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francobolloChiesa SS. Maria della Grazie - 980

La notizia più antica della chiesa risale all’anno 980. Nel 1309 è indicata con la denominazione “S. Maria de Castro”. Nel 1481 è detta parrocchia col nome: “S. Maria de Foro S. Severini”, dove “Foro” sta per Mercato. Il 29 marzo 1588 diventa grancia del Capitolo cattedrale di Salerno. Nella Platea di Pastore (inizi Settecento) è indicata col titolo “S. Maria delle Grazie nel Mercato”. Dall’inventario dei beni dell’anno 1740 si apprende che l’attuale chiesa non è l’originaria S. Maria. La primitiva sede, nel luogo detto “Mercato Vecchio”, è segnalata poco distante dalla nuova. Con decreto reale di Gioacchino Murat del 22 agosto 1811 viene stabilito il trasferimenti della parrocchia di S. Maria delle Grazie nella chiesa dell’ex convento di S. Antonio. Nel 1841 la parrocchia ritorna all’antica sede. Con decreto arcivescovile del 19 settembre 1869 il titolo della parrocchia diventa “S. Maria delle Grazie e S. Antonio”. Nel 1890 viene ampliata. Una descrizione della chiesa di un certo interesse è quella riportata nell’inventario dei beni delle chiese della Carta del Mercato del 1760, redatto all’epoca della visita pastorale dell’arcivescovo Isidoro Sanchez de Luna. Il curato d. Ovidio Serino così la descrive: “La mia parrocchiale è situata nel principio del Mercato vecchio, con la porta di legno, architravo, e pilastri di tufo negro, dalla parte di Settentrione, sopra la detta porta vi stà l’effigie del titolare; avanti le mure vi sono alcuni poggi di fabbrica, con cinque croci di legno, sopra la sudetta effigie vi sono due finestre con le vetrate a latere del Altare Maggiore, e propriamente nelle cosce di detta chiesa, vi sono quattro altre finestre, anche vetrate, cioè due da levante e due da ponente, e coverta a embrici […], la sagrestia è fatta a lamia, anche coverta ad embrici. […] Attaccato al battisterio vi sta una portella in dove va dentro il campanale, questo tutto di fabrica con la cupola di sopra”. Nella chiesa, oltre all’altare maggiore, vi sono gli altari di S. Giuseppe, della Consolazione, di patronato della famiglia Villani, di S. Francesco di Paola”. Nella chiesa operava una confraternita di S. Maria della Neve fondata anticamente nella cappella omonima. La congregazione gestiva anche un ospedale, attivo fino alla metà del Seicento. Per i successivi rimaneggiamenti e il trasferimento la chiesa ha assunto una veste moderna. L’unico elemento di nota è rappresentato dal portale rinascimentale. Sui piedritti sono riportati dei particolari decorativi che richiamano il cero pasquale; sull’architrave, invece, sono rappresentate delle volute stilizzate di tralci vegetali (racemi) con rami terminanti con grappoli d’uva, confluenti verso il centro in corrispondenza di un rosone. Per tali aspetti, si rileva una somiglianza col portale della chiesa di S. Magno. La chiesa di S. Maria delle Grazie originariamente è collocata fuori mura, in una zona chiamata “Mercato Vecchio”, sede di fiera fino alla metà del Cinquecento. All’epoca la zona rappresenta il centro residenziale di Mercato, dove sono concentrate le residenze di nobili e borghesi. Successivamente la fiera viene trasferita in una nuova periferia, l’attuale piazza Garibaldi, che, in contrapposizione alla primitiva sede mercantile, viene nominata “Mercato Nuovo”.

Bibliografia: Chiese, Palazzi e Giardini - Itinerari ambientali e culturali a Mercato S.Severino - G. Rescigno - Dicembre 2004

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