differenti (affinati alla sequela del padre) ha ricordato anche la figura dell’amatissimo padre Luigi – pittore (paesaggista e decoratore) autodidatta. Formatosi “alla scuola” del noto pittore cavese “don” Matteo Apicella. La lunga chiacchierata si è ulteriormente procrastinata – discutendo dei bei tempi antichi e dell’esempio che l’antenato (il “patriarca”) Luigi Avagliano ha costituito per i figli (Teresa, Rita, Fernanda e appunto Vincenzo). Trasmettendo tanta passione per il lavoro e per l’arte. Sin da piccoli. Dunque una bella manifestazione; un’iniziativa gradevole e lodevole – quella di “Piazzetta”. Con poche risorse e con uno “sforzo” non indifferente (di varie risorse), condito dall’entusiasmo di Daniele e Luca Picarella; nonché dei soci (giovani e meno) di “Alfonso Gatto”; che sono stati ospitali e interessati alle varie tematiche stigmatizzate. Purtroppo la kermesse intera è risultata quanto mai… “snobbata” (dobbiamo, comunque, precisarlo!) dalle istituzioni locali. Dagli amministratori. Che comunque hanno offerto – lo ricordiamo, ringraziandoli opportunamente e doverosamente – il patrocinio morale e l’appoggio; l’assenso a che il tutto potesse essere organizzato. Ma duole alquanto il “silenzio” (se così ci è concesso dire) dell’amministrazione, che non è intervenuta (se non per la serata incentrata sulle donne) neanche per un breve saluto. È un fatto – questo – che ha causato un po’ di amarezza (certamente mitigata dal successo della kermesse succitata) nei soci di “Gatto”. Sicuramente è un happening da ripetere, magari definendo meglio molti dettagli. E si può crescere, si può sempre perfezionare qualcosa. Ma con un maggior ausilio delle istituzioni, beninteso. Alcuni ospiti hanno fatto notare che – è un’opinione del pubblico, di alcuni intervenuti – tra le tantissime (e spesso nuove) realtà associative di Mercato S. Severino forse la pur attiva “Alfonso Gatto” sarebbe (il condizionale, in questi casi, è d’obbligo) una sorta di “Cenerentola” tra gli altri sodalizi.Noi che scriviamo non crediamo (e non vogliamo) che sia così. Però dalla percezione del pubblico così traspare. Vox populi vox Dei. Anche se – di sicuro – così non è. Anche alcuni illustri ospiti hanno un po’… “notato” l’assenza (sia pur giustificata, di certo, da tanti ragionevoli e opportuni motivi) di qualche figura istituzionale. Semplicemente i responsabili di “Gatto” (e non soltanto) avrebbero auspicato maggiore “partecipazione” (se così ci è concesso di dire) da parte degli amministratori locali. Ma tutto è andato bene, alla fine.Siamo fermamente convinti che, nelle prossime edizioni, “Piazzetta” crescerà; si svilupperà ancora di più. E – una volta ancora – “Gatto” sarà un sodalizio “leader”, che coltiva passione e curiosità nei confronti dell’attualità e con un ampio sguardo (a 360 gradi) rivolto alla situazione socio-culturale a S. Severino; in Italia; finanche nel mondo.

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09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.