Nuove sollecitazioni da parte delle sigle sindacali, per l’ospedale Fucito Stampa
Sabato 18 Dicembre 2021 00:00

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UNA NOTA RECENTE, A CURA DI CAPEZZUTO; LIGUORI; SESSA E DELLE RSU | Nuove criticità e conseguenti sollecitazioni da parte delle sigle sindacali, per il presidio ospedaliero “Gaetano Fucito” - in Mercato San Severino. In una nota promanata a metà dicembre 2021, il segretario generale della Cgil Funzione Pubblica – Antonio Capezzuto – in solido con i rappresentanti Rsu Gerardo Liguori e Gerardo Sessa, evidenzia le attuali e più recenti emergenze che interessano il “Fucito”.

Ubicato nella frazione Curteri, dapprima residenza dei filantropi marchesi Imperiali (Filippo e la figlia Maria); poi tubercolosario (o, volgarmente parlando, “sanatorio”); infine Dipartimento di Emergenza e Accettazione, è sempre stato molto fiorente. Soprattutto negli anni ’80 del secolo scorso, quando – nel comparto dell’ex Usl (Unità Sanitaria locale) 47 – giunse all’apice del suo “fulgore”. Tacendo della vera e/o presunta aura di “gloria” (trascorsa, presente o futura) di cui il nosocomio gode, purtroppo in questi ultimi anni si sono registrate diverse “mancanze”. Che spesso hanno “oscurato” il prestigio di questo vero e proprio avamposto della (migliore) sanità campana. Delle quali si sono diffusamente occupati i media locali, cartacei od on line. Le negatività hanno riguardato un po’ tutti i settori del presidio, sia a livello organizzativo (ad esempio, per ciò che attiene alle vacatio di posti di livello dirigenziale; ai concorsi espletati per ricoprire le cariche da primari eccetera) sia per quanto concerne la qualità e/o l’offerta delle prestazioni sanitarie. I giornali sono stati “vedette” di tanti veri o presunti episodi (eclatanti o meno) di “malasanità”. Ma ci sono stati anche molti esempi di umanità e professionalità, a cura dei camici bianchi; del personale infermieristico; degli Oss; degli inservienti; dei paramedici. Tanti anche i reparti di eccellenza, il “fiore all’occhiello” del sistema sanitario locale e non (parliamo di Ginecologia ed Ostetricia; di Endoscopia Digestiva; della stessa Chirurgia; di Otorinolaringoiatria e di altre eccellenze). Alcuni di questi padiglioni sono stati soppressi, per varie motivazioni. Sempre alacri e solerti le associazioni di categoria (cioè i sindacati), nello stigmatizzare preoccupate le cose che non sono andate nel tempo. Dopo ripetute istanze, inoltrate a chi di dovere soprattutto dal 2015 in poi, nei mesi del 2021 sono stati ottenuti buoni risultati - per quanto riguarda l’attenzione da parte dei vertici amministrativi dell’azienda ospedaliera universitaria “S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” (alias “San Leonardo”) di Salerno. Dalla quale il “Fucito” dipende. Veniamo a noi. L’ultimo documento, in ordine di tempo, emanato dalla Cgil e da altri sindacati “risale” allo scorso 13 dicembre. Recita, tra l’altro, l’atto – nel quale si auspicano “necessari investimenti di carattere organizzativo e strumentale” nei confronti dell’ospedale: “Oggi dobbiamo manifestare il nostro stupore riguardo la sospensione delle attività del reparto di Otorinolaringoiatria, nonché della relativa attività ambulatoriale”. Quindi al momento – stavolta – il “casus belli” (se così ci è dato di esprimerci) è il “destino” futuro dell’unità “Otorino”. E non solo: sarebbe (il condizionale è d’obbligo) a rischio – sempre a detta delle sigle – anche il reparto di Allergologia. Pure prestigioso e di alto livello. Esprimono infatti Capezzuto; Liguori; Sessa nell’atto del 13 dicembre scorso: “Allergologia da anni rappresenta un vanto per il territorio provinciale e regionale. A tutt’oggi il comparto sta garantendo – con grande abnegazione – le vaccinazioni anti Covid a tutti i pazienti allergici”. E la nota prosegue: “Ad oggi, la dotazione medica del reparto è di sole due unità”. Per i sindacalisti, al fine di “garantire – scrivono – una migliore organizzazione del lavoro”, che sia all’altezza “degli standard qualitativi della struttura”, sarebbe necessario “il reclutamento di un’ulteriore unità medica; nonché di altri infermieri ed Operatori Socio Sanitari”. Fin qui Otorinolaringoiatria e Allergologia. Ma in evidenza – per i sindacalisti – vi sono altre problematiche, insistenti anche – per esempio – su Odontoiatria o su altre unità. “Le nuove attività di Odontoiatria – si legge ancora – dopo gli annunci dei mesi precedenti, sono ancora ferme al palo. Come per quanto riguarda Ortopedia e Medicina Legale, per le quali non si sono verificati avanzamenti”. Ancora, per le sigle di categoria sarebbe necessario “accelerare il processo di adeguamento delle strumentazioni tecnologiche in dotazione alla struttura di Radiologia – sollecitando la prosecuzione di tutti gli atti amministrativi necessari”. Tutto quanto esposto è “motivo di rivendicazione importante per il territorio e per un rilancio del presidio di Mercato San Severino”. I sindacalisti auspicano un “riscontro puntuale” sulle questioni espresse dall’atto, nonché “un cronoprogramma di interventi” sul programma. Il presidio non deve, però, essere considerato solo sulla base delle inevitabili criticità o sugli episodi di errori medici o quant’altro. All’interno vi lavorano molti professionisti umani, preparati, competenti e in gamba. Che spesso espletano turni logoranti, massacranti, senza sosta. E, a volte, la pazienza manca proprio. Ma tant’è. Inoltre – come già accennato sopra – vi è anche una Medicina “d’eccellenza”: tra i reparti più “prestigiosi” (ma ve ne sono tantissimi), certamente Chirurgia; Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva. Con grandi professionalità, ad esempio – solo per citarne alcune: i dottori Attilio Maurano; Claudio Zulli; Vincenzo Pilone e altri. Un’equipe davvero specializzata. Un gruppo di lavoro affiatato e aggiornato sulle ultime tecniche diagnostiche o concernente gli interventi da effettuare. Recentemente, l’Unità Operativa suddetta ha inanellato un altro successo: già punto di riferimento sul territorio, per l’alta chirurgia di cui ci si avvale, ecco che il reparto è stato “individuato” – dalla Regione Campania – come centro regionale per l’Endoscopia bilio-pancreatica. Qui si curano, con moderne strumentazioni e con grandi capacità professionali, patologie anche molto complesse. Un centro all’avanguardia, quindi. Sebbene uno dei più “attuali” problemi sia la presenza, dicono utenti che vi sono “transitati”, di un’unica sala operatoria che “serve” sia Chirurgia che Endoscopia. A parte tale… “limite”, se vogliamo, le competenze dei chirurghi e/o dei responsabili sono davvero di alto livello e qualità. Occorrerebbe – però – essere, magari, più… “coordinati” per quanto concerne “l’accoglienza” (diciamo così) dei pazienti da “smistare” ai vari padiglioni. È infatti il caso di un utente della provincia di Salerno, che si è recato più volte – negli ultimi tre anni – presso il “Fucito”. Dopo tre interventi, dovuti all’accumulo di calcoli nel suo organismo (sono calcoli che si riformano periodicamente – nell’organismo del signore stesso); dopo l’impianto di uno stent (dispositivo medico-chirurgico), il paziente si è trovato in un periodo di precarietà e “incertezza” dovute al Covid. Per questo motivo – sembra – egli ha dovuto affrontare qualche peripezia dovuta alla presenza del temibile Coronavirus. Poi tutto ok. Per adesso.Tornando a quanto attuato dai sindacalisti e/o – anche – a cura di privati cittadini (ricordiamo il comitato civico “Pro Fucito”, sorto intorno al 2008 ad opera di Giuseppe Saggese e di Luca “Enzino” Picarella; attualmente ripreso da Luciano Caruso) nei mesi scorsi le azioni di tali esponenti delle “parti sociali” hanno raccolto risultati lusinghieri. Con il loro pungolo e con diverse sollecitazioni e/o stimolazioni. Grazie ai loro interventi – nonché alla collaborazione dei cittadini – nel corso del 2021 (e non solo) è stata assegnata una carica al prof. Alessandro Santurro – per l’unità di Medicina Legale (a settembre); poi è stata instaurata la figura di un dirigente medico – presso il reparto di Urologia (agosto 2021); inoltre sono state recepite – dagli organi amministrativi – altre istanze e direttive. Ma ancora resta da fare, secondo Gerardo Liguori, Gerardo Russo, Antonio Capezzuto. Tra i primi mesi dell’anno e le ultime settimane, passando per l’estate e l’autunno, sono state “attenzionate” svariate fattispecie di necessità al “Gaetano Fucito”. Tra queste, l’annosa questione del tanto atteso e agognato Pronto Soccorso (da incrementare – per divenire maggiormente motivo di “vanto e orgoglio” nei confronti del vastissimo bacino di utenza, a comprendere il vicino ateneo di Fisciano) e l’assegnazione di primari e/o responsabili ai reparti. Alcuni mesi fa si è scritta (da parte dei sindacalisti) una nota sui “primi” dieci anni di “integrazione” (se così possiamo dire) tra l’Azienda Ospedaliera di Salerno e l’ospedale di San Severino. Anche in questo caso, puntuali sono risultate le istanze sollevate dai membri Cgil. Che hanno rilevato, tra molto altro, urgenze quale – ad esempio – l’ambulanza bariatrica ancora da assegnare al presidio; la carenza di personale medico a Medicina (anche con pochi posti letto); non ultimo i sindacati stigmatizzano la scarsa valorizzazione degli infermieri e dei paramedici. Molto utili in tempo di Covid. Il documento infine contempla le prospettive dei lavoratori più giovani e preparati. “Dopo dieci anni, non bastano più gli annunci ma occorrono atti concreti per mettere in campo nuove linee di attività” – esprime l’atto. Insomma, in tutto questo tempo, le attività delle risultanze sindacali non si sono mai fermate. È certo che – grazie ai sindacalisti e anche o soprattutto alla buona volontà dei vertici del “Ruggi” (cui appartiene il presidio territoriale di San Severino, appunto da un decennio) – l’ospedale sta gradualmente rifiorendo. Per poter accogliere – una volta di più – tutti i residenti di San Severino e dintorni; un circondario facente capo al vecchio comparto F138 (che – in passato – comprendeva anche le zone di Roccapiemonte; Castel San Giorgio; Siano eccetera). Un vero avamposto sanitario, nel cuore della bella e affascinante regione Campania. Concludiamo asserendo che è in fieri, in atto, un concorso indetto dall’Azienda Ospedaliera “Ruggi D’Aragona” – con scadenza 6 gennaio 2022. Si tratta del conferimento – per titoli e colloquio – di un incarico quinquennale inerente la “direzione medica di presidio”, e proprio al “Fucito” di San Severino. Ci auguriamo che il nuovo responsabile operi al meglio, per risollevare le sorti del già rinomato ospedale sanseverinese. Da implementare, anche (riguardo l’ospedale e le politiche sanitarie sul territorio), la cosiddetta “rete dell’infarto”; tutto ciò è fortemente propugnato dal combattivo cardiologo sanseverinese Carmine Landi. Professionista stimato del comprensorio, attento ai bisogni della medicina territoriale.

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.