iniziative natalizie tra S.Severino, la Valle Irno e Roccapiemonte Stampa
Sabato 18 Dicembre 2021 00:00

nataleNatale con tante iniziative e manifestazioni, tra Mercato San Severino; Fisciano; Roccapiemonte; il Salernitano. Dopo le temibili ondate Covid degli scorsi anni, adesso la voglia di festeggiare la solennità più sentita e accorata dell’anno è – davvero – tanta.“Piovono” (sarebbe più il caso di affermare “nevicano” – dato il periodo, ma tant’è) numerosi appuntamenti tra il sacro e il profano – nella Valle Irno, nella fattispecie di San Severino e di altre località (Fisciano, Roccapiemonte, eccetera).

A cura di privati e/o nelle parrocchie; tra la gente o non. Descriviamo quindi alcune tra le più rilevanti e significative occasioni, poste in essere sia dalle amministrazioni comunali che in chiesa o nelle piazze.Partiamo con l’inaugurazione dell’artistico manufatto allestito, come ogni anno (e sempre con un tema e un’ubicazione diversi), dall’alacre “Gruppo presepisti” che opera presso la parrocchia-convento di S. Antonio – al capoluogo di Mercato San Severino. Orari ancora da definire, ma il poetico allestimento è visitabile a partire da domenica 12 dicembre scorso – con i responsabili “in azione” (per accogliere i visitatori) soprattutto durante e dopo le celebrazioni eucaristiche (ore 8; 9.30; 11; 18). Come da tradizione, il presepe “targato” S. Antonio viene iniziato dopo il 4 ottobre (ricorrenza del transito del serafico padre Francesco – patrono della parrocchia). Consegnato per l’Immacolata Concezione (8 dicembre) è ogni anno differente, ma ugualmente denso; pregno del lavoro e della “fatica” di tutti i volontari – una ventina circa, ma con tantissimi altri “aiutanti” di ogni età – che orbitano attorno alla realtà francescana. Stavolta il presepio è stato costruito alla “maniera” palestinese. Allocato nel chiostro del convento, ambientato – per il 2021/2022 - nella Palestina di Gesù, il manufatto prevede il viaggio (anche e soprattutto interiore) del visitatore; quale “viandante” che si immette nel percorso. Alla ricerca di Cristo, del senso della Natività. Realizzato con materiali da riciclo, “poveri” (a rappresentare anche la povertà, l’umiltà, del divin Bambino); ecologici, il tutto è composto (con la perizia e l’esperienza dei collaboratori, col beneplacito dei frati, con la letizia nell’animo) da elementi molto dettagliati: colonne, case, balconi, montagne di cartapesta, ghirigori, volute, fontane, ponti, ricostruzioni architettoniche, ambientazioni e diorami molto ben curati – a rappresentare la classicità latina (opere del tempo dei Romani) e a simboleggiare la Bellezza e la Dolcezza di Gesù – adagiato nell’umile mangiatoia. Con tanti elementi “veri”, reali – a “condire” (idealmente e realmente) un effetto scenico sempre suggestivo; emozionante; mozzafiato. Con tantissimi pastori, di antica foggia – figuranti preziosi e soavi risalenti ai primi dell’800 o anche al ‘700 – a riempire le scene della Natività stessa. Con “voluti” contrasti tra le rovine romane, segno della caducità dei tempi e della vita umana, e la purezza ed essenzialità “semplice” della mangiatoia. Che rimane, trionfante. In genere il presepe di S. Antonio, che accoglie i visitatori/pellegrini in viaggio verso il Logos; il Verbum; la Parola, è osservabile fino al 2 febbraio dell’anno successivo – data della presentazione del Signore al Tempio, tra le braccia dell’anziano e “giusto” profeta Simeone nonché della profetessa e sacerdotessa (84enne – secondo le Scritture) Anna. Da qualche tempo, però, il tutto si conclude prima – orientativamente attorno alla fine di gennaio. Per questo si prega caldamente di non mancare a questo vero e proprio “appuntamento” con la santità – da concludersi al termine di gennaio 2022. Ricordiamo che la tradizione del presepe partenopeo è riconducibile all’opera (e/o operato) di S. Gaetano da Thiene – fondatore dell’ordine dei Teatini – che poi è trasmigrato nella laboriosità e operosità, fantasiose e tutte napoletane, degli artigiani di S. Gregorio Armeno (Napoli, per l’appunto). Con il loro estro, la maestria e il sorriso. Quest’anno vanno molto forte, in questa via dei presepi, i re magi con il green pass. Che pure hanno ricevuto forti (e, secondo noi, alquanto inopportune) critiche – al solito, vezzo di un Paese (l’Italia) fin troppo “democratico”; a volte. Ricordiamo solo i pastori Benino (o Beniamino), cioè il dormiente – rappresentazione plastica della speranza o dell’incredulità (in quanto assopito, quasi come il “sonno della ragione”) – e la pastorella Stefania. Secondo la tradizione accostata alla figura di S. Stefano. La leggenda narra che tale pastora avesse il desiderio di recarsi alla capanna di Betlemme (in ebraico: “casa del pane”). Purtroppo Dio decise, dispose (sempre secondo la leggenda) che potessero recarvisi solo le famiglie e/o le donne con neonati in braccio. Stefania – allora – avvolse un sasso in fasce e si recò alla grotta santa. Lo stupore fu grande allorquando il sasso emanò un vagito – alla vista del Creatore bambino – e si trasformò in un neonato. Questa umile pastorella fu poi denominata Stefania in onore del protomartire lapidato (si dice anche da Saulo di Tarso – ovvero lo zelota del rabbino Gamaliele S. Paolo, “piccolo di statura”, prima dell’accecamento sulla via di Damasco e della conseguente conversione).Anche la chiesa di S. Giovanni, sempre al capoluogo, vanta ogni anno un decoroso e significativo presepe.A restituire la magia della nascita del Cristo – da anni, ormai – è la maestra di canto nonché pianista sanseverinese Elena Pironti. Che sceglie ogni volta una tematica e un’ambientazione differenti. Assieme a lei, altri validi e volenterosi assistenti parrocchiali. Molto ben rifinito, quindi, anche questo “prodotto” (sebbene il termine non sia propriamente adatto) della perizia e della devozione che anima la chiesa di S. Giovanni – parroco don Peppino Iannone. L’esposizione della nascita di Gesù a S. Giovanni, visitabile soprattutto (ma non solo) negli orari post-celebrazioni liturgiche, è generalmente “accompagnata” da cartelloni esplicativi – sempre a cura della Pironti. Che si occupa anche degli allestimenti in onore di S. Vincenzo Ferreri (5 aprile) o di S. Domenico di Guzman – venerato nella stessa parrocchia. Invitiamo a riscoprire l’essenza di Gesù anche a S. Giovanni – pertanto. E veniamo, poi, sempre a San Severino – stavolta nella piccola, ma orgogliosa, realtà della frazione Curteri – al “Villaggio di Babbo Natale”. Con “RiciclAlbero” [sic!]. A cura dell’attiva e solerte associazione “Alfonso Gatto”. Un sodalizio molto presente, con iniziative e kermesse varie, sul territorio. “Alfonso Gatto” vanta un trentennio di manifestazioni a Curteri e dintorni. Non ultima “Piazzetta Socio-culturale”, evento estivo che ha riscosso un grande e meritato successo in questi ultimi due anni. La piazzetta, naturalmente, è quella della frazione – dedicata, ancora una volta grazie all’impegno dei responsabili (su tutti, “mister” Gerardo Torre; Luca “Enzino” Picarella e il figlio Daniele), ai noti politici sanseverinesi Luigi e Cecchino Cacciatore. Nobile famiglia di professionisti, quella dei Cacciatore, che da Mercato San Severino, poi trasferitasi a Salerno; ma operando a Napoli; a Roma e altrove ha sollevato il grido degli operai e dei braccianti nei primi anni del ‘900 – creando una rete di diritti per gli onesti lavoratori della terra. Tornando all’evento, fortemente voluto dai membri dell’associazione, il tutto è stato inaugurato domenica 12 dicembre. Alla presenza del sindaco di San Severino, Antonio Somma; dell’assessore alla Cultura Enza Cavaliere e di altre autorità. Nonché del direttivo di “Gatto”. Per la gioia di grandi e (soprattutto) piccini, già l’inaugurazione ha costituito e caratterizzato un momento di condivisione atteso e gradito. Un’atmosfera di letizia ha pervaso – quindi – gli animi degli astanti e degli avventori. Nonostante il freddo decembrino, sono intervenute circa cento persone. Allocate negli spazi “dedicati” del villaggio di Santa Klaus – dal retaggio etnografico di S. Nicola da Bari (6 dicembre), coi suoi elfi e le renne della Lapponia. Vestito di rosso, come ha voluto – nel secolo scorso – una nota bevanda gassata, oggi potente multinazionale. Nel corso della presentazione del calendario di kermesse, tante caramelle e tanti cioccolatini sono stati consegnati ai bambini. Ai primi venti piccoli giunti in loco, sono stati regalati anche dei palloni e delle magliette sportive. Indi un buon buffet rustico – a cura di Emanuela Ungaro, solerte segretaria del sodalizio – nonché una decina di panettoni con spumante hanno reso l’ambiente maggiormente colorato e allegro. Armonico. Ecco – per la cronaca – la serie di kermesse de “Il villaggio di Babbo Natale” e/o “RiciclAlbero”. Si parte (si è partiti) con vari mercatini natalizi; con il presepe all’interno della sede dell’associazione; con il vero e proprio “Villaggio di Babbo Natale”; con la possibilità di accedere a una struttura sportiva polifunzionale appositamente pensata per i bambini. In più, un’area ristoro al coperto (dopo che all’esterno vi è un parcheggio auto gratuito) sicuramente delizieranno (o hanno già allettato) gli utenti.Tra le prossime manifestazioni previste in calendario: il 18 dicembre è (stata) la volta di una serata d’intrattenimento con degustazione di pasta e fagioli. In tal data, è (stato) possibile visitare l’allestimento a cura dei collaboratori. Circa 500 metri quadri, illuminati. “Uno spazio completamente riqualificato e reso fruibile all’intera comunità” – dichiara con soddisfazione mista ad un certo orgoglio (frutto di sacrifici e volontà) il “patron”; mister Gerardo Torre. Anche Luca e Daniele Picarella affermano di aver voluto “intrattenere i Sanseverinesi e i visitatori da zone limitrofe con iniziative che si augura siano accattivanti e interessanti”. Sottolineando l’entusiasmo da parte dei collaboratori stessi. Che operano nel silenzio, con umiltà. Domenica 19, dalle 19 in poi, si terrà il “Christmas party” con “Passettini” (presieduto, se così possiamo affermare) dal dj Antonio Ceccola. Largo, dunque, a balli di gruppo e quant’altro. Sempre nel rispetto delle attuali normative anti contagio. Altre sorprese saranno in itinere. Ancora per la realtà di San Severino, sia l’amministrazione comunale (soprattutto nella persona dell’assessore alle Politiche Culturali Enza Cavaliere) che il locale Forum Giovani – egregia realtà del territorio, retta attualmente da Alexandro Catapano – hanno approntato alcune modalità per festeggiare il Natale. Con “Natale sostenibile” (Forum e assessore Michela Amoroso) e/o “L’incanto del Natale” (amministrazione; la kermesse è alla sua terza edizione). Non bisogna, inoltre, dimenticare – sempre a San Severino – la presenza costante e assidua; la collaborazione dei commercianti. Che ogni volta cooperano con il sindaco e gli assessori, per rendere più magico e bello il santo Natale – con le festività. Non scordando di voler incrementare lo shopping e gli acquisti nella cittadina – già così provata dalla pandemia. Oltre a curare le illuminazioni che rendono più gaia l’atmosfera in città, gli esercenti aderiscono a una serie di occasioni e di attività per far “girare” l’economia nel circondario. Partecipando ad eventi quali, ad esempio, l’isola pedonale al corso Armando Diaz – istituita, in genere, nel fine settimana o weekend – e/o al “Trenino delle meraviglie” (in giro sempre per il corso Diaz) o a “Illuminiamo il Natale” o a “L’incanto del Natale” stesso. Proprio “L’incanto del Natale” comprende moltissime delle manifestazioni succitate (i mercatini; le attività promosse dai negozianti; il “Villaggio di Babbo Natale” a Curteri eccetera) e il cartellone, disponibile sui siti social del Comune, reca anche gli orari di “apertura” relativi alla “walking area” (cioè la chiusura al traffico lungo il centralissimo corso). Ricordiamo l’isola pedonale anche l’8 e 9 gennaio 2022, in auge dalle 16 alle 21 il sabato e dalle 10 alle 13 nonché dalle 16 alle 21 – per quanto concerne la domenica. Il Forum, come detto, promuove l’evento della “sostenibilità” – insieme agli studenti delle istituzioni scolastiche primarie del territorio. Da poco si sono concluse – difatti - le premiazioni per i manufatti “ecologici” più originali e “decorativi”, rivolte agli scolari più “fantasiosi” di San Severino. I piccoli hanno realizzato artistici elaborati, in esposizione – durante questi giorni – nei giardini comunali al capoluogo. Questo per San Severino. Veniamo alla (vicina) realtà di Baronissi, con l’inaugurazione del “Presepe del Ciliegio” – così denominato appunto perché instaurato nel parco “del Ciliegio”, tra le aree verdi più suggestive della cittadina. Come esprime, anche, il social “Salernonotizie.it” il presepe “del Ciliegio” ha previsto l’installazione di oltre duecento statue (pastori) ad altezza d’uomo. In abiti d’epoca finemente lavorati e decorati. Tante le “botteghe” degli antichi mestieri, sempre allocate nel parco di Baronissi: il mercato del pesce; l’osteria; la capanna in legno con la scena della Natività; il castello di Erode. Cospicue le associazioni che hanno contribuito alla messa in scena dell’opera. Veniamo a Fisciano: qui a rappresentare il Natale è (stato) il monumentale “presepe della Misericordia”. Un simulacro già allestito, nel 2017, in piazza S. Pietro in Vaticano. Benedetto, nel 2017, da papa Francesco, il presepe sarà visitabile per tutto il periodo delle festività. A seguito della richiesta effettuata dal parroco di “S. Pietro apostolo e Spirito Santo” – appunto in Fisciano – la comunità monastica di Montevergine ha concesso che – per le festività – il presepe di cui sopra sia ubicato nel centro fiscianese. L’opera è in stile napoletano settecentesco; ispirata alla bolla papale “Misericordiae vultus”, è stata esposta in piazza S. Pietro – nel 2017. Tutto è composto dalla tradizionale scena della Natività e dell’adorazione dei magi, assieme a dei pastori che simboleggiano le sette opere di Misericordia corporale. Davvero un bel lavoro, significativo e importante. Concludiamo questa carrellata con Roccapiemonte, nell’Agro Nocerino Sarnese. Limitrofo a Mercato San Severino. Qui l’amministrazione, guidata dal primo cittadino Carmine Pagano, ha cooperato con l’associazione “Mente cuore forza” – presieduta da Tina Bove. Anche per Rocca, tantissime le iniziative “di scena” già in questi giorni precedenti. Dopo gli appuntamenti di sabato 18 dicembre – con le esibizioni dell’orchestra dell’istituto comprensivo rocchese “Vassalluzzo”; del centro danza “Ravaschieri”; dell’associazione sportiva “Sakura”; di “Pepitas Maria Ferrara” – e di domenica 19 (saggi di “La piramide Dimensione Danza; Asd “Baila Latino”; “Souldance”; “Asd Danze orientali – Salerno”) ecco una kermesse in atto domenica 2 gennaio 2022. Alle 18.30, nella location di Palazzo Marciani (frazione Casali; via Calvanese), il “Villaggio di Babbo Natale” (questa la denominazione) si concluderà in bellezza con il musical “Il ritorno delle fiabe” – a cura del sodalizio “Mente cuore forza”. Parteciperanno inoltre il “CantaInCoro”; Giusy Calvanese; il gruppo “Fuzz Bohemis”.Questo è quanto per le principali novità delle nostre zone, in tema di auguri natalizi. Il regalo più grande e – forse – più gradito per le festività imminenti sarebbe il debellamento della pandemia. E, magari, il ritorno dall’aldilà dei nostri cari deceduti a causa di questa peste che attanaglia l’umanità. Purtroppo questo non sarà, come è ovvio, possibile.

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.