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Festeggiamenti per Suor Elena Fierro PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Dicembre 2019 00:00

natale

Momento importante e grande occasione di festa, venerdì 20 dicembre 2019, per il conferimento della cittadinanza onoraria di Mercato S. Severino alla cara e umile suor Elena Fierro. Una religiosa molto amata ed apprezzata nella cittadina, con tante generazioni di bambini ed infanti da lei allevati ed educati – soprattutto nella serena cornice dell’asilo “Maria SS. Del Rosario”, al capoluogo. La donna, nata nel luglio del 1937 – e pertanto 82enne – è originaria di Montella, in Irpinia. Si è consacrata al Signore, con dedizione, semplicità e modestia, il 17 marzo 1957 (professione di fede, con voti “solenni” e “completi”). I primi voti “temporanei” risalgono al 1954. Suor Elena, al secolo Grazia Maria Fierro, appartiene all’ordine delle suore povere bonaerensi di S. Giuseppe – presente a S. Severino negli anni scorsi.

L’ordine fu fondato dalla venerabile madre Camilla Rolòn, originaria dell’Argentina. Attualmente la ottuagenaria sorella, conosciuta in tutta S. Severino, risiede in Larino (Molise) – presso “La casa del fanciullo”. Dove i “suoi” ragazzi di S. Severino – di varie età – tuttora la raggiungono, per trascorrere dei bei momenti insieme; in allegria. A Larino è spesso presente, tra le consorelle (come guida spirituale e come “amico”), don Costantino Di Pietrantonio – un simpatico sacerdote che condivide qualche ora del proprio tempo assieme alla comunità di consacrate. Che ha assistito, assieme a tantissime persone – tra familiari, parenti e amici della suora (giunti anche da Montella, ma non solo) – alla bella e significativa manifestazione. Il conferimento dell’onorificenza è avvenuto nell’ambito della convocazione del consiglio comunale dei ragazzi – o consiglio baby – un’istituzione in atto da molti anni a Mercato S. Severino, per avvicinare i giovanissimi alla politica e guidarli verso la responsabilità civica dell’esercizio amministrativo. Grandi scrosci di applausi hanno accompagnato l’evento, presenti il primo cittadino Antonio Somma; il presidente del consiglio comunale “senior” Fabio Iannone; l’assessore alle Politiche Culturali Enza Cavaliere e tanti ragazzi. Oltre al gruppo giovani (e/o meno giovani) e catechisti di suor Elena nella cittadina – che non hanno mai scordato l’esempio di vita e di virtù della loro maestra e allevatrice. Negli anni ’70 e ’80, fino al 2008 circa, suor Elena non ha fatto mancare la sua assidua presenza materna a S. Severino – assieme ad altre sorelle: suor Matilde (gruppo adolescenti), suor Gemma, suor Pia, suor Marta, suor Stefania e – poi, nel tempo – suor Celina ed altre. Dunque la suora è ora – a tutti gli effetti – sanseverinese di adozione. Una comunità o collettività che la ha sempre sostenuta e supportata; in particolare, la proposta di questa onorificenza è stata effettuata già da molti anni. Perorata e sollecitata da tempo, sia grazie a don Peppino Iannone – parroco della chiesa di S. Giovanni in Parco, nei pressi dell’asilo succitato, e di S. Maria delle Grazie (detta comunemente “parrocchiella”) al corso Diaz – sia ad opera di altre autorità e personalità; insieme a numerosi cittadini. Il titolo ad honorem è divenuto realtà dopo l’adozione (da pochi mesi) dell’apposito regolamento in materia, che prima mancava a Mercato S. Severino. Felice ed emozionata – nella sua estrema semplicità e dolcezza – la protagonista della grande festa; un happening proseguito, ad ora di pranzo, nei locali della “parrocchiella” con un ricco e ben organizzato buffet. A cura di tutti coloro che hanno vissuto un periodo, breve o lungo, della propria esistenza assieme alle suore e, nella fattispecie, della religiosa. Tutta la cittadina si è stretta, materialmente e/o idealmente, attorno alla cara donna; anche i giovanissimi del consiglio baby – che non la hanno potuta conoscere, ma che ne hanno comprese le alte virtù dalle parole commosse del sindaco e degli amministratori seduti in aula. Al buffet, ricco di ogni ben di Dio (è proprio il caso di affermarlo), hanno contribuito i fedeli della parrocchia. Molte pietanze sono giunte tramite catering, ma altrettante (o più) altre sono state preparate con cura e meticolosità dalle persone presenti. Compresa la splendida torta, rigorosamente fatta in casa, in proprio. A suor Elena, dopo scattate molte foto, è stata consegnata – come regalo augurale – una bella cornice, con incastonata l’immagine del conferimento onorificenza (prontamente stampata, sviluppata). Ma non solo: alcuni ragazzi (frequentanti le realtà educative in cui agiva suor Elena Fierro) hanno avuto la pazienza di montare un video con dettagliate informazioni sulla festeggiata e con tante immagini raccolte dagli ex allievi. Custodite negli archivi della memoria – per citare il compianto maestro Carmine Manzi. Dalle slide, dalle immagini, sono emerse persino curiosità poco note della religiosa: che amava il pattinaggio, ad esempio. Oppure che aveva un padre molto orgoglioso, nei riguardi della scelta (vocazione) di divenire suora; la madre all’inizio era più restia, nell’indicare quella particolare strada riguardo la figlia. E tanto altro ancora. La… “avventura” della “madre” (suor Elena) a S. Severino nasce all’incirca dagli anni ’70. Fino alla prima decade del 2000, quando lascia l’asilo sanseverinese per approdare, poi, nella tranquilla realtà di Larino. Dove – anche – già era stata, prima di risiedere a S. Severino. Tanti, dunque, i ricordi che legano la religiosa nel comprensorio. Dove – tra l’altro - ha avuto l’onore di diventare ministro straordinario dell’Eucarestia, portando l’ostia consacrata a malati e invalidi – oltre a curare, con amore, sensibilità, dedizione, abnegazione, i “suoi” (a lei affidati) bimbi. Chi scrive ha avuto l’onore di essere andata a trovarla con altri cari amici nella primavera del 2017, cantando a squarciagola – in auto, durante il tragitto – la canzone di Francesco Gabbani “Occidentali’s karma”. Nel re-incontrare, dopo tanto tempo (la scrivente ha frequentato l’asilo alla fine degli anni ’70) la “maestra”, non ha potuto far altro che confermare l’assoluta mansuetudine di questa grande donna. Dal cuore altrettanto grande. Insomma, quella di venerdì 20 dicembre è stata realmente una bella occasione di festa, con la celebrata commossa – a ringraziare tutti di cuore, come vivendo una seconda giovinezza. S. Severino, ha dichiarato suor Elena – “Mi è rimasta nell’anima”. Dopo i festeggiamenti, la sorella è tornata a Larino in auto – accompagnata da don Costantino e insieme a suor Adalgisa, la superiora del convento molisano. Alcune testate di quotidiani locali hanno diffusamente parlato dell’avvenimento. La cittadinanza onoraria è stata elargita in questi mesi anche ad Ernesto Olivero, già nativo della zona ma ora attivo a Torino. Come suor Elena (ma di adozione), anche lui (davvero) “figlio illustre” di questo centro nella Valle Irno. Olivero, filantropo cattolico della frazione Pandola, è stato perfino candidato al premio Nobel per la pace. Ha fondato il noto Sermig di Torino – conosciuto anche come “arsenale della pace”. S. Severino ha dato dunque i natali e/o ha ospitato persone degne e sensibili, per il mondo. E la suora è una di queste eccellenze d’animo. A ricordarlo, anche, un apposito pannello posto nel salone dove si è tenuta la festa – a cura dei collaboratori e della docente Elena Pironti.

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.

 

 

 
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