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francobolloChiesa Madonna del Carmine - 1520

Da notizie raccolte da d. Francesco Balestrino si apprende che nel 1520 viene costruito ad Ospizio un convento con annessa chiesa dai carmelitani. Il convento è una sorta di punto di appoggio che i frati, residenti nel convento di S. Elia (una collina nei pressi di Acquarola  - scheda 13 C, allegato 4), avevano costruito per ospitare i padri che non potevano raggiungere il convento in collina o non vi era spazio per accoglierli. Da tale utilizzo del convento la località a valle prese il nome di “Hospitium”.
Dalle fonti scritte, la prima notizia della chiesa e del convento è del 1677. Si tratta del resoconto di una visita pastorale; in quell’anno le condizioni statiche della struttura sono buone. In una successiva visita del 1719 la chiesa risulta chiusa “per lo stato della fabrica”. La chiesa viene riaperta nel 1755, benché occorressero alcuni lavori e scarseggiassero gli arredi.
Nel 1788 il complesso è in fase di decadimento. Una cappella è utilizzata per deposito di derrate agricole.
Con l’avvento dei francesi chiesa e convento seguono lo stesso destino degli altri luoghi pii.
Dalla visita pastorale del 1854 risulta che nella chiesa vi sono tre altari:  della Madonna del Carmine (oggi del SS. Crocifisso),  di S. Feliciano (oggi vi è un quadro di S. Pasquale), di S. Giuseppe. In alcuni locali del convento viene aperta la sede della “Guardia Nazionale”. Capitano della guardia è d. Luigi Terrone, di Acquarola.
Da documenti di epoche successive risulta che chiesa e  convento appartengono alla famiglia Terrone. Nel 1923, essendo morto senza eredi l’ultimo proprietario, la chiesa passa al Demanio. In seguito al Concordato del 1929 il complesso ritorna alla Chiesa.
Successivamente, per il concorso di diversi benefattori, vengono svolti lavori di restauro. Nel 1976 il sacerdote d. Francesco Balestrino fa realizzare a sue spese la cantoria.
Mentre i locali del convento sono stati assorbiti da abitazioni per civile abitazione, la chiesa è rimasta integra. Il prospetto, privo di decorazioni, è molto semplice. L’interno è ad un’unica navata con abside semicircolare. Il campanile è in tufo a vista (a differenza del prospetto della chiesa, che è intonacato). La torre campanaria è a base quadrata e distribuita in quattro blocchi rastremati. Quello a piano terra ha un ingresso dalla strada, i tre sovrastanti portano sui prospetti aperture monofore.

Bibliografia: Chiese, Palazzi e Giardini - Itinerari ambientali e culturali a Mercato S.Severino - G. Rescigno - Dicembre 2004

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