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News sul territorio Cronaca I presepi e le iniziative natalizie a S. Severino. In Primis S. Antonio
I presepi e le iniziative natalizie a S. Severino. In Primis S. Antonio PDF Stampa E-mail
Venerdì 06 Dicembre 2019 00:00

natale

“Cristo è nato per noi. Venite, adoriamolo”: è la solenne scritta che campeggia sull’artistico presepe realizzato – come ogni anno, sempre diverso ed originale, arricchito da nuovi elementi – dai presepisti legati alla realtà conventuale di S. Antonio in Mercato S. Severino. Un gruppo di diverse persone, il cui nucleo fondante è legato alla presenza – attiva e fattiva – di circa venti associati (i più assidui e presenti, ma ve ne sono tanti altri che si aggregano). Un gruppo di “colleghi” (se così possiamo affermare) e amici che ogni anno, da tempo, realizzano il momento centrale della cristianità: l’incarnazione del Verbo. Tra gli ispiratori del presepe nella chiesa di S. Antonio – in piazza Dante – vi era il compianto intellettuale della Valle Irno Gino Noia.

Ma non soltanto. Grazie alla solerzia dei presepisti, guidati con costanza e partecipazione dai frati francescani (padre Guido Malandrino, padre Giulio Marcone, padre Tarcisio Manta e padre Romeo Amato – oltre agli altri confratelli che hanno dimorato, nel tempo, presso il convento; come padre Giuseppe Castronuovo, padre Mimmo Marcigliano, padre Leone Mocerino, padre Raffaele Bufano, fra Alberto Pisapia e così via), ogni edizione è innovativa e partecipata. Generalmente, il gruppo presepisti – presente sui social network, con un proprio sito – inizia a lavorare (fervidamente) all’allestimento a partire dal 5 ottobre: il giorno dopo la ricorrenza del santo cui è dedicato il convento, ovvero S. Francesco. Da alcuni anni, il manufatto è visitabile a partire dall’8 dicembre – in occasione della solennità dell’Immacolata. Tanta lena, solerzia e molto affiatamento – tra le inevitabili divergenze d’opinione che rafforzano e uniscono, in luogo che dividere: questo è quello che caratterizza i responsabili, orbitanti attorno alla realtà parrocchiale. Come ogni volta, i materiali sono “poveri”, da riciclo, ecologici: materie prime di risulta come carta e cartone, ferro, legno, plastica, polistirolo. Che danno vita a un paesaggio “urbano” e umano denso di sfumature e di ricchissimi particolari, ghirigori, volute, colonne, capitelli e abitazioni – perfette, particolareggiate (appunto). Al centro, come è ovvio (oppure al termine del percorso), la natività o sacra famiglia – con la classica mangiatoia dove Cristo ha iniziato la propria avventura appunto umana. Anche stavolta, per il 2019/2020, i visitatori entrano dentro il presepe – che si snoda, da sempre, lungo il chiostro – per ben 30 metri; osservando i dettagli sempre stupefacenti che arricchiscono l’allestimento. Tra ruote dei mulini che veicolano acqua e caseggiati diruti o diroccati, simbolo del mondo classico (vano e caduco, ma pur sempre “preparazione” di quello cristiano – come vuole il sommo poeta Dante Alighieri). Vale sempre la pena assistere al frutto del lavoro, della fatica di questi zelanti e alacri creatori di presepi. E non solo a S. Antonio, ma anche – per esempio – nella chiesa di S. Giovanni sempre al capoluogo di S. Severino; qui, la costanza della pianista Elena Pironti e degli altri collaboratori è al servizio dei fedeli - nella costruzione e realizzazione di un presepio anch’esso bello e toccante, pure diverso ogni Natale. E non finisce qui, in quanto molte frazioni (in passato anche Costa) divengono intense location per le rappresentazioni viventi. Ad esempio Pandola e Spiano, che ricalcano pertanto il primo, vero “dramma” della natività – il presepe vivente di Greccio (a cura di S. Francesco). Qui – in tali frazioni - ci sono scorci bellissimi e antichi, che ricreano certamente l’atmosfera natalizia e l’attesa messianica. Mentre i presepi fissi scaturiscono dalla tradizione veicolata da S. Gaetano da Thiene, fautore e ispiratore del classico manufatto napoletano – nella fattispecie di S. Gregorio Armeno. Con gli umili pastori quali personaggi privilegiati; tra costoro ricordiamo il pastorello Benino o Beniamino – colui che dorme, a simboleggiare sia il sogno e la speranza sia il dubbio, la diffidenza, l’ateismo. Per quanto concerne le rievocazioni viventi, a Pandola si potrà vivere tale magico momento nei giorni 26, 28, 29 dicembre 2019 e il 4-5-6 gennaio 2020 – dalle 18 alle 21. A Spiano, invece – oasi linguistica dell’ancestrale dialetto sanseverinese, “patria” di sportellari e scalari – il presepe vivente sarà visitabile il 26, 28, 29 dicembre e l’1 e 5 gennaio fino alle 21. Il 6 gennaio, per di più, alle 18 sarà officiato il solenne pontificale da parte del nuovo vescovo metropolita: mons. Andrea Bellandi. Al termine, ecco l’arrivo dei re magi a cavallo – con una processione alla grotta. Organizzazione a cura della parrocchia di S. Croce; a Pandola, invece, tutto è a cura di diversi sodalizi – tra i quali l’associazione “Il castello” e altre realtà attive in tal località e sul territorio intero. Tornando poi a S. Antonio, l’allestimento è arioso e con illuminazione appropriata (lucine soffuse, tenui – a rendere magica e lieta l’atmosfera). Il cammino verso la grotta è metafora del viaggio interiore che ogni buon cristiano dovrebbe compiere, nel proprio animo. Come ideali eppur reali pastori o pellegrini. Questo il senso, il significato, del presepe. All’esterno un soave rosone, in cui è raffigurata Maria col Bambino – opera del frate ed artista Tarcisio Manta. Tutto rappresenta un tranquillo borgo settecentesco, a Napoli. Uno scorcio zeppo di case con archi e di botteghe. Sono stati riprodotti anche un acquedotto romano e un mulino ad acqua – con un ponticello per attraversare l’alveo dell’acqua… “fluviale”. La natività, sempre a S. Antonio, prende spunto da una stalla posta sotto ad un rudere; alle spalle vi è una coppia di torri – in disfacimento, ad indicare la vacuità dell’esistere umano se è senza Dio. Nell’edizione 2019/2020, il gruppo presepisti ha inteso dedicare un pensiero, una targa, al compianto padre Cesario Brindisi. Un frate semplice e bonario, animatore di numerosi viaggi e/o pellegrinaggi – ospite del convento di S. Antonio fino alla metà degli anni ’80. Il presepe è stato, infine, definito e pitturato nei particolari da padre Manta. A coronare il tutto, gli splendidi pastori dell’800 (alcuni di fine ‘700), indossanti abiti preziosi e raffinati. Circa venti sculture, alte e ben rifinite. Accanto ai presepi, simboli atavici della cristianità, il Natale a S. Severino è ricco di iniziative e sorprese. Grazie ai tanti eventi che vi si organizzano, ad esempio i percorsi del gusto lungo corso Diaz – con manifestazioni miranti a incentivare il commercio in città, soprattutto il sabato con l’area shopping e altro – o il Babbo Natale in moto, il 15 dicembre alle 11 (piazza Cesare Battisti). Tutto voluto dall’amministrazione Somma, con in prima linea l’assessorato alle Politiche Culturali – nella persona dell’assessore Enza Cavaliere. Ma vi sono anche altre kermesse, anche nel segno della solidarietà e della beneficenza: per esempio gli incontri con Babbo Natale all’associazione “Gatto” di Curteri, il 19 dicembre (ore 19). Durante la serata, nella piazzetta dedicata agli illustri politici Luigi e Cecchino Cacciatore, vi saranno assaggi di popcorn e zucchero filato gratuiti per i bimbi. Nel contempo, vi è l’aspetto sociale: le due benemerite associazioni sanseverinesi “Sos Arcangeli” (frazione S. Angelo) e “L’avete fatto a me” (capoluogo) raccolgono, nell’occasione, coperte calde e scarpe comode – nonché prodotti per l’igiene – da distribuire ai senza fissa dimora. Queste due realtà, che tanto attuano senza eccessiva pubblicità, sono infatti associazioni che hanno a cuore i clochard: ogni venerdì sera, gli aderenti – spesso con auto proprie e con cibo caldo, preparato da loro stessi – si recano in vari luoghi della città di Salerno (non solo alla stazione ferroviaria) a visitare i poveri e i senza tetto. Portando prima di tutto un sorriso, per risvegliare la dignità di queste persone, mai davvero sopita dalla miseria e dalle condizioni economiche precarie. Inoltre, l’associazione “Gatto” – con Luca e Daniele Picarella – offre altre occasioni per stare insieme. Il tutto sotto il titolo di “Rifugio di Babbo Natale. Con Riciclalbero”. Tra altre kermesse, ricordiamo i tornei di carte e giochi da tavolo (11 e 18 dicembre, alle 19); l’incontro pubblico incentrato sull’ambiente (13 dicembre, alle 20) e l’happening del 28 dicembre (ore 20.00), con la “Magnifica gente do Sud” tra teatro e cucina. Sabato 4 gennaio 2020 – alle 20 – “Gatto” (in collaborazione con altri sodalizi) chiuderà la programmazione di tali eventi con la declamazione di alcuni brani de “La divina Commedia”, a cura del maestro Cirigliano. Ed a gennaio dovrebbe esserci anche l’incontro con la Befana, presso i locali del convento di S. Antonio – a cura della Caritas locale. Come sempre. Tornando per l’ultima volta al presepe di S. Antonio, ricordiamo che l’ingresso è gratuito (solo – per chi abbia voglia - un’offerta a piacere, liberamente) e gli orari di apertura vanno dalle 18 alle 21 dei giorni feriali e dalle 8 alle 12 e 17-21 in quelli festivi. Indicativamente fino alla fine di gennaio.

09062017 AnnaMariaNoia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo della 
Dott.ssa  Anna Maria Noia.

 

 

 
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