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Cultura Andrea Barone presenta l’Album “REBORN”
Andrea Barone presenta l’Album “REBORN” PDF Print E-mail

musicaAndrea Barone, 38enne di Nocera Superiore (Salerno, Campania), è un talentuoso e preparato musicista; compositore; docente di musica e songwriter dai mille interessi. Con tante esperienze (ma anche con una “dura” gavetta) alle spalle. Ebbene, questo professionista – già componente (per la precisione tastierista) della band hard rock e prog metal “Stamina” (realtà di livello internazionale, fondata nel 2002 dal valente chitarrista Luca Sellitto – da Roccapiemonte; Salerno) – ha deciso di “buttarsi” nell’ambito dello show.biz anche con un album solista.

Che risponde, per la cronaca, al titolo di “Reborn”: “Rinato”, in Inglese. Questo album è uscito a maggio 2021. Consta di otto hit e/o track: “The colour of the rain” (4.03 minuti); “Reborn” (sei minuti); “Mercy” (per la durata di 3 minuti e mezzo); “What we got” (03.16); “Forever free” (che dura 4 minuti e 53); “Say goodbye” (per un totale di 5 minuti e 28 secondi); “Proud” (5.30) e “Feel the wind” (05.18 di durata). I brani sono presenti anche sui più noti e frequentati canali “social”, ad esempio su “You Tube” e su “Spotify”. Il tutto è stato registrato presso “Trees music studio” – a Cava de’ Tirreni (provincia di Salerno). Che comprende sala di registrazione; studio prove e ambienti per il mastering. Grazie alla lunga esperienza dell’autore in campo rock e metal, ma anche impiegando sound e frequenze pop (più vicine al vasto pubblico) – a mo’ di ballate – questo progetto dell’artista e compositore nocerino è molto gradevole e insinuante. Ben prodotto, pulito e orecchiabile. Nell’album convergono la passionalità, scaturita dall’amore viscerale di Barone nei confronti di ogni tipo di melos e/o di generi musicali (eterogenei), e un’interessante versatilità tecnica. Mai a scapito l’una dell’altra, ma anzi confluenti e discretamente amalgamate. Anche le relative clip sono ben girate; gustose; appropriate e curate “alla grande”. Con set vistosi, sgargianti ma anche veicolanti malinconiche riflessioni – in “salsa” estiva.Sì, perché una delle hit contenute nel lavoro di Andrea Barone – “What we got” – è di “respiro” estivo. Lo afferma lo stesso producer, da sempre incanalato nel segno della buona musica – tra svariate contaminazioni e/o afferente a linguaggi eclettici. A segnarne una personalità poliedrica. Come emerge da un post dell’artista, apparso sulla pagina da lui creata e riguardante il più accorsato e utilizzato social network del terzo millennio, “What we got” è stato concepito alcuni anni fa. L’autore dichiara che esso affonda le radici “nelle inquietudini e nelle speranze giovanili”. E quale stagione, allora, può essere (o sembrare) così vicina alle “esigenze” adolescenziali se non l’estate? Il periodo del caldo e dell’amore passionale, per antonomasia! Per questo, Barone dice che “parla anche di estate”. Pare che sia tra le canzoni più gettonate e apprezzate in rete. Nell’album, gli arrangiamenti e il mixaggio (o missaggio) sono un tantino differenti dalle versioni “unplugged” e/o consuete. Così afferma, a proposito di questo track di Barone, l’esperto melomane Alessandro Riva: “Bellissimo sapore di favola, nella voce di Carla Genovese [per l’appunto la vocalist che ha inciso e registrato la hit] che ci traghetta dentro un dipinto primaverile come “What we got”. Forse il momento più alto del disco, il più internazionale. Un momento che non teme il confronto con le ballate firmate da Elton John”. Davvero un bel complimento, con risultati lusinghieri – per questo brano. Ma anche per il disco intero. Ricordiamo gli altri protagonisti che hanno contribuito al successo della canzone: oltre alla voice Carla Genovese ecco Stefano Torino alle chitarre; al basso, Giuseppe Desiderio; per la batteria c’è Simone Landi. Alle percussioni: Francesco Fasanaro; rec & mix a cura di Enzo Siani. Notevole e rimarchevole, sempre con giudizi positivi, l’altra traccia di “Reborn”: “Forever free”. Come si evince dal titolo, c’è tanta voglia di libertà – in questa creazione. In realtà si tratta di un singolo del 2020 – opportunamente rimissato e rimasterizzato per quest’album. È d’uopo rimembrare i turnisti e/o gli altri musicisti che hanno dato vita e spazio al progetto del compositore e tastierista salernitano: per la voce e i cori, abbiamo Margot Durante; Mariana Somma; Ludovica Cella; Giuseppe Capaccio; Raimondo Genco; Amalia Pagliuca; Carla Genovese; Alessandro Tino; Alessia Minichini; Lucio Auciello. Per i coristi addizionali: Gerardo Zambrano; Luca Petrosino; Daniela D’Alessandro; Massimiliano D’Alessandro. Ed ancora, ecco gli altri interpreti di questo discorso musicale che ha portato alla nascita di “Reborn”: chitarra elettrica ritmica, nonché solista, Gabriele Spagnuolo; chitarra acustica e chitarra elettrica: Stefano Torino. Al basso, ecco Alessandro D’Ascoli; invece abbiamo Simone Landi alla batteria. Per le percussioni: Francesco Fasanaro; alla mandola, Luca Petrosino; oud: Giuseppe Frana. Claps: Carla D’Amato; Alessia Minichini; Vincenzo Siani; Gerardo Zambrano; Giovanni Fasano e lo stesso Andrea Barone. Che ha scritto i testi e composto le musiche, ma che non sempre ha… “prestato” la propria voce alle hit. La forma melodica delle canzoni, comunque, incontra e sposa il pop e, in certi casi, il rock. In un tripudio di contaminazioni e in una cascata di emozioni davvero speciali e riguardanti la rinascita, sia dal punto di vista sonoro che spirituale. È ciò che emerge da diverse interviste all’autore, a cura di cronisti ed esperti nel campo delle discipline coreutiche e nel campo, nella branca, del melos. Che rimarcano la “poesia” e lo struggersi in alcune delle hit proposte da Barone, mentre in altre è presente una vena soul e, al contempo, un fiorire di passioni e di rimembranze – di amarcord. Sulla corda del tempo. “Un disco di gala, di eleganza e di mestiere” – è la recensione di “Reborn”, espressa dal e sul sito “Blogmusic.it”. Ancora, altri interessanti servizi giornalistici sono presenti anche su altre fanzine: su “Mondospettacolo.com” e su “Justkidsmagazine.it” – per esempio. In tali servizi l’opera di Barone viene analizzata e “sezionata”, modulata in diverse esperienze prospettiche e lanciata nel futuro. Nel corso di tali interviste, Andrea si racconta e mette a nudo il suo animo – al contempo sognatore, romantico e pieno di verve; di interessi multiculturali – artisticamente parlando. Tra le radici di un passato amato e le ali di un domani libero e agognato – con tanti sogni in volo, da catturare e nuovamente liberare. Stimolato e incalzato dalle domande dei giornalisti, il Nostro afferma: “Alla lunga, l’autenticità paga. L’avere qualcosa da dire e il restare fedele a sé stessi, alla fine, verranno percepiti dal pubblico – quello vero”. A cui Barone è affezionato.In altre interviste, inoltre, egli si esprime in merito alla cover: una copertina davvero suggestiva; sognante (e sognata). Opera dell’amico Vittorio “Kufa” Citro. Un prodotto di intenso onirismo, che introduce al tema del viaggio – quale metafora dell’esistenza e dell’essere giovani; entusiastici e idealisti. Proprio come sembra assurgere il messaggio di Andrea Barone in questo elaborato – e in altre sue ricerche melodiche, recenti o meno. La cover è simbolica, surreale, fantasy e un po’ retrò o vintage. Di Citro anche la “presentazione” e/o copertina del singolo “Forever free”. Che porta verso aneliti reconditi e brucianti di libertà. Che dire di più, riguardo questo musicista emergente – ma con un bagaglio ricco di tantissime esperienze precedenti? Niente, in quanto anche la sua biografia è molto densa e illuminante. In pochi anni, Barone si è “costruito” (se così possiamo dire) un curriculum di tutto rispetto: ha conseguito, presso il Conservatorio “Martucci” di Salerno, il diploma accademico di I livello in Composizione – indirizzo Musica applicata alle Immagini – nonché il diploma accademico di II livello in Composizione Multimediale. Entrambi con 110 e lode. In più ha ottenuto il diploma “tradizionale” in Pianoforte. All’attivo anche seminari e masterclass – con artisti e/o maestri di gran calibro. Tra tante altre cose, ricordiamo “gli esordi” con la già citata band “Stamina”: quattro gli album incisi da Barone con questo gruppo (dal 2007 al 2017). Gli “Stamina” hanno suonato in molte date per tutta Europa, aprendo concerti di illustri musicisti. Inoltre Barone ha ideato svariati progetti, come quello per “Lost dimension” (reinterpretando conosciute colonne sonore in quartetto strumentale). Nella propria hall of fame, per chiudere il cerchio, il conseguimento di una laurea triennale in Scienze della Comunicazione – all’Università degli Studi di Salerno. Relatore: il professor Alfonso Amendola. Oggetto della tesi: “Horror soundtrack. La musica e il cinema horror”. Due le raccolte di liriche, scritte dal Nostro: “Frammenti d’animo” (2010, “Il filo” edizioni) e “Mostri. Monologhi poetici” (2011, “Zona” editrice). È del 2020, infine, il saggio intitolato “Soundtrax. La musica d’arte del ‘900, nel cinema d’autore” – per edizioni “Auditorium”.

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09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.

 
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