Raffaela Zambrano, la nuova artista per la rassegna al “Vanvitelli” Print

pittore

Raffaela Zambrano è l’artista che ha esposto, dal 7 al 20 ottobre, presso l’ormai arcinoto municipio di Mercato S. Severino – nell’ambito della rassegna visiva “Artisti al Vanvitelli”. Una nuova entry, per quanto riguarda l’associazione anfitrione: “Dana” di Agropoli; la Zambrano ne è parte dalla bella (per lei, ma anche per tutti gli altri) esperienza di questa estate, relativa alla Biennale delle Arti del 21 e 22 giugno (2019). Sezione Pittura, per la Nostra. Un’autrice – classe 1950 – di origini salernitane, ma risiedente in quel di Follonica. La personale si intitolava: “Colori in libertà”.

È stato possibile, inoltre, rimirare la poltrona “dipinta” da ella realizzata a giugno. Alla domanda su cosa fosse l’arte per lei, Raffaela Zambrano ha così inteso rispondere: “Per me è l’espressione dei sentimenti e degli stati d’anima di un artista”. Ma cosa ha inteso e/o intende rappresentare, di preciso, nelle sue opere? La risposta non si è fatta attendere. Con chiarezza, ella ha espresso: “Quel che voglio rappresentare e comunicare al pubblico, agli altri, è essenzialmente la realtà circostante. Mediata attraverso la mia propria visione dell’esistenza, attraverso la mia fantasia”. Ella non si è ispirata o si ispira, almeno “direttamente”, a qualche particolare artista del passato e/o contemporaneo: è convinta che ogni pittore o scultore sia un “pianeta a sé” – come tecnica e, appunto, ispirazione; difatti esprime: “Cerco di essere sempre me stessa, “io” autenticamente. Con le mie tecniche fantasiose, i colori che prediligo e scelgo in autonomia, gli stati d’animo che mi pervadono in determinati momenti… Ritengo che ogni artista, come ogni persona, sia un mondo a sé. Sempre e solo unica, è la persona”. E domandiamole da quanto tempo dipinge e/o se sia o meno autodidatta. Ecco la sua perentoria risposta: “Amo l’arte, il disegno e dipingo fin da ragazza; per passione, ovviamente, e anche per la gioia di riempire una tela coi miei sentimenti e con la mia visione della vita”. Un’artista eclettica e poliedrica, quindi. Una persona vitale e positiva, come appare nei suoi dipinti – sgargianti, felici, esplosivi e dalle tinte vivide. Certamente un carattere solare, ma anche gentile e delicato. Vivace, però. Da questo, emerge il titolo della retrospettiva – terminata il 20 di ottobre: “Colori in libertà”. Parafrasando i Futuristi, in campo letterario (con le loro “parole in libertà”). Tutti i colori, quindi, “liberi”. La Nostra, poi, rivela: “Grazie al mio frequentare l’istituto d’arte, più con la mia esperienza presso svariate botteghe artistiche, ho avuto modo di perfezionare quelle tecniche che già provavo, sentivo, vivevo in me stessa; dunque ho espresso ciò che concerneva la visione del mondo e dell’universo in cui sono immersa”. Una bella dichiarazione di intenti, dunque. Proseguendo, andando avanti con la intervista/presentazione della Zambrano, ecco che la pittrice dichiara: “La funzione dell’arte, per me, è quella di veicolare e mutuare una forma di comunicazione che esprime e che esprima, innanzitutto, noi stessi. Da un punto di vista strettamente personale. Poi l’arte reca con sé – anche – la magia dell’estro creativo, in un linguaggio speciale che spalanca le porte alla nostra psiche. Ed alla psiche del visitatore, dell’avventore, che osserva i nostri lavori ed elaborati o manufatti”. Cosa può, infine, dire l’arte a tutti gli appassionati e/o alle nuove generazioni? Raffaela Zambrano la pensa così: “Credo che sia un linguaggio universale, un riflesso del modo di sentire che lega intimamente presente, passato e futuro mediante un sentimento insito negli uomini di tutti i tempi, di tutte le epoche. In ogni luogo”. Queste le parole di tale valida e veemente pittrice, vulcanica e fantasiosa. La rassegna proseguirà ancora, con altri prestigiosi artisti. Grazie al sodalizio “Dana”, splendida e attiva – propositiva – realtà agropolese; verso tanti altri comprensori e territori.

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.