Benvenuti

sul portale dedicato alla città di Mercato S. Severino

 

 

 

Banner
Banner
Banner
Cultura #11 Appunti di storia sanseverinese
#11 Appunti di storia sanseverinese PDF Stampa E-mail

04092016 castello

(eravamo rimasti...)  Usciamo a mano manca dall'area castellana e notiamo il vano aperto frontalmente alla torre circolare che penetra all'interno della cisterna. Esso è un chiaro atto di sciacallaggio perpetrato, negli anni antecedenti al 1924, ai danni del nobile maniero sanseverinese e di cui andrebbe cancellata ogni traccia. Lo stesso dicasi del traliccio ENEL posto a fronte della torre, che, oltre a mostrare la sua bruttezza estetica, indica anche la poco sensibilità verso il Patrimonio Storico, Archeologico, Artistico e Paesaggistico dell'Ente

Nazionale Energia. Lasciamo dietro di noi questi indecorosi scempi, sperando che un giorno qualcuno possa abbattere definitivamente il traliccio, e discendiamo giù per la collina fino a raggiungere la piazza E. Imperio. Prima di menar per la nostra via, volgiamo nuovamente lo sguardo sulla collina a fissar quelle solinghe centuriazioni e torri, ultime testimone di glorie passate, appartenenti a un tempo ormai lontano, ma non per questo dimenticato, e non possiamo fare a meno di pensare, che quella, dovette essere una fortezza micidiale. 

Epilogo

Il Castello di Mercato S. Severino sorge sulla collina del Parco e si sviluppa su una superficie di oltre 52000 mq distribuita in tre cinte murarie o difensive, con un perimetro che raggiunge i 1250 metri. Fu la culla nativa della nobile famiglia dei Sanseverino, tra le Casate più potenti vissute nell'Italia meridionale al tempo della dominazione Angioina, e che, con Roberto I, divennero Principi di Salerno nel 1463. L'impianto originale è quello Normanno, costruito nella seconda metà del secolo XI e poi rimaneggiato nel corso dei secoli successivi, con interventi di ampliamento, ammodernamento civile e introduzione di armi da fuoco. L'area palaziale, posta al vertice delle tre cinte -secondo i miei studi-, ha vissuto almeno due grosse fasi principali di vita che modificarono notevolmente la pianta prettamente militare d'età Normanna. La prima fase è quella ascrivibile all'epoca Angioina, quando si volle attribuire all'edificio un volto signorile, così da renderlo anche Palazzo di rappresentanza.
Chiari rimaneggiamenti che rientrano in questo contesto sono i locali ricavati nel settore mediano del Palazzo -oggi intasati dai crolli degli ambienti superiori-, l'apertura della finestra a pianta quadrata che affaccia sul fossato difensivo, le aggiunte eseguite alla corte interna e altri. Risalgono sempre a questo periodo, l'apporto delle armi da fuoco e l'inspessimento delle mura palaziali, al fine di sostenere maggiormente i colpi di artiglieria.
Ritengo molto probabile che questo fu il primo Palazzo dei Sanseverino a Mercato. Solo successivamente, forse intorno alla fine del secolo XIV, venne edificato il magióne ai piedi della collina del Parco, trasformato poi, da Roberto I nel 1466 a Convento Domenicano, oggi Palazzo Vanvitelliano.
Il secondo intervento è databile in età Aragonese, presumibilmente, durante gli anni delle turbolenze del principe Antonello Sanseverino contro la Corona Aragonese (1485/86). I dati archeologici hanno evidenziato che alcune strutture furono ricavate in tutta fretta e sfruttando materiali di riutilizzo recuperati abbattendo ambienti preesistenti del complesso. Detto questo, possiamo tranquillamente affermare, che gli ammodernamenti condotti in queste due epoche, modificarono notevolmente l'impianto originale del sito, trasformandolo in quello visibile allo stato attuale. Rientrano nel periodo Svevo invece, i massicci rafforzamenti militari che interessarono l'area castellana. Re Federico, seguendo lo schema difensivo ideato da suo nonno Ruggero II di Sicilia (in carica dal 1130 al 1154) e perfezionato da Tancredi (1189-1194), rinforzò solo alcuni castelli del Regno: quelli posti in posizioni strategicamente importanti, mentre altri, visti senza una particolare funzione e come una probabile minaccia contro la Corona, furono addirittura smantellati del tutto. Sappiamo che negli anni di dominazione Sveva, il castello di S. Severino, dopo essere passato fra le disposizioni dalla regia Camera, fu dato sempre in appannaggio a membri rilevanti della corte imperiale, com'è il caso del marchese Bertoldo di Hohembourg, che in un documento del gennaio 1251 si denominava "dominus castri S. Severini et honoris eius" e nel 1256, di Galvano Lancia, parente di Bianca Lancia moglie di Federico. È molto probabile allora, che proprio in questo contesto furono edificati i settori di sud-ovest e ovest, con annesse torri a pianta quadrata. Inoltre, si ebbe la costruzione della prima fase delle officine metallurgiche (dal 1258 a prima del 26 febbraio 1266), la sopraelevazione della torre angolare e l'ulteriore innalzamento della cortina che protegge la Piazza d'Armi, munendo quest'ultima delle tre torrette trapezoidali ove alloggiavano i trabucchi.

Passando ora ad esaminare i sistemi difensivi presenti all'interno dell'apparato castellano e realizzati prima dell'introduzione delle armi da fuoco, oltre a quelli già descritti come feritoie, caditoie, merlature piane, torrette per la postazione dei trabucchi etc., vediamo che l'ingresso di tramontana alla prima cinta, evidenziava una difesa composta da un lungo corridoio che conduceva ad una porta sghemba. Questo tipo di architettura militare -quello del corridoio difensivo-, si componeva di un muro basso eretto frontalmente e a poca distanza da un paramento alto, così da formare sia un avamposto difensivo, che un passaggio d'accesso obbligato non troppo ampio. Nel nostro caso, vi era anche la presenza di un antemurale che circondava esternamente la cinta di tramontana della Pizza d'armi. In origine, probabilmente, prima della sopraelevazione della cinta, era questo avamposto a costituire tale modello difensivo. Sappiamo infatti, che l'innalzamento attuale della cortina di tramontana della Piazza, si ebbe solamente in epoca Sveva, mentre la prima fase Normanna era caratterizzata da un muro basso. Lo schema viene riproposto pure in un secondo caso all'interno della fortezza Sanseverinese e in parte, nel prospetto anteriore delle semitorri normanne. Esso lo si riscontra nell'area palaziale, costruito a difesa di quello che, agli albori della sua costruzione, doveva essere una sorte di "bailey castle" che si estendeva ai piedi della motta castrale, nel lato occidentale della fabbrica, appena superato l'ingresso ponte levatoio e da cui si accedeva alla corte interna. (Si rimanda sempre mia pubblicazione).
Il suo funzionamento, oltre ad essere utilizzato come avamposto difensivo, era quello di formare un passaggio d'accesso all'interno del quale gli assalitori venivano bloccati da massicci attacchi provenienti dall'alto delle mura castellane. Una volta penetrati all'interno del condotto infatti, gli invasori restavano nell'impossibilità di difendersi, poiché, questo sistema, veniva sempre progettato in modo da direzionare i colpi dal lato destro dell'assalitore, ovvero dove i soldati impugnavano la spada (i militi medievali erano soliti tenere la spada con la mano destra e reggere lo scudo con la sinistra). Per comprendere meglio questo tipo di funzionamento, provate per un istante a immaginare un gruppo di soldati intenti ad avanzare lungo uno stretto corridoio mentre dall'alto delle mura del castello vengono scagliate frecce e pietrame. Gli aggressori non avrebbero modo di ripararsi, visto che si presenterebbero col fianco destro scoperto, e spinti dall'istinto di sopravvivenza, si darebbero alla fuga generando il caos. (inizio)

Appunti di storia sanseverinese "Il Castello di Mercato S. Severino" 

04092016 Cerrato

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un intervento del
Dott. Michele Cerrato.
Presidente dell'Archeoclub Troisio de Rota - Mercato S. Severino.

La lingua usata nella stesura della seguente descrizione è stata  intenzionalmente voluta dall'autore.


Alcuni link sul Castello che vi invito a Visualizzare:

STORIA
http://www.cittadimercatosanseverino.it/web/index.php?option=com_content&view=article&id=401&Itemid=556&lang=it

RIPRESA CON IL DRONE
https://www.youtube.com/watch?v=KgTUTlefmHk&list=PLA593B719AA3A6652&index=3
https://www.youtube.com/watch?v=xm0o412Q_jA&list=PLA593B719AA3A6652&index=4
https://www.youtube.com/watch?v=39b3N5T-LhQ&list=PLA593B719AA3A6652&index=5
https://www.youtube.com/watch?v=3R7axbSdItQ&list=PLA593B719AA3A6652&index=6
https://www.youtube.com/watch?v=YYWdS6L-0RI&list=PLA593B719AA3A6652&index=7

FOTO DEL CASTELLO
https://www.flickr.com/photos/cittadimercatosanseverino/sets/72157644257054118 
https://www.flickr.com/photos/cittadimercatosanseverino/sets/72157637078637795
https://www.flickr.com/photos/cittadimercatosanseverino/sets/72157637007427225

 
Banner
Banner
Banner
 

Sondaggio

Vi piace il nuovo sito?
 

News sul territorio

cronacaCronaca
Tutte le notizie sui fatti accaduti nella nostra citta.

politicaPolitica
La vita politica e le news di Mercato S. Severino.

Lo sport locale

calcioCalcio
Le news delle squadre presenti sul territorio.

volleyVolley
La Rota Volley, formazione del campionato femminile serie B1

altri-sportAltri sport
Non solo calcio... ma tanto e tanto altro sport.


Banner

b e n v e n u t i
Citta di Mercato S. Severino